Atacama, il deserto delle meraviglie del Cile

Il fenicottero incede maestoso, specchiandosi nelle limpide acque, insieme alle rocce rosate e ai cumuli bianchi di sale solidificato. Sembra uno strano effetto ottico, dove tutto è doppio, immerso in un’aria cristallina che rende i colori così nitidi e staccati da dare l’impressione che sia una nuova tecnica di pittura.

La Laguna Chaxa è un luogo insolito e unico, un paradiso inserito quasi a sorpresa in un paesaggio dai mille aspetti, apparentemente uniforme e sobrio. Nel centro del Salar de Atacama, la grande depressione salata nel nord del Cile, quasi al confine con la Bolivia, la laguna è uno dei tanti ecosistemi locali ed offre riparo a migliaia di uccelli, in particolare fenicotteri, che qui vivono e si riproducono, tanto da chiamare il luogo Reserva National los Flamencos.

Divisa in sette settori, la riserva naturalistica occupa un’area di quasi 80 mila ettari, per ammirare al meglio ci sono percorsi segnalati da cui non si può uscire per mantenere intatto l’ambiente: l’emozione di vedere da vicino mangiare, passeggiare nell’acqua, rincorrersi e volare centinaia di splendidi fenicotteri, così come scovare tra le rocce salate piccole lucertole e salamandre, è impagabile.

I fenicotteri che abitano questi lidi sono tre delle cinque specie conosciute (quello cileno, quello andino e quello di James) e dividono l’oasi con folaghe, pivieri, anatre e altri uccelli. La Laguna Chaxa è soltanto una delle tante meraviglie del deserto di Atacama, una delle zone più secche al mondo, ma dotato di panorami esternamente suggestivi.

Già arrivando sulla Ruta 23, la strada che l’attraversa, da Calama, ex città mineraria per l’estrazione del rame e oggi quasi una meta fantasma e disabitata, si incontrano depressioni e picchi, montagne e vulcani della Cordigliera delle Ande, e laghi salati prosciugati dalle intemperie.

Un mondo lunare e silenzioso racchiuso perfettamente nella Valle della Luna, dove si va al tramonto per ammirare il sole che illumina di rosa, viola e oro le Ande lontane, seduti in cima ad una gigantesca duna di sabbia rossa. Il trascorrere del tempo e l’azione dell’acqua e del vento hanno reso in milioni di anni una serie di insolite formazioni geologiche: canyon, sculture che sembrano incise da un’abile artista, enormi dune che fanno venire la voglia di rotolarsi giù nella sabbia fino a valle.

Poco lontano, San Pedro de Atacama è la base ideale per affrontare le varie escursioni nel Salar. Una graziosa cittadina tutta rosa dedita al turismo, con numerosi locali e negozi di artigianato lungo la strada principale e innumerevoli sistemazioni per dormire di ogni genere. Sembra uno di quei paesi sonnecchiosi nella calura
da film western, con la case basse fatte di adobe (mattoni in terra cruda), i piccoli cortili con le piante grasse,
la chiesetta nella piazza centrale, fuori bianca e dentro abbellita con il cardòn, ovvero il legno di cactus che fa uno strano effetto ondulato a buchi, la Casa Incaica, risalente al 1540 quando qui era una delle tappa del Camino del Inca, un complesso viario nella regione andina, e persino un Museo dedicato a Gustavo Le Paige, missionario belga che si dedicò alla raccolta dei manufatti e dei reperti antichi della zona, conservati oggi nelle sale.

Di notte, San Pedro improvvisamente si anima con i tanti caffè, bar e ristoranti popolati da turisti e viandanti. Ma non si può far tanto le ore piccole, perché la mattina prima dell’alba bisogna alzarsi per andare al Geyser di El Tatio, il campo geotermico più alto al mondo, a 4300 metri sopra il livello del mare.

E’ esperienza magica: 64 geyser e un centinaio di fumarole creano un effetto unico, con un sottofondo di acqua in
ebollizione tra gorgoglii e zampilli si cammina stando bene attenti, ammirando le diverse colorazioni dell’acqua
sul suolo grazie ai metalli contenuti. Appena sorge il sole, lo spettacolo si trasforma ancora: i raggi colpiscono
i vulcani e il vapore dei geyser si illumina e fuoriesce spettrale dai crateri nel terreno.

Basta poco tempo, però, perché appena il sole sale nel cielo l’effetto speciale finisce e si torna gradualmente alla normalità, anche se il panorama è sempre fascinoso e c’è la possibilità di fare il bagno nella grande piscina termale. E’ anche il momento in cui appaiono abbastanza vicine le vigogne, il simpatico camelide selvatico sudamericano.

Timide, un tempo cacciate per la preziosa lana e per la carne, ora sono protette e se ne vedono tante a El Tatio, lungo le strade, su per i monti e alle Lagunas Miscanti e Miniques. Sono laghi d’alta quota sull’altopiano: i colori, distinti e vividi, blu dell’acqua, rosa delle rocce, bianco delle vette, con in lontananza le vignogne che si abbeverano e i fenicotteri e le folaghe, sono una delle caratteristiche che restano impresse a vita nel visitatore.

Da San Pedro ai vari luoghi naturalistici, poi, ci sono molti villaggi e piccoli agglomerati di contadini da visitare: come Socaire, con una graziosa chiesetta, qualche bottega artigianale con le signore che creano preziosi oggetti in lana di lama con i ferri composti da spine di cactus, e le terrazze coltivate al modo degli Inca. Per chi non è sazio e vuole provare ogni escursione proposta ci sono le passeggiate a cavallo, lo sandboard sulle dune, il trekking e la bicicletta, ma anche una notte passata a contemplare le stelle nel deserto e una breve gita in Bolivia, dall’altro lato dell’altipiano.

Che si voglia tentare tutto o che si preferisca passare ore ad ammirare i fenicotteri o i colori delle lagune o a crogiolarsi nelle piscine termali, le sensazioni e la natura restano nel cuore. Perché il Salar de Acatama
è un viaggio dell’anima.

Info: www.visitcile.it

Foto di Sonia Anselmo

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