Carnevale dei bianchi e dei neri a Pasto in Colombia

Nemmeno il tempo di finire Natale ed è già Carnevale. A Pasto, cittadina dominata dal vulcano Galeras nel sud della Colombia, il Capodanno si trasforma direttamente nel tradizionale Carnevale dei bianchi e dei neri.

Una lunga tradizione che trasforma Pasto in un caotico e divertente borgo invaso da gente in festa.

Il rito del Carnevale dei bianchi e dei neri si instaura nel Seicento, quando all’inizio del nuovo anno ai lavoratori di colore veniva dato un giorno libero da parte di alcuni padroni più benevoli e per festeggiarlo ci si dava alla pazza gioia.

Oggi, a ricordare quei tempi lontani e per sottolineare l’uguaglianza dei popoli e delle razze, va in scena il Carnevale dei bianchi e dei neri a Pasto, dove chiunque viene colorato per l’occasione.

Per scherzo, si spruzza un dito del malcapitato con la vernice, bianca o nera, ma alla fine si viene totalmente dipinti: il volto si cosparge di farina, di talco o catrame e poi si sfila per le vie della città.

Ogni giorno ce n’è una, si festeggia alla grande a Pasto. Ad esempio, il 28 dicembre, la data di inizio del Carnevale dei bianchi e dei neri, è dedicata ai Santi Innocenti: in pratica è la giornata dell’acqua.

La gente viene spruzzata di acqua, i gavettoni sono dietro ogni angolo, i palloncini si riempiono di liquido per poi esplodere addosso a chi passa. Perfino i pompieri sono coinvolti e innaffiano le persone con i loro idranti. E guai ad arrabbiarsi. È il momento di lasciar andare preoccupazioni e drammi quotidiani per divertirsi tutti insieme.

Sono vere e proprie feste di strada, dove ognuno è reso complice. Anche se in tempi recenti, con qualche problema di siccità, l’acqua usata per la giornata è meno fluente, ma sempre molto amata.

Un altro aspetto carnevalizio apprezzato dagli abitanti di Pasto è uno spazio creato per terra sulle strade: l’asfalto viene messo a disposizione per chiunque voglia colorare e dipingere, una sorta di graffiti d’arte.

Non solo i marciapiedi, ma anche le case sono decorate con tinte vivaci e disegni: il tutto crea un’atmosfera allegra e giocosa.

Come il 31 dicembre, quando si mettono pupazzi affacciati ai balconi o nei giardini, addobbati con abiti che non servono più riempiti di segatura o giornali da buttare, e a mezzanotte vengono dati alle fiamme, a simboleggiare l’addio all’anno appena passato e il benvenuto al nuovo.

Bruciano anche figure di cartapesta satiriche dei governanti, come il sindaco o i rappresentanti al potere, non apprezzati dal popolo per cancellarli dalla vista per il loro operato sbagliato. Mentre quello che è successo di positivo durante l’anno, tipo vittorie sportive come la squadra di calcio di Pasto che è arrivata in alto nel campionato colombiano, vengono omaggiati con un carro. Tutto per rammentare cosa è accaduto nel recente passato, di bene e di male.

Il 2 di gennaio inizia “El Carnavalito”, il piccolo Carnevale, tutto dedicato ai bambini, dai sei anni in su, che posso decorare e creare da soli i carri allegorici: così si comincia a notare chi ha il talento artistico e per la cartapesta e potrà diventare un apprezzato artigianato, autore delle maschere.

Il 4 gennaio è invece la volta della parata per festeggiare la famiglia Castañeda, una delle prime ad arrivare ad abitare a Pasto negli anni Venti del Novecento: tutti sfilano vestiti d’epoca nel centro della città tra balli e canti, in un radioso e trascinante clima. Non finisce certo qui.

È il momento del giorno del Carnevale dei bianchi e dei neri: nel primo giorni sono tutti dipinti di nero, nel secondo ognuno diventa bianco, appunto a sottolineare l’uguaglianza ma anche le complicata genetica degli abitanti, che sono un mix di indios, africani e indoeuropei, a causa della loro Storia.

Ma il clou del Carnevale deve ancora arrivare: è l’ultimo giorno in calendario con la parate finale, estremamente colorata, con carri satirici e tradizionali e tantissimi seguaci inclini agli scherzi e a ballare per strada.

Ad aprire la sfilata è la gente, comparsas, che vanno a piedi cantando e suonando con enormi e variopinte maschere sulla testa, poi arrivano i carri, dal più piccolo al più grande. Ci sono quelli in onere dei duendes, gli antichi Dei degli indigeni, tradizionali e legati alle leggende locali, altri fanno omaggio a persone che si sono distinte nella città in maniera positiva, molti sono dedicati alla natura lussureggiante, che circonda Pasto, quindi animali e fiori.

Questa parata è per far esprimere la creatività di ognuno ed è seguitissima da un pubblico straniero, che arriva in città sempre più numeroso spinto proprio dalla popolarità e unicità del Carnevale dei bianchi e dei neri.

Alla fine di tutto, la premiazione: ai cinque migliori di ogni categoria e giornata vengono assegnate vincite in denaro da una giuria di artisti specializzati. Nato per celebrare la vita, questo Carnevale è un’occasione unica per divertirsi tutti insieme. Impossibile resistere.

Info:
www.turismopasto.com/

https://colombia.travel/en

Testo Sandra Ramos
Foto www.turismopasto.com/ https://colombia.travel/en Pixabay

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