Avila, orme di Santa Teresa e mura medievali in Spagna

Le mura medievali si illuminano di notte rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva e proteggono
Avila. Un concentrato di religione, storia, arte e cultura che sembra andare a ritroso nel secoli, con influenze uniche, nelle dolci colline a nord ovest di Madrid.

Avila, di origini romane, poi un mix di culture araba, ebrea e castigliana, nel Cinquecento visse la massima fioritura con la costruzioni di nuovi palazzi, l’ammodernamento rinascimentale delle chiese e la creazione di conventi. Fu una rinascita economica e sociale.

Proprio a quel periodo si lega la figura più importante della città, colei che inevitabilmente si associa a Avila, Santa Teresa.

La religiosa nacque proprio ad Avila, il 28 marzo del 1515, in una numerosa famiglia, originaria di Toledo e di stirpe ebrea. Nel capoluogo della Castiglia-Leon, Teresa Ahumada visse l’infanzia, la gioventù e la maturità, gli anni della conversione, dell’entusiasmo e dei progetti: un personaggio con un travagliato percorso interiore, scrittrice e riformatrice delle monache e dei frati Carmelitani Scalzi, fondatrice di vari monasteri, viaggiatrice instancabile.

Ad Avila lasciò la sua impronta indelebile e si possono ripercorrere le sue orme, a cominciare dalla casa dove nacque. È inserita nel convento delle Carmelitane, edificato nel Seicento, proprio in suo onore. L’abitazione vera e proprio è oggi un museo, con la stanza dove la Santa venne al mondo, una cappella, molte reliquie e ricordi, un piccolo giardino.

La presenza di Teresa è quasi palpabile ovunque si vada ad Ávila, nelle vie, nelle piazze, persino nelle mura medievali, che cambiano colore a seconda della luce del giorno, dove si può anche camminare per lunghi tratti ammirando un panorama unico, e che hanno fatto della città Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Tra le tappe imperdibili, la Cattedrale rinascimentale: all’interno, la Cappella dedicata alla Santa con la statua della Madonna della Carità, a cui Teresa era devota e a cui si raccomandò alla morte della mamma, e gli affreschi che ricordano le Sue visioni.

Altra chiesa legata a Santa Teresa è quella di San Giovanni Battista: qui, il 4 aprile 1515, la piccola Teresa de Cepeda y Ahumada fu battezzata nella fonte gotica, tuttora presente, della chiesa romanica. Curiosamente quello stesso giorno venne inaugurato il Monastero della Encarnación, dove la Santa si ritirò dal 1533 al 1574, appena entrata nell’ordine delle Carmelitane, senza l’autorizzazione paterna. Al suo interno, nel Settecento venne costruita una cappella in Suo onore e oggi c’è un museo dedicato a Lei.

Appena fuori la mura di Avila, il Convento de San Jose è il primo che la Santa fondò, con l’aiuto di parenti e amici che acquistarono le case allora presenti e le trasformarono in monastero. Qui lei visse per quattro anni in totale austerità.

Il convento si può visitare per ammirare la semplicità con cui fu costruito e per rendersi conto di come si viveva: le cucine, la stanza della Santa, il refettorio, la campana e le “scale del Diavolo”, come Teresa chiamò le scale da dove cadde e si ruppe un braccio nel Natale del 1577.

Avila, però, è piena di altre chiese interessanti, come quella di San Tomé, antichi edifici, come il Palacio de los Velada con patio a tre piani di gallerie, che ospitò più volte l’imperatore Carlo V, altri monasteri, e una curiosità: un centro sul Misticismo, unico in Europa, affrontato in ogni piccolo aspetto, dalla religione all’arte.

Da ammirare, oltre alle splendide mura, il ponte sul fiume Adaja: il primo fu costruito qui dai Romani, nel Medioevo subì una ristrutturazione e tuttora rappresenta l’accesso ad Avila da ovest.
Più volte fu attraversato da Santa Teresa: guardandolo è facile immaginarla lì, pronta a partire verso i suoi viaggi in tutta la Spagna.

Info: www.spain.info
Foto Pixabay

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