Capodistria, tra mare e colline, Mediterraneo e Mitteleuropa

Nel porto di Capodistria le barche dallo scafo bianco risaltano nell’azzurro del mare, sotto un sole invernale. Nei
giardini limitrofi le luminarie natalizie rallegrano ancora grandi e piccini con la loro originalità: sono enormi
animali di luce, qui un orsetto, là un cavallo sulle zampe, scoiattoli, volpi, cigni.

Di notte, durante le Feste, Capodistria si trasforma in un mondo uscito direttamente da una favola. Tanti tocchi creativi di luce che si uniscono ai decori, alle luminarie, al grande albero di Piazza Tito, allo spettacolo di immagini e suoni proiettato sulla facciata del Palazzo Pretorio.

L’inverno è davvero dotato di una calda atmosfera, che raggiunge l’apice nel piazzale Vittorio Carpaccio, con la pista di pattinaggio sul ghiaccio e gli stand dei mercatini, posti in un luogo ideale, da sempre legato al commercio.

Capodistria, Koper in sloveno, è sospesa tra mare e colline, tra Mediterraneo e Mitteleuropa, tra il Carso e Adriatico.

Porta dell’Istria e della Slovenia, così vicina all’Italia, a soli venticinque minuti d’auto da Trieste, è un’incantevole città marina e nelle belle giornate rende al meglio nei colori, nei profumi e nei sapori che arrivano anche dal fertile entroterra: pesce, vino, olio, asparagi.

Sul lato che dà verso il mare, il piazzale Carpaccio è chiuso dalla Taverna, ex magazzino del sale durante
la Repubblica di Venezia, ora usato come spazio espositivo, mentre in un angolo sorge la casa del pittore
Carpaccio, così importante per il XVI secolo di Capodistria, e nel centro c’è la colonna di Santa Giustina,
dedicata ai marinai locali che combatterono nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Il piazzale sembra l’entrata principale per le meraviglie di Capodistria. Se si attraversa la porta si arriva al porticciolo turistico, ai giardini, al mare. Da qui una splendida passeggiata costeggia il centro storico, tra locali, caffè all’aperto e negozi di souvenir, perfetta per i tanti che amano trascorre le vacanze o soltanto un weekend sulla costa slovena, così breve, solo 41 chilometri, eppure così piena di attrattive.

Ce n’è per tutti i gusti, per chi propende per gli sport ne troverà parecchi, soprattutto d’acqua, ma anche arrampicate nel Ciglione carsico, chi cerca di stare a contatto con la natura sarà attirato dalla laguna
del Val Stagnon con i suoi centinaia d’uccelli e dalle famose saline di Sicciole, per chi preferisce il relax, non ha che da scegliere la spiaggia o gli altri borghi come Izola, piccolo e caratteristico, un mini gioiello consacrato al mare. (www.visitizola.com)

Invece chi apprezza i prodotti particolari, unici, legati alla tradizione ma innovati, l’indirizzo giusto a Capodistria è il laboratorio di Barba Sol, ovvero Davor Podbevšek, il re del sale.

Barba crea il sale fusion, una sua specialità apprezzata da chef stellati, gourmet di tutto il mondo e curiosi: per caso qualche anno fa pestando in un mortaio alcune spezie insieme al fior di sale produsse il primo esemplare, al quale ne sono seguiti gli attuali 34 gusti, sempre ottenuti con due o tre ingredienti di alta qualità.

Alcuni vengono ideati su ordinazione, altri sono sempre a disposizione come quello agli agrumi o quello alla paprika, molto apprezzato dai vegetariani, parecchi sono davvero originali e insoliti come il sale aromatizzato con la pelle del branzino, o con il polipo o con l’olio di semi di zucca, tipico della zona. (Barba Sol, Vojkovo nabrežje 5, 6000 Koper – Capodistria, telefono: +386 41 799 156
https://www.facebook.com/barbaokusi/ )

Il laboratorio di Barba si trova vicino alla porta Vrata Muda, ex principale dell’epoca in cui Capodistria era
fortificata: risale al 1516 e ha un pittoresco sole inciso, che poi è lo stemma cittadino. Dalla porta ci si addentra nel centro storico e piano piano si nota quanto Capodistria sia mediterranea nell’aspetto, con i budelli delle stradine, dedicate agli antichi mestieri tipici, che ricordano la Liguria. Il tutto molto distante dalla Slovenia mitteleuropea.

Capodistria rivela soprattutto la sua anima veneziana, legata al mare, al commercio e alle saline. Nella centrale piazza Tito, mentre gli studenti sciamano al sole, i palazzi raccontano una storia antica e affascinante. La Loggia del XIV secolo, con un caffè sotto i portici sin dall’Ottocento, il Duomo, la Torre cittadina, la Foresteria e l’Armeria e il Palazzo Pretorio rendono la piazza una delle più belle dell’alto Adriatico.

Il Palazzo, ex sede del Podestà e dei Capitani della Serenissima, oggi ospita le riunioni municipali e gli uffici
del sindaco e della giunta, rigorosamente rappresentante anche la minoranza italiana. Vale la pena di essere visitato al suo interno: al pian terreno è stata riassemblata la farmacia seicentesca, una delle più antiche
della Slovenia, che si trovava sulla piazza, trasformandola in piccolo museo, le sale ai piani superiori rivelano l’abilità artigiana nel creare (e nel restaurare a mano) i soffitti lignei dipinti, e i grandi lampadari di vetro.

Durante le Feste, quando la città è un tripudio di luci e atmosfera fiabesca, la sua facciata viene usata per uno spettacolo di suoni e immagini, mentre il resto dell’anno rimane il cuore nevralgico delle tante manifestazioni che si svolgono nella vivace Capodistria.

Info: www.slovenia.info
www.visitkoper.si

Foto di Sonia Anselmo
www.slovenia.info
www.visitkoper.si

In collaborazione con www.slovenia.info

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