Culloden, sul campo di battaglia della Scozia

Una sensazione di tristezza avvolge inevitabilmente la brughiera e i sentieri che portano
sul campo di battaglia. Culloden è una tappa che resta impressa a chi ama la Scozia e la sua
Storia.

Qui, a poche miglia da Inverness, nelle Highlands, il passato sembra ancora vivo, nonostante
il vento inclemente soffi sulle lapide commemorative, l’unico suono nel silenzio.

A Culloden, il 16 aprile 1746, si infransero i sogni di libertà scozzesi, una tragedia di grande portata per i clan. Da una parte i sostenitori di Carlo Edoardo Stuart, il Giovane Pretendente, famoso come Bonnie Pince Charlie, dall’altro le forze lealiste del Duca di Cumberland, figlio di re Giorgio II, chiamato anche Billy il Macellaio per la sua brutalità.

A Culloden gli scozzesi furono sconfitti in modo disastroso, anche per via delle loro strategie ormai superate e inefficaci.

Questo vasto campo tra brughiera e palude era pieno di sangue, oggi è una tomba di guerra,
dove la vegetazione si colora di verde e di viola dell’erica, mentre i memoriali in pietra
sono ad eterno ricordo e monito contro la violenza.

Per capire meglio questo momento importante della storia scozzese, la visita a Culloden inizia dal Visitor Centre. All’interno un film proiettato alle pareti racconta le ragioni della causa giacobita, l’evolversi della battaglia, le vicende delle singole persone coinvolte, in modo che al visitatore sembra di essere sul serio su quel campo il 16 aprile di esattamente 275 anni fa.

Un giro all’esterno, calpestando la stessa brughiera come i soldati e i giacobiti, rende
ancora più commovente, evocativo e quasi angosciante il ricordo della battaglia.

Culloden è un sito ben conservato, grazie al National Trust of Scotland che preserva il terreno e la crescita delle piante al loro stato originale.

I sentieri sono appositamente creati e conducono subito alle posizioni iniziali dei due schieramenti rivali, contrassegnati da bandierine rosse e blu. In mezzo, quella che fu fatale agli scozzesi, la palude: nei secoli è stata prosciugata per creare terra coltivabile, così oggi è meno fangosa di quanto lo fosse al momento cruciale, anche se in alcuni punti si rischia di sprofondare.

La battaglia iniziò intorno alle 10 del mattino, mentre un forte nevischio cominciò a cadere, come se anche gli elementi naturali si fossero opposti a Bonnie Prince Charlie: la sua artiglieria aprì il fuoco, senza successo. Al contrario gli Inglesi colpirono duramente l’altro esercito. Da qui una serie di errori tragici del comandante giacobita, inesperto, portarono alla atroce sconfitta.

Secondo i resoconti del tempo, la lotta fu molto feroce, al punto che i giacobiti dovettero scavalcare i loro stessi compagni morti o feriti per raggiungere le truppe avversarie. Il campo di Culloden divenne così una carneficina e un bagno di sangue.

Continuando a camminare sul sito di Culloden, si incontra l’Old Leanach Cottage, il testimone silenzioso della battaglia. Costruito all’inizio del XVIII secolo, l’edificio fu usato come ospedale da campo durante l’azione. Nel tardo Ottocento fu restaurato e divenne monumento
a cielo aperto.

Lungo i sentieri di Culloden si incontrano molte lapidi e pietre commemorative. Come una torre alta circa 6 metri, il Memorial Cairn, in memoria dei soldati uccisi durante la battaglia: si
trova a metà strada, equidistante, dalla linea del fronte giacobita e quella delle truppe inglesi.

I contadini locali, subito dopo, seppellirono i caduti trovati sul campo in fosse comuni, cercando comunque di ordinarli secondo la loro appartenenza al clan. Un’impresa difficile perché ancora non esistevano tartan specifici, e quindi riconoscibili, per ogni clan: i morti vennero
riconosciti in base a propri segni distintivi.

Per l’esercito governativo, al contrario, esiste solo una memoria simbolica, si ignora ancora
dove furono esattamente sepolti in una fossa comune.

Una delle pietre commemorative di Culloden è quella detta “il pozzo dei morti”: si
trova nel punto in cui morì Alexander MacGillivray di Dunmaglass, a capo del clan Chattan. Il
suo corpo fu ritrovato dopo la battaglia da una donna del luogo e sepolto.

Le altre lapidi di Culloden segnano le fosse comuni degli scozzesi deceduti in battaglia e sostituiscono le croci in legno messe subito dopo.

Curiosamente questa cruenta battaglia di 275 anni fa oggi è diventata familiare grazie alla serie tv Outlander, tratta da una serie di romanzi della scrittrice Diana Gabaldon. I protagonisti, attraverso un viaggio nel tempo, si ritrovano proprio nella Scozia del Settecento e molti eventi ruotano attorno proprio alla sconfitta dei giacobiti a Culloden.

Info: www.visitscotland.com
www.visitbritain.com

Foto: dreamstime.com

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