Iguaçu, la forza della natura

meraviglia

La nebbia avvolge il maestoso salto. L’acqua scura ribolle, veloce. Davanti un muro impressionante. Il rumore è fragoroso, si sente ovunque, ma a pochi metri dall’acqua è ancora
più potente. Stare su una piccola imbarcazione e andare proprio sotto la cascata è come avvertire in pieno la forza della natura. E qui, al confine tra Brasile e Argentina, è facile essere coinvolti dalla bellezza e dall’energia quasi primitiva. Non solo con le cascate di Iguaçu, nel vero senso della parola, ma anche in tutto quello che
circonda questo spettacolo, il Parco Nazionale.

Affascinante riserva ecologica di 185 mila ettari e riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Naturale dell’Umanità, ospita ben 400 specie di uccelli, 50 di mammiferi e 257 varietà
di farfalle, immerse nella foresta pluviale atlantica. E sono proprio le farfalle quelle che rimangono impresse del parco nei ricordi di chi lo visita: si alzano in cielo tutte insieme, una nuvola gialla che oscura il sole, o si posano delicate sulle magliette mentre si è in posa per la foto di rito davanti alle passerelle che portano vicino alle cascate, sia sul lato argentino che quello brasiliano. E poi i coati, simpatici piccoli mammiferi simbolo del Brasile, che frugano nei cestini, si attaccano agli zaini e vagano tra la vegetazione.

Anche se la vera regina del Parco, sul fiume di Iguaçu, è la cascata: circa 275 cateratte dove le acque, rese bianche dalla corrente impetuosa, precipitano con fragore da un’altezza media di 72 metri. Uno show unico, impressionante, memorabile.
Ci sono molte possibilità per gustarsi al meglio la cascata: sui sentieri in legno con piattaforme che sembrano portare a toccare con mano l’acqua, a bordo dei gommoni da rafting che si spingono a ridosso del salto, oppure dall’alto, a bordo di un elicottero. Da non perdere è la Garganta del Diablo, la Gola del diavolo, una gola a forma di U profonda 150 metri e lunga 700 metri sul lato argentino, ma che offre una visione panoramica dal lato brasiliano.

Vengono subito in mente i vari film girati qui, come “Indiana Jones e il regno del teschio di
cristallo”, anche se quello che trasmette di più la potenza selvaggia delle cascate è il vecchio “Mission” con Robert De Niro e che racconta la vita degli indios Guarani, originari della zona, nel Settecento. Tuttora c’è una comunità indios nel Parco e a loro di deve l’inevitabile leggenda legata alle cascate: un Dio pretendeva di sposare una bellissima ragazza chiamata Naipú, che però scappò con il suo amante mortale Caroba in canoa.
Furente, il Dio modificò il fiume creando le cascate, nelle quali Naipù cadde trasformandosi in roccia, mentre Caroba si trasformò in albero. Si narra che da questa posizione i due amanti continuino ad osservarsi.

Per gustarsi al meglio il parco, la base ideale è Foz do Iguaçu, nell’ovest estremo dello stato di Paranà, in Brasile. Oltre alla vicinanza con le cascate, la città offre molte attrazioni soprattutto per l’ecoturismo e la natura, tra aeree verdi e un’atmosfera vivace. Da qui si parte anche per le escursioni nel Poco Petro dove fare trekking o bicicletta tra percorsi panoramici, ponti sospesi e tour sulle rive del fiume.

A Campo dos Desafios Iguacy Canyon, poi, i più temerari possono cimentarsi in diversi sport estremi presso le vaire strutture attrezzate, come arrampicate in corda, climbing, rafting sulle rapide del fiume Iguaçu. Imperdibile è una visita al Parco degli Uccelli, una zona dentro il parco nazionale. Pappagalli, tucani, ibis e altri uccelli multicolore tropicali immersi nella vegetazione di un’area protetta che si possono avvicinare indisturbati, osservarli mangiare e, perchè no, mettersi in posa per una foto. Da non dimenticare sono anche i campi da golf che circondano la città e che offrono un’altra attrattiva nella natura. Anche se poi Iguaçu resta per sempre nella memoria per lo straordinario spettacolo delle cascate.


Info: www.visitbrasil.com

Foto di Sonja Fager

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