Coimbra, antica Università, fado e amori sfortunati

La salita è ripida e faticosa. Le stradine strette, affollate di palazzi e gradini, di Coimbra rendono la meta più agognata, soprattutto d’estate con il caldo.

Molto meglio prendere dalla zona bassa della città un autobus o ancora meglio l’Elevador do mercado, l’ascensore panoramico vicino al mercato principale che porta alla Sé Nova, la cattedrale nuova in stile barocco.

Anche se può sembrare una scelta masochista, alla fine della salita si viene ricompensati. Il Pátio das Escola, i vasto spazio con gli antichi edifici e la vista sul fiume Mondego, è il cuore stesso di Coimbra, prima città universitaria del Portogallo.

L’Università fu fondata nel 1290 da Don Dinis, con il nome di “Estudos Gerais” (studi generali), durante alcuni regni si spostò tra Lisbona e Coimbra, fino a stabilirsi definitivamente in questa città nel 1537, per iniziativa di Don João III.

Da allora occupa l’antico Palazzo reale medievale, acquisito dall’istituzione nel 1597 da Filippo II di Spagna,
che all’epoca governava il Paese.

Si studiava teologia, medicina e legge fino al XVIII secolo, quando il Marchese di Pombal (colui che cambiò il volto di Lisbona dopo il grande terremoto del Settecento) modificò l’insegnamento introducendo altre discipline, che nel corso dei secoli sono diventate le sette facoltà odierne. In queste sale furono forgiati i valori della cultura portoghese e tra i personaggi che studiarono qui ci fu Sant’Antonio.

L’Università, nella parte alta di Coimbra con un panorama che si estende sul fiume e sulla riva di fronte, è un edificio complesso che comprende eleganti e austeri palazzi medievali e rinascimentali raccolti intorno al Patio das Escolas e dominati da una torre imponente, costruita nel 1728, che con i suoi rintocchi segna i ritmi della vita accademica.

Imperdibile una visita alla Biblioteca Joanina, con i suoi 300 mila volumi, tra cui molte rarità come
una Bibbia del XVI secolo, esposti su scaffali in legno scolpito e ricoperto da una lamina d’oro: la biblioteca barocca, costruita al posto di una prigione medievale, è stata d’ispirazione per la saga di Harry Potter ed è abitata da una colonia di pipistrelli che mantiene i volumi al sicuro dall’essere divorati dagli insetti.

A maggio, poi, l’Università diventa ancora di più l’anima di Coimbra. Si svolge la Queima das Fitas, ovvero la maggior festa studentesca d’Europa per celebrare la fine del corso di laurea. Arrivano laureandi, con i classici
mantelli neri, da tutto il Portogallo per bruciare, in antico rito, i nastri colorati che sottolineano la facoltà di appartenenza. I festeggiamenti coinvolgono tutta la città alta per giorni con musica, cortei, carri allegorici fino al gran ballo in abito da sera.

Un’immensa festa che rivela l’inclinazione vivace di Coimbra. La città, che si trova a metà strada tra Lisbona e Porto, già luogo d’insediamento preistorico, conquistata dai romani (nei dintorni si trova la zona archeologica Conimbriga, un vero borgo romano con ville e mosaici), dominata dagli arabi e dai castigliani, infine divenne nel XII secolo la prima capitale del nuovo regno del Portogallo, è un vero viaggio nei secoli e nella Storia.

Non solo per l’Università. Sempre nella città alta, il Museu Nacional Machado de Castro, edificato sui resti di un
foro romano, racconta l’epopea di Coimbra attraverso le sue preziosi collezioni, mentre scendendo verso la città
bassa, tramite i suoi vicoli stretti, si arriva alla  Sé Velha, la vecchia cattedrale romanica fortificata
fatta erigere da Alfonso I nel XII secolo.

Qui sulla scalinata gli studenti vengono ad ascoltare il fado, l’autentico stile musicale portoghese, e si
raccontano la tragica storia dei due amanti più famosi di Coimbra, Pedro e Ines.

Gli sfortunati innamorati, una sorta di Giulietta e Romeo locali, vissero nel Trecento: Pedro, figlio di
Alfonso IV, era l’erede al trono, sposato per volere paterno a Costanza, più anziana di lui, ma innamorato
della bella nobile castigliana Ines de Castro, dama di compagnia della principessa.

Quando la moglie morì, il ventenne Pedro andò a vivere con l’amante a Coimbra, si sposarono segretamente ed ebbero alcuni bambini.

La loro relazione era mal vista dal re, preoccupato che l’erede potesse cadere sotto l’influenza della Castiglia e compromettere l’indipendenza del Portogallo conquistata a duro prezzo. Così nel gennaio 1355 convocò il consiglio della Corona per trovare un modo per togliere di mezzo la scomoda Ines: il 7 gennaio due sicari mandati da Alfonso riuscirono a entrare nella tenuta della nobildonna e la decapitarono.

Spinto dalla disperazione, Pedro diede avvio ad una sanguinosa guerra civile ma dovette arrendersi giurando di rinunciare alla vendetta pur di salire al trono. Diventato sovrano, alla morte del padre, fece subito arrestare, torturare e mandare a morte i sicari, ex consiglieri reali. Ma le scene tragiche e macabre non erano certo finite.

Il corpo dell’amata Ines fu trasportato dal monastero di Santa Clara, dall’altra parte del fiume Montego, dove era sepolto, alla cattedrale di Coimbra e lì solennemente incoronato: si narra che nella chiesa furono disposti due troni, uno occupato da re Pedro e l’altro dai resti di Ines, addobbati in abiti cerimoniali, e tutta la corte dovette rendere omaggio al cadavere.

Non solo, poco dopo, fu inscenata una spettrale processione notturna con le fiaccole che illuminavano la strada
fino al monastero di Alcobaça, a una novantina di chilometri a sud di Coimbra, dove il re aveva fatto costruire una tomba monumentale.

Anni dopo, alla sua morte nel 1367, Pedro I vene seppellito in un sepolcro di fronte, riccamente decorato: sulla sommità della tomba della coppia due statue che raffigurano i tragici innamorati si guardano per l’eternità.

Un tocco di romanticismo che si può respirare anche alla Quinta das Lagrimas, la casa delle lacrime, la tenuta
appartenuta ai due sposi e dove fu assassinata Ines: si trova sulla riva opposta del fiume, insieme ai resti del
monastero di Santa Clara. Oggi è uno splendido parco, pieno di fontane che ricordano la storia d’amore più
famosa e appassionata di Coimbra.

Info: www.visitportugal.com
Foto www.visitportugal.com e pixabay

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