Chambord, la creazione di un re

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Ora il castello appare fin troppo sobrio negli interni: i grandi spazi al pian terreno sembrano vuoti, solo qualche cammino gigantesco e la maestosa scala progettata, si dice, da Leonardo da Vinci, su insistenza del re. Costruita dalla sovrapposizione di due scale a vite che evolvono attorno al nucleo cavo centrale, esattamente al di sotto e come supporto della lanterna in cima al castello con il giglio di Francia, fu un’autentica rivoluzione: due persone che utilizzano ognuna una rampa di scale possono intravedersi attraverso le apertura praticate nel centro, ma non si incontreranno mai. Ad ogni piano, intorno alla scala si spiegano quattro hall che formano una croce e le sale che costituivano gli appartamenti della corte. Purtroppo Leonardo, se fosse stato davvero lui ad ispirare questa scala (pare che furono trovati alcuni bozzetti tra le sue carte), non la vide in funzione: morì, a Clos Lucè, prima che Chambord  fu iniziato nel 1519.
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Voluto come residenza di campagna e come riserva di caccia, è, per la sua architettura, il castello degli eccessi: 156 metri di lunghezza, 56 metri di altezza, 77 scale, 282 camini e 426 stanze. Eppure, nonostante le dimensioni eccezionali, seduce con la grazie e l’equilibrio. Qui il tufo calcareo  si fa materiale malleabile ai decori e alle rifiniture, lasciando un’immagine di leggiadria. Sarà stato fiero del risultato il giovane sovrano, che amava questi luoghi sulla Loira. Anche se in 32 anni di regno, Francesco è rimasto a Chambord solo 72 giorni e non lo vede completato del tutto. All’epoca, la corte di 4000 persone era itinerante, il re si spostava di castello in maniero sia per farsi vedere dal suo popolo che per conoscere i francesi: così, tutto doveva essere improntato alla praticità. Come i mobili, tavoli, letti e sedie, che erano smontabili, facilmente trasportabili e riassemblabili. Per questo, pochi sono arrivati intatti a noi e le stanze del castello appaiono vuote: le cassapanche e il resto dell’arredamento sono originali del Rinascimento, ma non di Chambord. Poco importa a chi viene qui a scoprire le bellezze volute da Francesco e rimane incantato davanti ai soffitti decorati con la F, monogramma del re, e dalla salamandra, animale mitico che vive nelle fiamme, capace di estinguere il fuoco nemico. Si viene colti da sorpesa anche sulla terrazza panoramica, dove si ammirano da vicino i decori del tufo, le torrette, le cupole, la lanterna del giglio, e dove lo sguardo si perde tra il fiume lontano e l’enorme parco. Chambord è al centro di una foresta di oltre 5000 ettari, circondata da mura lunghe 32 chilometri, quasi quanto la superficie di Parigi, riserva nazionale di caccia con cinghiali 
e cervi. Gli stessi che amava cacciare il re, che quando è vissuto qui abitava nell’appartamento nell’ala est, oggi visitabile e composto da una camera da letto, alcune piccole stanze private e un oratorio. Il castello custodisce oggetti preziosi come arazzi, dipinti e arredi, oltre a curiosità di vario genere. Ad esempio, il palazzo di oggi è il risultato dei lavori fatti da Enrico II, figlio di Francesco, e poi da Luigi XIV, entrambi appassionati di caccia e fruitori di queste stanze. Anzi, il Re Sole fece cambiare l’alloggio a nord quasi a somiglianza di Versailles: sala delle guardia, doppia anticamera e camere private. Mentre quello che oggi è chiamato l’appartamento della regina fu abitato proprio dalla moglie di Luigi XIV, Maria Teresa d’Austria, e dalla favorita del sovrano, Madame de Maintenon.
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Ma nonostante il passare dei secoli, Chambord rimane un esempio del Rinascimento ed è consacrato a Francesco, quest’anno di festeggiamenti ancora di più. Tra i castelli più amati di Francia, è frequentatissimo da famiglie nei giorni di sole, soprattutto per il grande parco dove si può andare in bicicletta, passeggiare tra i sentieri o in carrozza. Per i bambini sono in programma visite guidate speciali, con Cassandra la Salamandra come guida o personaggi usciti direttamente dalla corte del re, in abiti rinascimentali. E poi mostre di arte contemporanea, spettacoli equestri, osservazione dei cervi in liberà, letture di scrittori, fiere dell’antiquariato, teatro, un vino intitolato al re che proviene dagli antichi vigneti da lui piantati. Dal 3 al 18 luglio 2015, poi, il Festival di Chambord: una serie di concerti in luoghi particolari del castello, che in quest’anno di ricorrenza del sovrano sarà aperto da un gran ballo di corte in stile cinquecentesco. Tutto per Francesco I che aveva un debole per la sua creazione, Chambord. 

Dove dormire: Chateau du Breuil, 23, Route de Fougères, 41700 Cheverny, www-chateau-hotel-du-breuil.com. A venti minuti d’auto da Chambord e da Blois, a pochi chilometri dal castello di Cheverny, questo hotel di charme è un antico palazzo nobiliare del XVIII secolo circondato da un parco. Ognuna delle 39 camera è arredata in modo diverso e ha un suo nome ispiratore, dotata di ogni confort, wi-fi gratuito. A disposizione degli ospiti, una sala ricevimenti, ricca colazione, piscina all’aperto, noleggio bici, cappella dedicata alla Madonna.
Dove mangiare: Relais des 3 Marchands, 1 Place Victor Hugo, 41700 Cour-Cheverny, www.relaisdestroischateaux.com/. Il ristorante è in un altro palazzo d’epoca, è di proprietà degli stessi del Chateau du Breuil e possiede lo stesso stile elegante e raffinato. Piatti saporiti con ingredienti locali, come il formaggio di capra, alcune pietanze di ispirazione rinascimentale rivisitata e vino di zona.
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Foto di Sonia Anselmo e www.chambord.org
Info www.chambord.org, www.visaloire.com, www.rendezvousenfrance.com
In collaborazione con www.rendezvousenfrance.com

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