A Blois il Rinascimento si mette sul trono

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A Blois ci sono anche spettacoli notturni di suoni e luci, animazione in costume rinascimentale e “1527”, un particolare show con effetti speciali e duelli. Va in scena nel cortile, che è molto esplicativo sulle vicende attraversate dal castello nei secoli. Ha subito parecchi cambiamenti stilistici che sono evidenti, quasi a dividere i vari palazzi e a sottolineare il gusto dei re. Della fortezza medievale costruita dai duchi di Blois a partire dal X secolo rimane poco, come la sala degli Stati Generali, quella del trono, che è anche la sala civica gotica più grande di Francia, e la Torre di Foix, in un angolo nascosto del giardino. Salendo su, offre un panorama splendido sul paese di Blois, sulla vallata della Loira e sulla chiesa di San Nicola: un tempo torre di sorveglianza, nel Seicento è diventata osservatorio astronomico.
Tornado nel cortile, si scopre la parte della struttura in gotico fiammeggiante risalente a Luigi XII: il re era nato qui a Blois nel 1462, era la sua residenza preferita, ci viveva quattro mesi l’anno. A testimoniare l’affetto del sovrano, c’è ancora oggi il suo emblema, un porcospino, inciso sulla facciata. 
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Ma è stato Francesco I a cambiare il volto di Blois. La sua ala, ispirata alle decorazioni architettoniche italiane dell’epoca, con la scala a chiocciola, fu la prima ricostruizione voluta dal Valois durante il suo regno e affidò i lavori a Domenico di Cortona. Per completare gli stili affacciati sul cortile, l’ultimo palazzo risente del classicismo e fu modificato per volere di Gastone di Francia, duca d’Orléans, fratello di Luigi XIII. 
All’interno, però, l’impronta di Francesco è quella che si nota di più. In particolare nel suo appartamento al primo piano: sala del re, con baldacchino con i gigli di Francia e i ricordi della passione per la caccia del sovrano, sala dei Valois che rammenta il suo mecenatismo e infine lo Studiolo, unico gabinetto reale perfettamente conservato dal Rinascimento. Era il rifugio del re, tra lettura e lavoro, tutto in legno, con 237 pannelli scolpiti che dissimulano alcuni armadi e scomparti segreti e conservano preziosi oggetti d’arte dell’epoca. Francesco commissinò proprio qui la costruzione di una biblioteca, imponendo che una copia di ogni singolo libro di Francia fosse custodita lì. Ecco perchè Blois si presta perfettamente a ricordare con la mostra attuale l’aspetto intellettuale del re.
Ma in queste stanze e in tutta Blois vissero molte regine. Così ecco la galleria dedicata a loro, con una pavimentazione in terracotta che ripete quella del quattrocento. Di madame ne sono passate davvero tante a Blois.
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Da Anna di Bretagna, moglie di Luigi XII, che morì qui nel gennaio dle 1514,  alla figlia Claudia, che ha dato il nome ad un tipo di prugne coltivate nei giardini del castello, sposa di Francesco. E anni dopo di loro, Margherita de Valois, la famosa Margot, Maria de Medici. Una su tutte le altre sembra aver lasciato qualcosa di indelebile nel castello: Caterina de Medici, prima consorte di re Enrico II, poi reggente e regina madre di tre sovrani. Caterina ha abitato in queste stanze, che portano ancora il monogramma di Enrico e Caterina, composto da un’H e due C intrecciate, ed è deceduta, nel 1589, in quella che è la camera della regina.  Con lei e con il figlio Enrico III sono iniziate le guerre di religione, che vengono evocate al secondo piano del castello, che poi costudisce appunto le stanze del sovrano, nipote di Francesco. Enrico inventò l’etichetta di corte, le ferree regole che goveranvano la vita al suo cospetto, mettendo una barriera tra lui e i nobili, che precedentemente non esisteva. Fece convocare gli Stati Generali proprio nella sala dove oggi i bambini giocano con il trono. Era tollerante con i protestanti e odiava la Lega Cattolica, guidata dalla potente famiglia Guisa: così ordinò la loro uccisione. Il 23 dicembre 1588 il Duca fu assassinato dalla guardia personale di Enrico, secondo la tradizione, proprio nella Camera del re, oggi visitabile a Blois. Il corpo del duca fu bruciato nel castello e le ceneri vennero gettate nella Loira. Il cardinale Luigi Guisa venne ucciso il giorno dopo. Del resto, Blois ha visto passare molta Storia nelle sale e nel cortile: assassini e morti naturali, ma anche la benedizione di Giovanna D’Arco in partenza per la guerra, visite come con Machiavelli e Carlo V, matrimoni come con quello di Cesare Borgia, fidanzamenti come quello della sorella di Francesco, la colta Margherita. Oggi vede i bambini sfilare sul trono, giocando ai sovrani.
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Foto Sonia Anselmo, www.chateaudebois.fr, www.visaloire.com
Info www.chateaudebois.fr, www.visaloire.com, www.rendezvousenfrance.com
In collaborazione con www.rendezvousenfrance.com 

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