Crans Montana, voglia di avventura

Decide così di trasferirci alcuni suoi pazienti e tutto “l’indotto”. Nascono cliniche di cura, ma anche alberghi e arriva il turismo in una zona disabitata o usata solo come alpeggio. Crans Montana (in realtà due comuni distinti ma uniti dall’architettura urbana) è posta su uno spettacolare altopiano che domina la sottostante Valle del Rodano e con una splendida vista sulle montagne a sud della valle che in questo punto è ampia e soleggiata (in particolar modo Crans Montana è esposta a sud quindi gode dei benefici effetti del sole). Tre piccoli laghi si stendono nella cittadina. Alle spalle un’altra imponente bastionata montagnosa sulla quale si snodano 140 Km di piste da sci che arrivano sino ad una quota di 3000 mt. Piste non difficilissime di varie lunghezze che, in caso d’innevamento abbondante, portano direttamente sino al paese. Se Crans Montana è dunque un paese ottimo dal punto di vista paesaggistico, un po’ meno lo è per l’architettura.

La zona sta nel tempo subendo una profonda metamorfosi: abbandonati gli scempi degli anni ’60/’70, la località sta recuperando le case basse e l’inserimento delle costruzioni in un contesto naturale. Resta una serie di palazzoni a testimonianza di come in montagna si costruiva senza criterio alcuni anni fa. Tuttavia la cittadina conserva quell’atmosfera a metà strada tra il paese montano e la vocazione alla replica della grande città e del suo ambiente. Ma la trasformazione più grossa Crans Montana la sta avendo nella sua scelta turistica. Sino ad alcuni anni fa il luogo era frequentato da una clientela di livello elevato (ancor oggi gira per il paese Roger Moore, ha casa Alain Delon e molti altri personaggi del mondo dello spettacolo anche italiani). Boutique da grande città sono ben piazzate nel centro di Crans (quella più modaiola) e molti alberghi di lusso sono il fiore all’occhiello. C’è tuttavia il tentativo di spostare la clientela verso il “target famiglia” per cui molte sono le offerte in questo senso e molte sono le opportunità che vengono presentate al turismo popolare. Anche qui c’è un contrasto perché imminente è l’arrivo del danaroso turismo russo e quindi la costruzione di nuovi alberghi e strutture residenziali di lusso

Crans Montana però non è solo sci, è anche molto altro: nella stagione estiva una fitta rete di sentieri permette di addentrarsi nei boschi sovrastanti. Questi permettono un trekking tranquillo, non estremo (mancando le grandi pareti), anche se il sovrastante ghiacciaio permette qualche escursione alpinistica. C’è poi anche una grande varietà di percorsi per Mountain Bike. Accanto alle tradizionali attività montane vi è inoltre un’ampia scelta di percorsi da golf: due (un 9 e un 18 buche) direttamente in città, mentre altri green si trovano a valle, nel raggio di pochi chilometri. Un vero paradiso per gli amanti di questo sport vista anche la particolare posizione naturale e la bellissima vista che godono questi percorsi.

A chiusura delle due stagioni (invernale ed estiva) altrettanti eventi molto particolari, anche se differenti tra loro, attraggono in città molta gente. A fine inverno un grande festival rock (il Caprices, giunto nel 2009 alla sesta edizione), mentre un importante trofeo di golf (Omega European Masters) a settembre pone fine alla stagione estiva. Il Caprices (nel 2009 25.000 presenze in 4 giorni), l’unico festival invernale in Europa, è perfettamente organizzato e vede la presenza di artisti di grande richiamo (nel cast dell’edizione 2009 Duffy, Paolo Nutini, Thomas Dutronc e Ayo la cui esibizione purtroppo è saltata) con una proposta musicale assai variegata (dal rock alla techno). Gli eventi serali si svolgono sotto alcuni chapiteaux montati in città, mentre nel pomeriggio la musica la si può trovare anche in quota. Ovviamente il pubblico è giovane (non giovanissimo), ma spesso interessato a unire il rock (e non solo quello) con lo sci. Differente è invece il richiamo delle gare di golf a settembre. Sul percorso “Jack Nicklaus” si danno appuntamento nomi noti del golfismo europeo per un ricco e prestigioso torneo annuale, che ovviamente oltre agli atleti richiama anche un pubblico adeguato.

La nostra scelta:
Dormire
Se non avete problemi di bilancio potete scegliere tra alcuni alberghi di lusso. A fine gennaio ne è stato aperti uno nuovo Le Crans Hotel & SPA (http://www.lecrans.com/). Poche stanze, tutte diverse, particolare cura nei materiali (molto legno in parte “riciclato”) e dotazioni di “domotica” in ogni camera. Notevoli sono anche i 4 (di buon livello l’hotel Etrier http://www.hoteletrier.ch/) e tre stelle. C’è anche un campeggio, delle residenze per gruppi ed alcuni Bad & Breakfast oltre ovviamente ai residence ed agli appartamenti. Info http://www.crans-montana.it/

Mangiare
Il Vallese stupisce per la sua cultura e ricchezza vinicola. Dalla valle a salire verso Crans Montana è una continua distesa di filari di viti dalle quali si producono ottimi vini a partire dal Fendant, un vino bianco giovane da consumare in tempi rapidi, per arrivare all’ottimo rosso Syrah. Tutto questo vino può benissimo accompagnare i ricchi e gustosi piatti locali. A cominciare dal piatto valligiano composto da carne secca, formaggi e sottaceti. Oppure una fonduta di formaggio o l’ottima raclette (ancora formaggio) o i differenti tipi di bourguignonne per arrivare sino al tipico rösti a base di patate. Parecchi i ristoranti di differente livello. Consigliabili quelli tipici: un’ottima raclette al feu de bois (sul camino insomma) la potete gustare esclusivamente al La Dent Blanche, appena fuori dal paese, ambiente semplice ma ottimo cibo e buona l’ospitalità del grande (per stazza) chef. Per i rösti consigliato Le Mayen nel centro di Montana, ambiente rustico/elegante buona scelta di vini e di grappe (apricottine e williamine).

  Clicca qui per vedere la mappa su Google

  Articoli correlati:
Svizzera da scoprire
Leukerbad: terme, natura e armonia
Lucerna, un dolce pensiero sul Lago dei Quattro Cantoni
La foresta pluviale a… Zurigo
Svizzera in generale

0 Condivisioni

Lascia un messaggio