L’azzurro è accecante sotto il sole e unisce il cielo con l’acqua lungo Icy Strait Point,
sull’isola di Chichagof. Una barca dondola attaccata al molo, le nuvole bianche sembrano soffici ciuffi di cotone, le vette innevate fanno capolino in fondo al fiordo.
E’ la natura magica e intensa dell’Alaska, che si illumina d’estate di colori forti e sensazioni uniche. Icy Strait Point non è da meno. Anzi, questa propaggine sull’isola di Chichagof è un mondo a parte, dove i turisti sciamano sulle piattaforme panoramiche in legno, si dedicano a molte attività o camminano lungo la spiaggia.
Qui attraccano le navi da crociera e Chicagof prende vita. Si sale su fino a Icy Strait Point attraversando una foresta dove vivono gli scoiattoli oppure con la comoda funivia gratuita
che fa la spola tra la cima e i moli. Una volta in alto la gente si dedica alle tante possibilità che offre l’isola: provare una delle zip line più alte e lunghe del mondo, 1.676 metri con un dislivello di 396 metri e raggiunge i 100 km/h, che provoca brividi di adrenalina e si immerge in un panorama unico, scoprire tutti i segreti del salmone, tra degustazioni e acquisti, nell’azienda ultra centenaria di produzione, passeggiare lungo la passerella che costeggia il fiordo, fare shopping nei negozi di artigianato o mangiare un piatto locale nei ristoranti affacciati
sull’acqua.
Un’enorme statua di un’orca è il punto preferito per le foto, ricorda anche che l’isola
di Chichagof è un santuario della natura, dove questi animali marini transitano indisturbati, insieme a foche, leoni marini e balene, facilissime da avvistare all’inizio del fiordo, dove sono ancorate le navi da crociera, mentre le aquile si fanno vedere sugli alberi intorno alla funivia.
Non solo, Chichagof è il paradiso degli orsi bruni: si dice che su quest’isola, nella valle del fiume Spasski, ce ne siano ben tre ad abitante, una delle popolazioni di orsi più dense al mondo. Avvistarli dovrebbe essere facile: tra le tante escursioni e gite che si organizzano a Icy Strait Point, c’è anche quella di andare a cercarli nei boschi, con passeggiate di un’oretta fino ai corsi d’acqua, dove si abbeverano o cacciano i salmoni.
In realtà, se il tempo mutevole dell’Alaska si mette a piovere gli orsi non amano farsi vedere, preferiscono il sole, come gli umani. Può capitare, però, che taglino la strada ai pulmini turistici che portano i visitatori in giro e alle rare auto che si muovono tra Icy Strait Point, Hoonah, l’unico villaggio di Chichagof, e i boschi. E allora ammirare il grosso e goffo orso spostarsi di corsa tra i cespugli è un’emozione indimenticabile, così come vedere da vicino i cervi dalla coda
nera di Sitka, a loro agio ai limiti della vegetazione.
Hoonah, con le sue case basse dai giardini lussureggianti, e l’isola di Chichagof, abitata da circa 1400 persone, conservano le radici native: qui abitano solo i discendenti delle antiche tribù locali, sono loro che si occupano di tutte le attività da fare, che mantengono la loro tradizione viva e prospera. Ovunque si notano i grandi totem colorati e in molti negozi si vendono prodotti artigianali fatti in loco.
Quando poi le navi da crociera con il loro carico cominciano ad andare via, Icy Strait Point cambia radicalmente: viene avvolta in una pace quasi mistica, l’acqua trasmette serenità, le aquile volteggiano leggere, le file alla funivia non ci sono più, i moli sono deserti, così come la spiaggia, i negozi e i ristoranti. Sembra quasi che i nativi si riapproprino della natura e della loro Chichagof e diventa un privilegio percorrere la passarella da soli, nel silenzio, calati perfettamente nella magia dell’Alaska.
Info:
https://icystraitpoint.com/
www.travelalaska.com/
Foto di Sonia Anselmo e Silvia Marchini
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