Le origini del tango

Fuggivano da guerre e carestie e sognavano un nuovo mondo carico di speranza, ma la nostalgia e i rimpianti non li abbondonavano mai. Così nei vicoli dei quartieri della nascenti metropoli argentine, prima tra tutte Bueonos Aires, gli emigranti univano le lorosofferenze a quelle dei locali: le disillusioni e i sacrifici per i duri lavori e per il poco guadagno confluirono tutte nei canti e nella musica, mischiando sonorità europee e indigene. Le canzoni riflettevano la tristezza delle persone, la solitudine, la malinconia e il ricordo di una terra abbandonata insieme ai loro familiari. Ma c’era posto anche per lafelicità e le gioie, la fratellanza e la lealtà, le aspirazioni e l’amore.  Per esprimere al meglio tutti questi  sentimenti, la musica richiedeva un completamento con il ballo: era nato il tango. Nell’evoluzione contribuiro pure gli immigrati afroamericani con il ritmo delle origini africane e i Guachos della pampas che usavano la musica per le “milonga”, le feste nelle fattorie, completarono il tutto con un tocco di allegria. Un miscuglio di radici, influenze e suoni diversi che univa europei, ebrei, schiavi, indigeni in una passionale danza che spesso si ballava per le vie dei bassifondi della città, suonando il bandoneòn, una sorta di fisarmonica. Da allora, il tango ha fatto strada: è diventato l’emblema di un Paese, l’anima di un popolo.

Nella foto di copertina Astor Piazzolla (www.Astorpiazzolla.it)

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