Brividi e fantasmi nella Praga del mistero

by night

I lampioni si accendono, il vento si incunea tra le stradine di ciottoli e il brivido scorre sulla pelle. Il fantasma della fanciulla appare in un angolo della piazza della Città Vecchia.

E’ proprio sotto la casa della campana di pietra, nel palazzo all’angolo a nord, nel cuore di Praga. Si dice che vaghi durante la notte piangendo per non aver potuto vivere la sua vita: fu murata viva giovane durante la costruzione del palazzo perché si credeva che il sacrificio di una vergine avrebbe protetto gli abitanti.

Poco più in là, percorrendo lo stretto passaggio tra la casa della campana e la chiesa di Santa Maria di Tyn, con le sue imponenti guglie gotiche, si arriva all’antica piazza del Dazio.

Qui un turco, con una spada in una mano e l’ormai consunta testa di una donna nell’altra, vaga disperato da secoli. Un tempo in questo luogo c’era il mercato con le stoffe, le spezie e gli schiavi che venivano dall’Oriente: un turco si innamorò di una ragazza ceca, i genitori di lei non accolsero con entusiasmo il potenziale matrimonio, anche se diedero il consenso; il mercante tornò al suo Paese per quattro anni per sistemare le sue faccende, ma la ragazza non vedendolo
tornare lo diede per disperso e accettò la corte di un’altro innamorato, stavolta ceco, il caso volle però che il turco tornò proprio il giorno del matrimonio, tagliò la testa al neo marito e all’amata ma dopo trecento anni è ancora in preda ai sensi di colpa e continua a girare in eterno nella piazza.

Questi sono solo alcuni dei fantasmi di Praga, città  misteriosa, dove parlare di esoterismo è una normalità e dove le leggende possono diventare realtà. Sono davvero tante, alcune come quelle della vergine e del turco si possono scoprire con i tour serali appositi che vanno in
caccia di fantasmi, guidati da personaggi curiosi e oscuri. Fanno tappa in molti posti della città  e raccontano miti, storie e ombre del passato.

Tra queste il ladro che vaga senza un braccio presso la chiesa barocca di San Giacomo: il suo
avambraccio è rimasto mummificato vicino all’altare da quattrocento anni. Il ladro, infatti, avendo saputo che una preziosa collana fu donata alla Madonna e appesa alla sua statua, si intrufolò di notte nella chiesa, cercò di strapparle il monile, ma la Vergine miracolosamente lo trattenne per il braccio, al punto che dovette essere amputato. Da allora è rimasto lì, come monito per i ladri.

Non solo, la chiesa è anche oggetto di un’altra leggenda: si dice che il conte Vratislao di Mitrovice fu sepolto vivo nella sua tomba barocca, una delle più belle della Boemia, perché il suo cadavere fu rinvenuto seduto sul sepolcro. Una storia da brivido come tantissime a Praga.

Tanto spettacolare e suggestiva di giorno, tanto misteriosa e ricca di suspense quando la sera cala sulle strade scure e avvolge tutto in una nebbia di romanticismo e arcano. Città  magica per antonomasia, amata da alchimisti e appassionati dell’esoterismo, si dice persino che fu fondata da una veggente, Libuše, che appare tuttora in alcune effigi.

Era una maga vedeva nel futuro e nelle profondità  della terra, capace di trovare l’oro e l’argento: per questo la sua città, Praga, divenne una tappa fondamentale per gli alchimisti. Da allora non ha perso la sua atmosfera di magia, anzi, grazie a tanti personaggi, artisti, scienziati, astronomi, ma anche molti
eccentrici cercatori di enigmi, è diventata sempre di più una città particolare.

Molta della sua fama è dovuta anche a Rodolfo II d’Asburgo: affascinato dall’alchimia, dalla cabala e dalle scienze esoteriche, il re di Boemia trasferì la corte da Vienna a Praga nel 1583, invitò celebri astronomi e astrologi come Keplero, sedicenti medium e personaggi curiosi per alimentare la sua voglia di esoterismo, oltre che pittori, musicisti e scrittori. L’eccentrico Rodolfo era attratto da tutto ciò che era mistero, assetato di conoscenza e mecenate di scienziati, e durante il suo regno Praga divenne sempre più capitale delle bizzarrie, secondo la profezia della veggente, Libuše.

Si dice che i laboratori alchemici fossero concentrati vicino al Castello e soprattutto nel Vicolo d’Oro, con le sue case colorate e i tanti visitatori. Tra stregonerie, case di Faust o del Diavolo, torri di torture, Praga alimenta costantemente questa sua fama di magia. Le leggende sono davvero infinite: c’è chi vede i fantasmi di quelli mandati alla forca ancora torturarsi nella piazza della Città vecchia, chi vagare lo scheletro di uno studente che aveva venduto il suo corpo per gli studi di anatomia e che ora chiede i soldi indietro, persino il celebre orologio della Torre sarebbe un simbolo esoterico.

Da non dimenticare, poi, il grande rapporto con l’ebraismo a Praga. Nel Medioevo c’erano già due distinte comunità  che vivevano intorno alla Vecchia-Nuova Sinagoga: la leggenda narra che nella sua soffitta, dove nessuno può andare, giaccia ben nascosto il Golem in attesa di qualcuno che lo faccia rivivere. Il Golem è uno dei misteri più famosi di Praga, la sua storia ha ispirato romanzi, opere, film, e la sua figura è legata all’antica tradizione cabalistica.

Si dice che il rabbino Low, un eccellente studioso e teologo, attorno al 1580, per combattere una serie di superstizioni e accuse verso gli Ebrei, creò il Golem, un essere vivente dall’argilla: con un rituale segreto e formule magiche, mise insieme i quattro elementi, terra, fuoco, acqua e aria dando vita ad una forma umana, nella cui bocca fu messa una pergamena con il nome di Dio.

All’ordine del rabbino, il Golem si alzò, fu vestito come un servitore del tempio, venne chiamato Josef, gli mancava solo la parola ed eseguiva ogni ordine del Rabbino. Quando il servitore si ribellò al padrone, dovette essere distrutto, o quanto meno reso immobile, e così da allora giace inanimato nella Sinagoga. Qualcuno dice, invece, che ogni tanto il Golem si ridesti di notte e guardi dalla finestra della soffitta verso il Cimitero ebraico in fondo alla strada, dove sono sepolti oltre dodicimila corpi, tra cui quello del suo creatore Low.
Oggi questo luogo è uno dei più famosi e visitati di Praga, ancorato a storie di misteri e brividi.

Anche il patrono della Repubblica Ceca ha la sua bella leggenda: San Giovanni Nepomuceno fu gettato dal Ponte Carlo perché colpevole di non voler rivelare al re Venceslao ciò che disse in confessione la regina, il suo corpo non fu mai ritrovato nella Moldava, al suo posto apparvero cinque stelle nell’acqua.

Oggi è uso toccare la croce e le stelle della scultura sul Ponte Carlo con la mano sinistra e esprimere un desiderio per farlo avverare, invece se si tocca la statua, ormai lucida dalle tante carezze, è un portafortuna e di sicuro si tornerà  a Praga.

Il Ponte Carlo, con i suoi monumentali gruppi di sculture, è anche sede di un’altra piccola leggenda: sotto le sue arcate, dove passano in continuazione i battelli che offrono una splendida e diversa prospettiva della città  vista dal fiume, una delle gite più suggestive da fare, abiterebbero i folletti verdi Vodník che salvano le anime di coloro che annegano nelle acque.

Se non siete fortunati da vedere queste creature buone ma permalose, vi potete accontentare dei magnifici cigni che solcano il fiume con eleganza e bellezza, dando un tocco di romanticismo in più alla città.

Foto di Sonia Anselmo, Czech Tourism, www.pragaue.eu

Info: www.czechtourism.com
In collaborazione con www.czechtourism.com

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