Tiradentes: treni, chiese e arte

Qui, nel suo paese tra le montagne della Serra de Sao José, è un continuo ricordare le sue gesta per la libertà. E’ solo uno dei tanti aspetti storici di Tiradentes, fondata nel 1702 con il nome di Santo Antonio do Rio das Mortes. Una cittadina piena  di luoghi da visitare. Come le svariate chiese che dominano il paessaggio, la più maestosa delle quali è quella di Martriz de São Antonio: dal balcone della scalinata si gode un panorama mozzafiato sul verde circostante e sulle stradine in salita e discesa del paese. Accanto alla chiesa, in perfetto stile roccocò minero, bianca e gialla, un cimitero dove ci si può perdere leggendo le lapidi del Settecento e scoprire che le donne, all’epoca, venivano sepolte con la data di matrimonio e non con quella di nascita: segno arcaico che cominciavano a vivere solo in funzione del marito. E’ uno dei molteplici dettagli storici che abitano tra le vie di Tiradentes, dove da ogni angolo sbuca una curiosità. L’ideale è perdersi nei vicoli acciottolati del paese, scoprire scorci suggestivi e slarghi ampi. Seguire con lo sguardo un tucano che si eleva sui rami più alti di un mango, oppure incrociare un signore che conduce un carretto a cavallo mentre il suo cagnolino si gode la gita dal cassone del carro, o perdersi ad ammirare bouganville rosa pallido, jacaranda in fiore e ibiscus da grandezza da primato.

Dalla chiesa di Martirz de Sao Antonio si imbocca una delle vie principali in discesa: qui ogni passo è un interessante sosta. Le case hanno le facciate bianche accese dal giallo, dal rosso o dal blu e le porte colorate sono decorate da una croce di paglia, una tradizione locale. Sono un dono di amici e testimoniano che chi ci abita merita l’affetto degli altri. Si può entrare di negozio in bottega, uno via l’altro: l’artigiano che vende le sue opere in pietra saponaria, la posada con tanto di piscina nel retro, l’antiquaria che aggiusta preziosi vasi di un’altra epoca, la rivendita di artigianato locale con quadri, appendiabiti e oggetti per la tavola fatti con rose colorate di ferro battuto. Fino a una delle soste meno convenzionali che ci sono a Tiradentes, una città che è anche un centro artistico e culturale in continuo movimento. Si tratta della galleria d’arte di Oscar Araripe, uno dei pittori brasiliani contemporanei più amati e conosciuti in tutto il mondo. Nelle tre sale della sua Fondazione, i quadri illuminano i visitatori con i loro sgargianti colori, con il tocco infantile dei fiori nei vasi e delle vedute panoramiche della sua Tiradentes.

E se si è fortunati si può incontrare di persona l’artista per poi scoprire che ha vissuto a Roma negli anni Sessanta e ha conosciuto gente come Lucio Dalla, Gino Paoli, Sergio Endrigo. Il pittore, che ha girato il mondo e in un’altra vita è stato pure giornalista, inviato per il Jornal do Brasil, è una miniera di aneddoti sull’Italia e su Tiradentes, di cui è cittadino onorario. Non è tuttavia solo Araripe ad animare culturalmente il paese, ma anche un intero spazio, immerso nel verde, con un giardino a terrazze dove si svolgono rappresentazioni teatrali, concerti e mostre di vario genere e che mantiene vivo un Festival delle arti apprezzato in tutto il Brasile. Anche qui non poteva mancare l’immancabile  gastronomia che in tutto il Minas Gerais la fa da padrone: è un susseguirsi di taverne, ristoranti e trattorie dove assaggiare le prelibatezze locali. Insomma, arte e cibo vanno a braccetto. Continuando la strada principale, si incontra una delle attrazioni più importanti: è il Chafariz, la fontana risalente alla metà del Settecento e tra le più belle del Brasile. L’acqua della vasca centrale era destinata alla popolazione, quella di destra serviva da lavanderia e quella di sinistra per dissetare gli animali (e tuttora i cagnolini si abbeverano). La leggenda vuole che chi beve da questa fonte sia destinato a tornare. 

Tiradentes è anche il paese dei treni. Qui parte il piacevole tragitto che porta a Sao Joao del Rei da compiere sul trenino a vapore. E’ il Maria Fumaça, richiestissimo da turisti grandi e piccini. Il suo percorso costeggia vecchie case, fattorie, chiese, mentre il fischio della locomotiva risuona tra le montagne. Ma qui il treno non è solo un’attrativa in movimento. Basta dormire nella Pousada Trem do Imperador, delizioso alberghetto alla periferia di Tiradentes. Attorno ad un cortile ravvivato dai fiori e da una piscina riscaldata al coperto, ci sono sei vecchi vagoni in disuso: sono stati trasformati in camere chic e moderne, tutte in legno e con un bagno da mille e una notte. L’idea è simpatica e suggestiva, oltre che molto romantica. E per chi non è ancora stanco, Tiradentes offre altre opportunità. Ad esempio, fare trekking sui percorsi intorno alla città, tra natura incontaminata, ruscelli, cascate e antichi rifugi dei cercatori d’oro. 

 

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 In collaborazione con Tap PortugalGoverno do estado de Minas Gerais

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