Caravaggio a Malta, sulle orme del genio

Sul muro in fondo all’Oratorio la luce illumina i chiaro scuri dell’enorme tela e invita
gli spettatori a saziarsi del genio e dell’arte. Caravaggio a Malta stupisce così, con la
sua opera più grande, l’unica firmata.

Il suo autografo curioso, Fra Michelangelo, si trova nel sangue che sgorga dal collo del Santo ne La Decollazione di San Giovanni Battista, conservata dove fu creata, nella Co Cattedrale di La Valletta. I suoi committenti, i Cavalieri dell’Ordine, furono molto contenti, al punto che Merisi, ricevette due schiavi e una collana d’oro.

Ma l’impetuoso Caravaggio a Malta rimase poco, giusto il tempo di lasciare eterna memoria
la sua arte unica. Oggi, a distanza di 450 anni esatti dalla nascita, che avvenne il 29 settembre 1571, l’arcipelago del Mediterraneo può diventare una meta in cui scoprire le tappe della vita travagliata del pittore.

Caravaggio a Malta arrivò nel 1607, dopo una fuga rocambolesca da Roma, dove era stato
accusato di assassinio, e una sosta a Napoli. Grazie all’intercessione dell’amico principe Colonna, venne accolto nell’Ordine dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che aveva sede proprio sull’isola.

A La Valletta entrò in contatto il Gran Maestro dell’ordine, Alof de Wignacourt, a cui fece
anche un ritratto: oggi è esposto al museo del Louvre a Parigi. Il dipinto fu spedito in Francia
in tutta fretta dallo stesso Wignacourt, pare in seguito all’espulsione del pittore dai Cavalieri.

L’intento di Caravaggio a Malta era quello di diventare a sua volta cavaliere per ottenere l’immunità, perché sulla sua testa pendeva ancora la condanna alla decapitazione per l’atto
compiuto a Roma.

Dopo un anno di noviziato, divenne “cavaliere di grazia”, un rango inferiore ai cavalieri
di giustizia di origine aristocratica. Ma neanche questo fermò il turbolento artista. Fu
arrestato dopo un litigio con un cavaliere di rango superiore che aveva scoperto la condanna
a morte del pittore. Venne incarcerato nel forte di Sant’Angelo il 6 ottobre 1608, ma riuscì
ad evadere poco dopo e a rifugiarsi in Sicilia. Due mesi dopo i cavalieri lo espulsero dall’ordine
con disonore.

Di Caravaggio a Malta, però, rimase alcuni capolavori. Come la Decollazione di San Giovanni Battista e il San Girolamo Scrivente, entrambe custoditi nella co cattedrale di La Valletta, già un tesoro di per sé.

Nel cuore della città, una facciata austera con due torri, che si incendia di rosa alla luce del tramonto come tutta la pietra con cui è costruita Malta, la co cattedrale, costruita negli anni Settanta del Cinquecento e dedicata al Santo Patrono dell’Ordine, rivela un interno incredibile, un trionfo di oro, stucchi, decori preziosi, marmi policromi, in pieno stile barocco e altri importanti lavori di artisti dell’epoca come Mattia Preti, che affrescò il soffitto con pittura ad olio direttamente sulla pietra locale, e Antoine de Favray.

L’Oratorio era l’ambiente riservato alle solenni cerimonie, dove avvenivano le investiture dei Cavalieri. Lo stesso Merisi venne insignito qui e poi nello stesso luogo fu decretata la sua espulsione dall’Ordine.

Ironicamente il destino di Caravaggio a Malta venne deciso proprio nella sala (e la bolla letta davanti al dipinto) che oggi porta i visitatori amanti della sua arte al cospetto della Decollazione.

L’altra tela presente è il San Girolamo Scrivente, originariamente posta in un’altra cappella della co cattedrale. Raffigura il Santo, considerato uno dottori della Chiesa, intento nel suo lavoro di traduzione della Bibbia. Fu commissionato dal cavaliere Ippolito Malaspina e, insieme ai dipinti che seguiranno, esprime un’intensità spirituale che corrisponde ai tormenti interiori e alla disponibilità di redimersi di Caravaggio.

Le due opere non furono le uniche ad essere state dipinte durante il breve esilio sull’isola. Oltre al ritratto del Gran Maestro Alof de Wignacourt, Caravaggio a Malta realizzò anche L’Amorino Dormiente. Essendo stato commissionato dall’amministratore di de Wignacourt, il fiorentino Francesco D’Antella, venne portato da questi in Toscana poco dopo e oggi fa parte della Galleria Palatina di Firenze.

Nonostante il breve periodo vissuto sull’isola, il segno lasciato da Caravaggio a Malta è considerevole e tuttora è un richiamo inesauribile per gli appassionati di arte e non, diventando una delle attrazioni più importanti di La Valletta.

Info: www.visitmalta.com

Foto di Sonia Anselmo, Pixabay

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