Arcachon, mare d’autunno, dune e ostriche

Il mare d’autunno è azzurro acceso e senza onde. Qualche vela si vede in lontananza, una signora nuota nonostante non sia poi così caldo, la vecchia giostra sul molo è ferma. Arcachon è un incanto, in una bella giornata d’ottobre.

Silenziosa, senza le folle di turisti che l’estate si accalcano tra le vie del centro l’estate, sembra perfetta per riappropriarsi dello splendore dell’oceano e della natura fuori stagione.

A una sessantina di chilometri da Bordeaux, facilmente raggiungibile con un’oretta di treno regionale dalla città, Arcachon è un borgo fatto di ville della Belle Époque, sabbia, negozi di souvenir e gastronomia tipica, ristoranti e di ostriche.

D’obbligo assaggiarle, magari anche un piatto delle tipiche cozze della zona, nei tanti locali affacciati
sul lungomare, tra il molo Thiers e il molo la Chapelle, respirando l’aria di mare e ammirando la distesa
di sabbia fine.

Il molo Thiers, con la sua ringhiera bianca e le placche commemorative dei velisti più importanti
transitati da qui, sembra immergersi nell’acqua, mentre i cani corrono felici sull’arenile, i gabbiani si posano
e le vele si scagliano all’orizzonte.

Una scena rilassante e rifocillante, con le piccole cabine in legno che d’estate sono centri d’informazione turistica e biglietterie per i battelli che portano in giro per il bacino d’Arcachon, tra la foce della Gironda e l’oceano Atlantico, e all’isola degli Uccelli con le sue due cabine da pesca su palafitte.

Grazie all’ottima posizione nella baia, Arcachon ha un clima perfetto e mite durante tutto l’anno. Fondata
nel 1857, da allora è una delle località balneari più amate della costa atlantica della Francia. Anche per via
della Dune du Pilat, la più alta d’Europa.

Raggiungibile con un bus da Arcachon o anche in bici, la duna è una collinetta impressionante, che ci si
diverte a salire e a scendere per i suoi cento o centoventi metri d’altezza, a seconda del vento, della
stagione e dell’accumulo di sabbia. Copre quasi tre chilometri per 500 metri di larghezza: deve la
sua costante formazione a un gioco della natura che vorrebbe riappropriarsi del suo territorio.

Infatti l’origine della duna risale alla metà dell’Ottocento, quando fu demolito un banco di sabbia che
si estendeva di fronte all’attuale costa: all’inizio misurava solo 35 metri di altezza, ma il vento e le maree
con il loro continuo sferzare l’hanno fatta avanzare verso l’entroterra. (https://www.dunedupilat.com/it/la-duna/)

Arcachon è la base ideale per scoprire la Dune du Pilat, ma anche un borgo da visitare con calma, passeggiando
tra le strade eleganti piene di palazzi e ville dalle decorazioni insolite, molte delle quali costruite nel periodo
della Belle Epoque, all’inizio del Novecento.

Non solo, una curiosità di Arcachon è che è divisa in quartieri che prendono il nome dalle stagioni. La Ville de printemps (città primaverile), vicino alla spiaggia in direzione della duna, è famosa per la talassoterapia e una fonte d’acqua minerale.

La Ville d’été (città estiva) è il centro della città con i suoi negozi. La Ville d’automne (città autunnale) si trova intorno al porto turistico e al porto di pesca. Infine la Ville d’hiver (città invernale) è la zona sopra gli altri quartieri.

Oltre ad ammirare il bacino e a fare shopping, soprattutto gastronomico, si possono visitare il
museo-acquario che illustra la fauna marina della regione assieme a sale dedicate a zoologia, archeologia e ostricoltura, e il mercato coperto, dove aver un primo impatto con il prodotto principe di Arcachon: le ostriche.

Famosi già dai tempi degli antichi Romani, i molluschi del bacino hanno una carne raffinata e saporita, da degustare cruda, al naturale o con una goccia di limone, pane di segale imburrato e l’immancabile bicchiere di vino bianco.

Nella zona di Arcachon, per le feste di fine anno, è tradizione proporre ai commensali le ostriche con le crépinettes, piccole salsicce piatte locali.

Ricche di minerali e vitamine, le ostriche si possono assaggiare direttamente dagli allevatori, che nelle loro capanne le aprono lì per lì al degustatore e le vendono.

Nel bacino, dove vengono prodotte sin dal XIX, vengono fornite circa 10 tonnellate di molluschi l’anno, tutti dai quattro territori della zona, Banc d’Arguin, Cap Ferret, Grand Banc e l’Île aux Oiseaux, e a seconda della provenienza hanno gusti lievemente differenti.

Capitale ostricola del bacino di Arcachon è Gujan-Mestras, un vero villaggio interamente consacrato alla preziosa
conchiglia. Tra stradine che sembrano gettarsi in acqua e case di legno, sorge la Casa dell’Ostrica (Maison de l’Huître): qui in maniera interattiva si conosce tutto quello che c’è da sapere sul mollusco, dai metodi di allevamento fino alla sua storia nei secoli.

Gujan-Mestras è raggiungibile con il treno per Bordeaux, basta scendere alla fermata subito dopo Arcachon, mentre la ferrovia regionale costeggia il bacino a forma di U con in fondo l’oceano.

Dal finestrino sfilano barche da pesca, piccoli moli casalinghi, villette in legno e giù in fondo lo spettacolare cielo azzurro sulla spiaggia di Arcachon.

Info: www.bordeaux-tourisme.com www.france.fr

Foto di Sonia Anselmo, dreamstime.com

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