Jardin de Balata, l’eden al centro della Martinica

Jardin de Balata

Il piccolo colibrì sbatte le ali succhiando il nettare dai distributori e lasciando una scia di blu e verde che colpisce gli occhi. Dietro di lui si apre una vegetazione lussureggiante, che sembra il paradiso terrestre. Una scena difficile da dimenticare che si vede spesso in Martinica, non per niente l’isola dei fiori delle Antille.

Famosa per le spiagge, le banane, la canna da zucchero, il rum, il vulcano e Giuseppina, la moglie di Napoleone, che nacque qui, l’isola, Dipartimento Francese d’Oltremare, ha un cuore immerso nella natura e nella foresta
pluviale: il Jardin de Balata.

Una piccola entrata sul lato ovest della strada che da Fort de France, la capitale, sale verso il monte La Pelée e la punta nord della Martinica, conduce all’orto botanico, aperto ogni giorno dell’anno, dalle 9 alle 18.

Il Jardin de Balata, visitabile in un’oretta e mezza in tranquillità, è percorso da sentieri che serpeggiano in mezzo ai fiori e agli alberi, tra boschetti ristoratori, rocce, laghetti e ordinate aiuole.

Si possono ammirare zenzeri, anturi, bromeliacee, bounganvillee, fiori della canna indaca dei grandi boschi, “becchi di pappagallo”, rose di porcellana, eliconie, alpinie, e naturalmente, giganteschi ibiscus.

Osservando l’infinità di varietà di fiori coltivati o selvatici, le loro forme, le tinte e soprattutto odorando i profumi si capisce perché la Martinica sia detta madinina, ovvero per gli indigeni caraibici “isola dei fiori”.

Il Jardin de Balata, dove al centro risplende un laghetto con le sue enormi ninfee e le piante acquatiche, è il luogo ideale per fotografare i fiori e gli alberi. Anche quelli di banano che rappresentano una delle principali risorse agricole dell’isola. Più a nord, superata Balata, si incontrano anche intere piantagioni che tolgono il fiato.

Ma intanto l’eden è atterrato al centro della Martinica. Nell’orto botanico molte piante sono numerate ed è possibile identificarle grazie all’opuscolo gratuito distribuito all’entrata: qui figurano oltre 200 specie con i nomi scientifici in latino e quelli “volgari” in francese. Anche il più disattento dei visitatori può farsi una cultura botanica.

Sicuramente rimarrà affascinato dalla vegetazione lussureggiante e da uno degli abitanti più facili da incontrare: il colibrì. Tra i tanti uccelli che vivono liberi nel giardino, i piccoli volatili sono quelli che si fanno vedere maggiormente.

Sbattono le ali freneticamente, succhiano con il lungo becco il nettare dai fiori e dai distributori a forma di imbuto messi sugli alberi, volteggiano veloci e rapidi sulle teste dei visitatori. Sono soggetti ideali per gli amanti della fotografia, ma sono soprattutto uno spettacolo nello spettacolo della natura, i giusti affittuari di questo angolo di paradiso in terra.

Il Jardin de Balata è stato creato nel 1982 da Jean-Philippe Thoze, botanico e disegnatore di paesaggi, oltre che poeta, sul terreno della dimora creola dei suoi nonni. Tuttora la casa è all’entrata del parco, con all’interno una collezione e un negozio di artigianato creolo. Il giusto accesso al magico mondo dei Jardin de Balata e della Martinica.

Info:
http://www.jardindebalata.fr/ e
www.martinique.org e www.france.fr
Foto www.jardindebalata.fr e dreamstime.com

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