Atene, sospesa tra il glorioso antico passato e il futuro

Il Partenone e l’Acropoli si accendono di luci nella sera e sembrano sentinelle dell’antico e glorioso passato, mentre i secoli corrono veloci. Si vedono da ogni parte di Atene, lì in mezzo, sulla collina, mute icone della Storia, eterni testimoni.

Giù il traffico scorre lentissimo tra le strade della capitale della Grecia, la gente riempie via Ermou e le parallele dello shopping in centro in una cacofonia di accenti, lingue e suoni.

Atene è una città fremente, piena zeppa di persone e auto. Ma basta girare l’angolo e ci si trova al cospetto del passato immortale. Che siano le quindici colonne rimaste in piedi delle 104 originali del tempio di Olympieion, iniziato verso la fine del VI secolo a.C e completato solo 650 anni più tardi dall’imperatore romano Adriano: spuntano tra il verde di un parco tranquillo con all’ingresso l’arco eretto in onore dell’imperatore, benefattore di Atene, che un tempo segnava il confine tra la città greca e quella romana.

Oppure che siano i resti dell’antico stadio di di Licurgo, originario del 330 a.C., assemblati in un nuovo imponente spazio per le prime Olimpiadi dell’era moderna, nel 1896, per lo stadio Panathinaiko: 70 mila posti, una pista lunga 204 metri, marmo candido, una struttura a U, che ospita oggi concerti, manifestazioni ed eventi sportivi e non.

E’ tutta così, Atene, un continuo gioco tra passato e presente, da una parte l’antichità e dall’altra i nuovi palazzi, i negozi luccicanti, i musei inaugurati da poco, la contemporaneità.

Strette tra questi due contrasti le chiesette ortodosse, oasi di pace tra le vie trafficate, sospese in un dedalo di strade, viuzze, piazze e gente. Come la Mikri Mitropoli, una cappella bizantina del XII secolo, con all’interno bassorilievi preziosi e all’esterno un piccolo recinto di piante e fiori, con i gatti che oziano, posta accanto alla Grande Metropolitana, del XIX secolo, la cattedrale su un grande spiazzo.

O, meglio ancora, la piccola Kapnikarea, del XI secolo: quando fu costruita l’arteria dello shopping, Ermou, gli abitanti si ribellarono e da allora la grande strada le gira intorno, come fosse una rotatoria pedonale. La chiesa, dedicata a Santa Barbara, possiede una cupola ornata di splendidi affreschi e colonne antiche: fuori, nel suo perimetro, non è raro incontrare persone in pausa relax dallo shopping e artisti e musicisti di strada.

Tutte e tre le chiese bizantine sono nel complesso labirinto di strade che confluisce nei due quartieri più caratteristici di Atene, Plaka e Monastiraki. Il primo è un insieme di case piccole imbiancate a calce e ripide viuzze che portano all’Acropoli, con antichi resti che spuntano ovunque, come l’Agorà romana, la biblioteca di Adriano, il secondo è l’ex bazar turco, con la Moschea storica, il mercato delle pulci.

Entrambi sono un agglomerato pittoresco di ristorantini, negozi di souvenir e prodotti tipici greci, dalle olive ai prodotti cosmetici a base di olio d’oliva, dalla ceramiche alle spezie.

Facile perdersi in questa vivace unione, ma la via Ermou è un faro d’orientamento. Porta al cuore dell’Atene ottocentesca, piazza Syntagma, la piazza della Costituzione con il Parlamento e gli euzones, i soldati della Guardia Nazionale, vestiti in modo tradizionale, con le scarpe con il pompon e il gonnellino, che si danno il cambio ogni ora con una serie di movimenti che sembrano una danza antica e suggestiva.

Proprio nella piazza, scendendo alla fermata della metropolitana, si trova una delle contemporaneità interessanti: scavando per la metro sono stati trovati innumerevoli resti, tra anfore, ceramiche e persino uno scheletro intatto, che oggi sono stati sistemati dietro vetrine, creando un museo.

Tornando su sulla piazza, un’oasi di pace dalla frenesia di Atene potrebbe essere il grande giardino nazionale, con i viali tra aiuole e alberi curatissimi, qualche colonna o mosaico che affiora: qui vengono molti ateniesi in pausa pranzo a mangiare le gustose ciambelle, sia dolci che salate, che si vendono sui banchetti in tutte le strade del centro.

Continuando ad esplorare le novità di Atene, merita un salto il museo dell’antica tecnologia greca, Kostas Kotsanas, (http://kotsanas.com/gb/): si trova in un palazzo Art Nouveau, a pochi metri da piazza Syntagma, a Kolonaki, il quartiere elegante di Atene, con le grandi firme, ma anche piccole boutique particolari, come Xandres The greek bead shop (Stadiou 56, Athina, http://www.xandres.gr/) che vende perle di ceramica greca dai colori ecologici, edifici liberty, teatri e la Banca Nazionale.

Il museo è un interessantissimo spazio che racconta come gli antichi greci furono tecnologicamente avanti, tra robot che servivano vino, allarmi inconsueti e sveglie originali: tutte invenzioni stupefacenti, oggi adatte a istruire e divertire anche i più piccoli dei visitatori.

Impossibile, però, stare ad Atene senza salire sull’Acropoli per ammirare le meraviglie del mondo classico: lì ci si sente un puntino, un niente, davanti alla maestosità, nonostante i secoli e le devastazioni, dei monumenti.

Se poi piove, l’ascesa verso il Partenone, con i sentieri dai gradini di marmo e di pietra, non è delle più semplici, è scivolosa, ma il premio merita lo sforzo.

La mitica città fondata da Teseo esce prepotentemente dalla memoria degli studenti e si trova davanti ai propri occhi: il tempio dorico dedicato ad Atena Parhenos con la sua bellezza senza tempo, i Propilei, l’ingresso monumentale all’Acropoli, l’Eretteo con le sue Cariatidi, il tempio di Atena Nike, e poi giù nella discesa l’ Odeion di Erode Attico e il teatro di Dioniso, dove furono rappresentate per la prima volta le tragedie di Sofocle e le commedie di Aristofane.

La magia è completa con una visita al Museo dell’Acropoli, sulla Dionissiou Aeropagitou, che circonda il mitico colle in un dolce pendio, riasfaltata e resa pedonale ed elegante nel 2004 con i lavori per le ultime Olimpiadi.

Il museo, bellissimo sotto ogni aspetto, è stato inaugurato nel 2009 ed è una struttura a vetri che spiega in ogni dettaglio l’Acropoli, la quale in un gioco di specchi si riflette proprio sulla costruzione (www.theacropolismuseum.gr)

Visitare il museo è come entrare meglio nelle pieghe della Storia, capire un mondo lontanissimo dall’attuale, vedere le vere Cariatidi (quelle sull’Acropoli sono giustamente copie) a due passi illuminate da un sapiente gioco di luci e postazioni. O le altre statue, un tempo colorate, ma arrivate a noi bianche e immacolate, studiarle nei dettagli anche grazie agli schermi interattivi e ai filmati, o i fregi che esistevano sopra il Partenone, alcuni reali, altri ricostruiti in gesso.

Nelle sale si alternano, in una preziosa sistemazione, reperti dell’era del bronzo in Grecia fino a quelli di età Romana e Bizantina. Un luogo della Atene di oggi che si nutre dell’antichità, una combinazione di passato e presente che affascina e caratterizza la città.

Totalmente, invece, ancorato alla contemporaneità è il centro culturale Stavros Niarchos Fondation (www.snfcc.org). Creato grazie alla fondazione legata all’armatore greco, rivale-amico di Aristotele Onassis, è uno splendido insieme ideato da Renzo Piano alla periferia di Atene.

Tra canali artificiali e un vasto parco, si compone della Biblioteca Nazionale di Grecia e del Greek National Opera, l’auditorium all’avanguardia per i suoni, dove si esibisce anche il balletto nazionale greco. Sopra la terrazza, con caffetteria, offre una vista fino al mare, al Pireo, e sulla distesa di case di Atene. E lì, sulla sua collina eterna, riecco il Partenone, simbolo immortale di una città sospesa tra passato glorioso e modernità.

Dove dormire: Hotel Athenaeum Intercontinental, Leof. Andrea Siggrou 89-93, Athina 117 45, Grecia http://atheanaeum.intercontinental.com/. Posto su una strada a scorrimento veloce, a dieci minuti di auto da Piazza Syntagma, tra edifici moderni di uffici, è un hotel vasto e allo stesso tempo offre un caldo benvenuto. Stanze particolarmente ampie, dotate di ogni confort, colazione ricchissima di ogni tipo di cibo, compresi i prodotti tipici greci, dalle olive alla feta e allo yogurt, sale da convegni, bar, ristorante gourmet con terrazza panoramica e vista sull’Acropoli, spa, wi-fi gratuito, parcheggio e navetta gratuita da e per piazza Syntagma.

Info www.athensattica.com href=”http://www.visitgreece.gr/”>www.visitgreece.gr
Foto di Sonia Anselmo, www.visitgreece.com, dreamstime.com
In collaborazione con www.athensattica.com

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