Amburgo, dove la bussola balla

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L’acqua di Amburgo è scura, uno specchio increspato riflettendo il grigio cielo, Amburgo senza ombre, appare una città a una dimensione, lineare nel suo  trasformarsi e non definirsi, luogo di scambi e relazioni. Speicherstadt è un esempio della capacità di rigenerarsi, come indica il nome questa era la zona dei magazzini, dove venivano stoccate le merci in arrivo dal tutto il mondo. Gli edifici nel tipico laterizio rosso si mostrano fin troppo eleganti per quello che fu il loro utilizzo. Per immergersi  nel tempi passati quando il magazzini erano un brulichio di voci e suoni c’è il Speicherstadtmuseum (Am Sandtorkai 36).  Le merci sono ambasciatori delle loro terre e alcuni ci trasmettono le magie di ricordi non vissuti, come le spezie, perché non sognare l’aria di Amburgo  riempirsi di odori esotici? Un po’ meno sognatori e un po’ più curiosi vicino al museo dei magazzini è si può visitare il museo delle spezie (Am Sandtorkai 34). Per i patiti dello shopping o della fotografia una sosta al Wasserschloss (Dienerreihe 4) il castello d’acqua, l’edificio suggestivo e fotogenico, all’interno accoglie un emporio di prodotti coloniali. Tra i prodotti cosiddetti coloniali c’è il caffè, tra un ponte e l’altro un canale e una strada, infilarsi una torrefazione ci fa un gran piacere. (Speicherstadt Kaffeerösterei Rösterei, Café und Fabrikladen Kehrwieder 5), nello stesso edificio del teatro dedicato al musical. Suggerimento per i caffè-dipendenti italici, uno dei passaggi che tipicizza il caffè all’italiana è la tostatura, che in Amburgo, ovviamente, è diversa, è l’occasione per assaggiare un altro modo di fare caffè. Passeggiando si giunge a Hafen City il nuovo quartiere residenziale e culturale, che trova nell’Elbphilarmonie, al momento in completamento, il suo apice,  una sala da concerto con 2.500 posti, racchiusa in una struttura di vetro dal profilo sinuoso un po’ onda un po’ vela posta come una scintillante cupola astratta su un edificio, un blocco, a mattoni rossi. L’architettura si pone come un faro del Hafencity.  Come ogni città di porto ha il suo quartiere di gente di mare, colorita da quella cittadinanza che ha il lasciapassare per tutti i luoghi.
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Il grande porto commerciale adesso è situato in altra zona di Amburgo, ma St. Pauli ha mantenuto la vivacità di quando i marinai sbarcavano e percorrevano le sue strade per sgranchirsi le gambe. Come tutte le zone di dubbia fama, St. Puali e la Reeperbahn attraggono i turisti curiosi e le leggende metropolitane, il vero mito del quartiere è la sua squadra di calcio. Perché si faccia il tifo per una squadra o un’altra, sfugge a qualsiasi logica, tifare St. Pauli è una scelta di campo. Parlare dei trionfi sportivi del F.C. St.Pauli è irrilevante, spendere due parole sui risultati sociali è interessante. La squadra di calcio nacque nel 1910 all’interno della polisportiva di cui fa ancora  
parte. Di fatto la gestione è in mano all’associazione delle polisportiva attiva dal rugby, scacchi, calcio femminile, freccette, calcio per ipovedenti alla collaborazione con le scuole per il settore giovanile. È stata la prima squadra a bandire l’ingresso a partenenti all’estrema destra, a organizzare partire  per raccogliere fondi per una causa sociale. Il suo stemma ufficiale Jolly Roger, l’evocativa bandiera del pirata con il teschio e le ossa incrociate, è  stato adottato prima dalla tifoseria e poi è divenuto ufficiale, anzi è risultato commercialmente vincente e la serie dei gadget ha portato un po’ di sollievo  alle casse del Saint Pauli, che conta molto sul sostegno non solo dagli spati dei suoi tifosi. Questo è l’animo di questa zona di Amburgo. I fanshop  per i patiti di calcio e anche non (Fanshop 1 Auf dem Heiligengeistfeld, Fanshop 2 Reeperbahn 63-65).
Amburgo essendo così ebollizione la vita culturale è variegata, per quanto riguarda la musica basta citare, Telemann, Brahms, Beatles che qui iniziarono al loro gavetta, Steinway&Sons.  Al 39 di Peterstraße si accede ai musei dedicati a Telemann e a Bramhs, inoltre qualche minuto a piedi si trova la Cattedrale di San Michele (Englische Planke 1) che ha quattro organi e un’acustica eccellente, a cui si aggiungo un coro e un insieme di fiati. La cattedrale è protestante,  i servizi religiosi sono aperti a credenti e turisti, sarà per la gloria di Dio o per il vostro piacere è un pausa che vale concedersi. In tema di tastiere e che tastiere: Steinway&Sons nella sua sede tedesca aperta nel1880,( Steinway-Haus Hamburg Rondenbarg 15 ) è possibile vedere dove vengono creati i pianoforti più ambiti e famosi al mondo. 
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Amburgo è una metropoli che scorre rapida le sue rive, offrendo paesaggi di natura urbana, come Alster, un lago artificiale naturalizzato nel  
tessuto cittadino e il parco Planten un Blomen. Le sponde dell’ Alster sono la zona più elegante, quella delle belle ville. L’Alster è molto amato dagli amburghesi, nelle acque del lago è possibile fare un tour in battello, oppure andare a vela o in canoa, una soddisfacente gita fuori porta in città.  Il Planten un Blomen oltre i giochi per i piccoli e spazi per attività ludiche sportive, ospita un orto botanico con serre per piante provenienti da diverse aree climatiche, nel 1990 è stato aperto al pubblico il più giardino giapponese d’Europa. 
Se è vero come il dice il proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” allora prendere la provinciale e raggiungere Jork nell’Altes Land, appena al di  là dell’Elba, equivale a un soggiorno a centro benessere. Le Altes Land ovvero terra di mele e ciliegie, tanto che arrivando a Jork viene da chiedersi se Biancaneve sia nata qui, tra gli alberi carichi di frutti, la mela rappresentata ovunque, le case colorate e la campagna che sembra un immenso giardino,  dove sarà la strega cattiva? In primavera per onorare il ritorno della promettente stagione e l’esplosiva fioritura dei ciliegi e dei meli le Altes Land sono animate da un calendario di eventi dedicati alla natura e alle tradizioni culturali. Amburgo è una metropoli in cui è facile perdersi nella sua scoperta, la bussola, forse, migliore è seguire le sue vie d’acqua.

Dove dormire: Scandic Hotel Emporio, Dammtorwall 19, 20355 Hamburg, Deutschland, Tel: +49 40 4321 870, Fax: +49 40 4321 87 499, E-Mail: hamburg@scandichotels.com. L’hotel si trova in una posizione ottimale per muoversi in Amburgo. Ci vuole un attimo per ambientarsi in questo hotel, perché quello che prevale è il dettaglio. In fondo ci fa piacere essere accolti con calore, anche per i viaggiatori più incalliti. Così è Scandic, il calore dell’accoglienza, la leggerezza dei particolari, l’eleganza quasi essenziale. Tutto è studiato all’insegna del rispetto dell’ambiente, anche se ciò comporta uno sforzo per il cliente, ad esempio niente minibar in camera, ma uno shop corner all’ingresso dove è possibile trovare i consueti prodotti che rimpinzano i frigo del minibar e altri ben di emergenza classici. Il set di cortesia ovviamente è fornito da dispenser. Anche le marmellate , yogurt e le deliziose tentazioni mattutine sono proposte a cucchiaio, niente barattolini e monodose. Particolare attenzione è posta verso clienti con difficoltà motorie o sensoriali. La struttura è studiata per sfruttare la luce del sole e il suo fabbisogno energetico coperto da energia verde. La catena Scandic propone come linea distintiva delle sue strutture la sensibilità ambientale in una visione dinamica e internazionale. Per cui anche in Amburgo è tutto un intrecciarsi di tradizione scandinave e tedesca, anche in cucina, ottima. Nell’H2O, così si chiama il ristorante dello Scandic, la cucina è a vista e si può vedere i cuochi in azione, la maggioranza degli ingredienti sono Fair Trade o locali, da segnalare un largo e sapiente uso di erbe aromatiche.
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