I daini brucano tranquilli nella luce del tramonto che vira al crepuscolo. Il parco Beacon Hill
di Victoria è un incanto di pace, alberi e fiori nella tarda estate. Tra poco con l’autunno spariranno i rosa accesi delle azalee per fare posto ai rossi e ai gialli degli aceri nel foliage unico del Canada dell’ovest.
La capitale della British Columbia, sull’isola di Vancouver, da cui è separata da una baia e da un tratto di oceano e collegata con i traghetti (dista 100 chilometri anche da Seattle), è un piccolo gioiello tra natura e architettura. Una cittadina di mare nordico, con edifici di epoca coloniale, affacciati sulla baia, che la notte si accendono di mille lampadine.
Tra moderne installazioni, mai sfacciate e opprimenti, le case con i balconi e le finestre fiorite in ogni stagione, il porto interno con i moli con le costruzioni colorate a palafitta degli ex pescatori, l’atmosfera rilassata, Victoria è assolutamente magica, soprattutto nella luce morbida di fine giornata.
Il cuore pulsante è il Beacon Hill Park, un’enorme distesa verde sulla collina Beacon, amatissimo dai locali, ma anche dai visitatori che si perdono ad ammirare i sentieri, le zone relax, i laghetti, le piccole cascate, le fontane con rane dorate che spruzzano acqua o con un drago che emerge dalle profondità, le sculture contemporanee che spuntano tra l’erba. All’interno anche un altissimo totem, di recente fattura, in omaggio alle origini native delle zona.
Al parco di Victoria si fanno anche incontri unici: i daini che vivono in branchi, le anatre nel lago, i pavoni che si chiamano in continuazione, oltre ad altri uccelli e scoiattoli.
E poi altissimi alberi di ogni genere, giardini tematici come quello giapponese, cespugli e fiori colorati, mentre in autunno spuntano zucche decorative ovunque, oltre alle foglie dorate. Il tutto per oltre un milione di specie botaniche.
I giardini di Victoria sono tra i più famosi al mondo e la rendono una delle città più verdi del Nord America. Vicino ad una delle entrate del parco si trova una targa: è il Miglio Zero, l’inizio della Trans-Canada Highway, la grande strada che collega l’ovest e l’est del Paese, l’oceano Pacifico con quell’Atlantico, lunga più di 8000 mila chilometri.
Poco lontano il centro storico di Victoria rispecchia ancora le sue origini coloniali. Fu fondata
nel 1841 da un esploratore e commerciante, James Douglas, come sede dell’azienda che dirigeva sulla costa ovest, la Hudson Bay Company: la cittadina divenne subito avamposto per i mercanti di pelli e legname, per gli avventurieri verso il nord, i cercatori d’oro e i minatori.
Crebbe velocemente, grazie alla posizione sull’isola di Vancouver e alla corsa all’oro, cambiò il nome da Fort Albert a Victoria in onore della regina. Una sua statua è ancora davanti al Parlamento,
terminato nel 1897 e sede dell’assemblea legislativa della British Columbia, un elegante edificio con guglie e cupole che si illumina di notte di centinaia di luci che si riflettono sulla baia antistante. Ammirarlo dalla Bastion Square, una piazza panoramica con vari ristoranti e negozi, è un’esperienza da fare soprattutto di sera.
Il Parlamento fa parte di un complesso che include altre costruzioni governative, il Royal British Columbia Museum, e lo storico hotel Empress, in stile eduardiano. L’impronta inglese a Victoria è ovunque, nello stemma cittadino che ricorda quello reale britannico, nella cattedrale di Sant’Andrea in stile Victorian Gothic, o a Market Square con gli edifici in stile vittoriano. Anche perché in quell’epoca la città visse il suo periodo di maggior espansione grazie alla febbre dell’oro, al porto usato per i commerci con l’Oriente e la Cina, compreso l’oppio, e come base della Royal Navy, e allo sviluppo della Canadian Pacific Railway.
Anzi, proprio alla costruzione della ferrovia si deve uno dei quartieri più importanti
di Victoria, Chinatown. Proprio come successe a San Francisco, la città attirò molti operai asiatici che si stabilirono in questo intreccio di vicoli stretti e case alte con le botteghe al pian terreno: oggi è la seconda Chinatown più importante al mondo, dopo appunto quella della californiana, ma è anche una zona caratteristica e unica da scoprire a Victoria, tra lanterne rosse, murales tematici, portali con i draghi, templi, negozi curiosi e ristoranti tipici.
Ogni tanto, però, a Victoria ci si ricorda del suo passato nativo: sparsi in giro per il centro si trovano molti totem, soprattutto nel Thunderbird Park, davanti al museo dove vengono conservate anche alcune canoe tipiche. Del resto, questo territorio era abitato da diverse comunità
di popoli della costa Salish, tra cui i Songhees. Sotto le spedizioni dei navigatori europei del XVIII secolo, tra spagnoli e inglesi, dovettero spostarsi verso altri luoghi della baia.
Oggi Victoria è un centro turistico importante, dove arrivano navi da crociera e yacht, oltre a visitatori in cerca di relax in mezzo al verde, agevolati anche dai traghetti che la collegano più volte al giorno con Seattle e Vancouver. Nelle acque antistanti si possono ammirare balene e orche, mentre le isole della baia sono meta ideale per le spiagge e per il clima mite. Raramente nevica a Victoria, che con la sua atmosfera rilassata è perfetta in ogni stagione.
Info
https://travel.destinationcanada.com/en-us
www.destinationbc.ca/
Foto Sonia Anselmo, Silvia Marchini, dreamstime.com
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