Bol sull’isola di Brac, l’incanto della natura e il fascino della Storia

La spiaggia spazzata dal vento e dalle correnti marine disegna una punta immersa nel mare, che dall’alto sembra
vagamente un cuore allungato. Zlatni rat, il corno d’oro, sull’isola di Brac, è un simbolo della Croazia e a camminare sopra i sassolini che compongono la spiaggia è un’emozione particolare.

Tutt’attorno soffia implacabile il vento che ha modellato, insieme al mare, nei secoli questo angolo originale e continua nel suo lavoro di cambiamento. Arrivare fino alla punta, mentre lo sguardo si perde nel blu unico che sa regalare la Dalmazia, sembra un’impresa titanica con il vento che fa volare.

Arriva da sud e fa increspare le onde del mare, mentre il lato opposto, protetto dai monti e dalla barriera
della spiaggia, sembra una placida baietta dall’azzurro accecante. I pini sono piegati e disegnano un cuore verde
nel cuore bianco dei sassi, che brillano al sole nell’acqua limpidissima.

Zlatni rat è una spiaggia amatissima: d’estate i visitatori si moltiplicano, così come gli ombrelloni, le sdraio e i locali direttamente in riva al mare, così come le barche e i windsurf al largo, i pontili che si spingono nel mare per agevolare la discesa di chi ama lo snorkeling o il sub. Nella tarda primavera, è un’oasi di pace, dove ammirare la natura nel suo aspetto più selvaggio e nella sua incessante opera di mutamento. La spiaggia con gli anni è aumentata, diminuita, affilata, appiattita dal volere delle correnti e del vento, il vero protagonista dell’isola di Brac.

La mattina presto avvolge senza sosta i visitatori che prendono il catamarano che fa la spola, due volte al giorno,
con Split, Spalato, ad un’ora di traversata: sotto il faro, nell’estremità del porticciolo, il vento soffia
irrequieto quasi a voler diventare un souvenir per chi lascia questa isola, quasi ad istallare una spruzzatina
di ricordi a forza nel cuore di chi lascia l’isola.

E’ difficile non innamorarsi di Brac, brulla, con le montagne, tra cui Vidova Gora, la più alta di tutte le isole dell’Adriatico con i suoi 778 metri, con i paesi e i villaggi sparsi sulla piccola striscia di costa, le spiagge di sassi, il mare trasparente, i tramonti che colorano di rosa le nuvole e le case.

Il primo impatto è con Bol, il paese più grande. Concentrato e proteso verso il porto, Bol è un centro vivace e pieno di curiosità da scoprire. Sulle banchine, nella baia naturale, si alternano negozi di souvenir, pasticcerie,
gelaterie, gallerie d’arte e molti ristoranti affollati a qualsiasi ora del giorno e della sera, dove gustare il pesce freschissimo e l’immancabile bieta con le patate che l’accompagna.

Tutto è di un bianco grezzo, le costruzioni, la piccola chiesa alle spalle del porto, i moli: è la tipica pietra calcarea del luogo che per secoli è stata anche esportata, usandola per i Parlamenti di Berlino e Vienna, persino per la Casa Bianca a Washington, oltre che per il palazzo di Diocleziano a Spalato, e che rende unica Brac.

Si ammira nel palazzo d’angolo sul porto con una loggia gotica, sui tetti costruiti in modo tradizionale, con le sole pietre ad incastro, sulla “casa grande e casa piccola”: è una delle curiosità di Bol, un’abitazione antica che sorge in una stradina contorta parallela al porto. Apparteneva ad una famiglia di coltivatori di viti, ma durante la grande carestia della fine del XIX secolo che colpì i vigneti di Bol con un’epidemia e costrinse il 50% della popolazione croata ad emigrare, i tre figli maschi partirono per gli Stati Uniti. Lì fecero fortuna e tornarono ricchi in Patria con l’intenzione di costruire una casa più grande e bella per i genitori: edificarono le mura e le pareti, inglobando il vecchio palazzo, nell’attesa di buttarlo giù più tardi. Il destino volle diversamente: i tre fratelli si imbarcarono per un’isola vicina per acquistare il legno per le travi, ma annegarono tutti e tre durante una tempesta. Così la casa rimase costruita a metà, come una matrioska che rivela l’edificio precedente. Fino a qualche tempo fa veniva usata come palcoscenico per rappresentazioni teatrali, oggi sembra abbandonata e ricoperta di piante.

Poco oltre la grande scuola ricorda l’Impero Asburgico che dotò Bol proprio di quello che serviva al tempo tutto
nel medesimo edificio: al piano di sopra le scuole, in quello al pian terreno lo spazio per conservare il vino. Oggi si può visitare la cantina, affacciata sul porto, dove è prevista la visita guidata, ammirando anche due botti
risalenti agli inizi del Novecento, e le degustazioni del tipico vino, bianco, rosso e rosè prodotto con uve dell’isola, oltre che acquistare le bottiglie dalle etichette disegnate. (www.stina-vino.hr)

Bol offre enogastronomia, natura, possibilità di vacanze sotto il segno dello sport, da quelli marini, snorkeling, sub, al trekking sulle montagne e alla bicicletta, molto apprezzata da chi viene qui. Ma anche chi ama la storia e va in cerca di piccole curiosità sarà soddisfatto.

Bol come nucleo abitato risale agli inizi della nostra era e ai tempi dei Romani c’era un castrum e sono stati trovati i resti di una grande ville rustica e una vasca per l’acqua piovana sovrastante Zlatni rat. Al posto del castrum, oggi si trova il complesso del monastero Domenicano, che rappresenta un altro periodo interessante per Bol, intorno al 1184.

Per arrivarci ci si inoltra per le strade dietro l’ufficio del turismo, il palazzo con la loggia gotica del porto, e si incontrano i lavori per il nuovo porticciolo, piccole spiagge preferite dagli abitanti, un edificio che era un hotel famoso e lussuoso sotto Tito e la Jugoslavia, ora praticamente un rudere, per arrivare alla fine alla chiesetta di San Giovanni. Preromanica, sorge su una diga romana e uno spazio risalente al VI secolo, dove durante gli scavi fu ritrovata una chiesa dedicata a San Teodoro, protettore dei soldati. Accanto si trova il monastero, adesso museo con reperti preistorici e archeologici, e un nuovo tempio religioso con campanile costruito nel Quattrocento e dedicato alla Madonna della Pietà, dove sull’altare si trova un dipinto di un allievo del Tintoretto.

Il monastero domenicano non è l’unico presente a Bol. Nei secoli sparsi per le montagne ce n’erano parecchi, come
quello di Blaca che si affaccia sul villaggio di Murvica: qui i monaci e le suore, nell’attiguo convento, risiedettero per quattrocento anni fino al 1944, quando gli alleati li fecero sfollare prima a Bari e poi in Egitto, dove morì l’ultimo monaco. Si può arrivare al monastero, abbandonato, con sentieri da trekking.

La Seconda Guerra Mondiale ha lasciato il segno anche più a valle, in quello che era una fortezza costruita per difendersi dai pirati e diventata base per le milizie italiane e poi conquistata dagli alleati. Da queste parti si trova anche la grotta del Drago, anche questa raggiungibile con un sentiero da trekking. La cava è stata completamente scolpita con figure religiose dai monaci che vissero qui nel XV secolo.

Tornando a Bol, non si può non passeggiare sulla bella promenade che parte dal porto e arriva alla spiaggia
di Zlatni rat. Un lungo percorso immerso nella vegetazione, dove si incontrano bancarelle di souvenir, chioschi di gelati, discese verso piccole spiaggette, i grandi hotel dell’isola, fino allo splendore della spiaggia più famosa di Brac e dell’intera Croazia.

Dove dormire: l’hotel Elaphusa è il migliore dell’isola, quasi un villaggio vacanze a se stante. Sulla promenade che collega il porto di Bol con Zlatni rat, dispone di ampie e moderne camere, spa con talasso terapia, piscina interna ed esterna, idromassaggio con acqua di mare, bar sulla terrazza panoramica, bowling, discoteca, wi fi gratuito. La colazione e la cena, per chi è in mezza pensione o in all inclusive, sono servite a buffet in un’enorme e anonima sala, la qualità del cibo non è eccelsa, meglio mangiare nei tanti ristoranti di Bol. www.hotelelaphusabrac.com/it/

Dove mangiare: Konoba Dalmatino, Frane Radica 14, Bol, alle spalle del porto, in una viuzza caratteristica,
questa taverna con i tavolini all’aperto offre piatti della tradizione isolana, come l’agnello tipico delle montagne di Brac, il pesce locale cotto alla griglia e accompagnato dalla bieta con le patate e altre verdure alla brace, condite con l’olio d’oliva, il tutto annaffiato dal vino del posto. http//konobadalmatino.com

Info www.bol.hr, www.croatia.hr, www.dalmatia.hr
In collaborazione con www.croatia.hr

Foto di Sonia Anselmo e www.dalmatia.hr

0 Condivisioni

Lascia un messaggio