Clonmacnoise, il cuore sacro d’Irlanda

L’erba emette un fruscio lieve, mossa dalla brezza, le croci celtiche si stagliano contro il cielo azzurro e tutto sembra arcaico. Clonmacnoise, sul fiume Shannon, è quello che rimane di uno dei siti religiosi più importanti d’Irlanda, terra di santi cristiani.

Non solo il famosissimo e amato patrono San Patrizio. Ce ne sono altri come San Ciarán, colui che fondò questo monastero all’intersezione del fiume e della strada principale che collegava all’epoca l’isola da est a ovest: una posizione strategica per lo sviluppo e la crescita.

Risale al 545 d.C., prese il nome gaelico di Cluain Mhic Nóis, ovvero “Tenuta dei figli di Nós”, nel IX secolo era la destinazione prescelta dagli studiosi europei e fino al XI secolo divenne il luogo di sepoltura dei re supremi di Tara, la mitica collina scelta dagli Dei il massimo degli onori in Irlanda.

Passeggiando tra le rovine, si respira un’aria antica e si dà ragione a Giovanni Paolo II, che venne in visita qui nel 1979 e disse messa in questo luogo sacro, quando ammise che non avrebbe mai dimenticato Clonmacnoise.

In piedi dal VI secolo sono rimasti i resti di una cattedrale, una torre a base circolare, croci celtiche,
tombe e sette o più chiese: sorgevano su una palude, come è quasi tutta la contea di Offaly. Ora sono ricoperte dai licheni mentre il vento leggero che soffia porta con sé i belati delle immancabili pecore, nei prati poco lontano, e le preghiere eterne dei vecchi monaci che qui hanno vissuto.

Sembra quasi di vederli, muoversi a passetti veloci tra le varie costruzioni, indaffarati a leggere, scrivere, creare. Qui si produceva di tutto, dai manoscritti preziosi alle opere in pietra e metallo: una delle opere d’arte
più imponenti rimaste è l’elaborato “Bishop’s Crozier”, il Pastorale degli abati, ora in mostra al National Museum of Ireland a Dublino.

Erano artisti e studiosi i monaci di Clonmacnoise, basta anche solo un’occhiata ai dettagli delle costruzioni rimaste. Quando le prime strutture in legno, con cui era fatto il sito, vennero sostituite da edifici in pietra più resistenti, si pensa che in questo posto vissero e lavorarono nel XI secolo circa duemila persone, una vera città.

Famoso in tutto il mondo cristiano, il monastero era punto di arrivo di una strada di pellegrini: una rotta che esiste tuttora, è composta da 24 chilometri, parte da Ballycumber, costeggia le torbiere e oggi si può fare in bicicletta.Nel VI secolo però i pellegrini arrivano rigorosamente a piedi, cercando di mantenersi asciutti nonostante il sentiero. Venivano premiati con la spettacolare visione di questo centro religioso e artistico, la stessa emozione che si prova ora davanti alle rovine. Arrivavano anche i lebbrosi, ma si dovevano fermare alla cosiddetta “porta che sussurra” davanti alla cattedrale: qui i malati si confessavano mentre il prete si teneva a distanza di sicurezza, ma sempre a portata d’orecchie.

Ad accogliere i visitatori del sito sono le tre enormi croci celtiche: imponenti e fiere, sembrano ricordare la santità del luogo e la forza di San Ciarán, che la leggenda vuole essere tornato sulla terra alcuni secoli dopo la sua morte solo per picchiare con il bastone dorato un saccheggiatore del suo monastero. Un tipo tosto, che ha lasciato a perenne memoria traccia della sua santità e abilità.

Le croci che dominano il panorama, comunque, sono riproduzioni: le originali sono state salvate dal clima irlandese e dalle intemperie e sono conservate nel Interpretive Centre. La più famosa è la Croce delle Scritture; alta quattro metri, la cui arenaria è abilmente incisa con intricate figure su tutti e quattro i lati che raccontano la Bibbia ed episodi del Nuovo Testamento. Le altre due sono chiamate semplicemente del nord e del sud, mentre tra gli altri resti si distinguono la torre circolare del 1100, la cattedrale che avrebbe dovuto essere davvero imponente quando fu costruita intorno al 900 d.C, e la piccola Temple Ciarán che sembra dovesse contenere le spoglie del santo.

È uno dei simboli di Clonmacnoise, che subì un fase di declino solo 500 anni dopo essere stato fondato, quando si svilupparono gli ordini religiosi nel resto d’Europa, facendo concorrenza ai monaci di qui. Oggi quello che fu uno dei primi crocevia cristiani nel continente ad esportare fede, arte e cultura, è proiettato al futuro. È stata creata un’app per Iphone e Ipad: la tecnologia del presente al servizio della storia, rendendola viva e tangibile. Attivando l’app, infatti, ci si immerge com’era mille anni fa, con il chiassoso mercato, con gli artigiani impegnati a creare, con il muro a proteggere la cattedrale.

Ma anche senza diavolerie elettroniche, Clonmacnoise ha qualcosa di magico e ancestrale e chi è dotato di fantasia riesce bene ad immaginarsi la vita pulsante tra queste rovine.

Un angolo di tranquillità dove si arriva facilmente da Athlone, una graziosa cittadina sul fiume, con un castello, un forte e il ponte del XII secolo, e un’abbazia medievale. Inoltre, la contea di Offaly è una delle più belle d’Irlanda, con lo Shannon che scorre lento, le torbiere ben conservate, i parchi con le sculture all’aperto, le orchidee selvatiche e gli uccelli di palude, e il Lough Boora, che ha conservato una mummia dell’età del ferro nota come Old Croghan Man. Si ritiene risalga a oltre duemila anni fa, l’uomo fu ucciso per una pugnalata e ora è in mostra in mostra a Dublino, al National Museum of Ireland. Lo stesso museo che espone alcuni dei manufatti e manoscritti dei monaci di Clonmacnoise.

Info : wwww.irlanda.com
www.visitoffaly.ie

Foto di www.irlanda.com e Sonia Anselmo

0 Condivisioni

Lascia un messaggio