Dintorni di Bevagna – (Il Giro delle Mura)

Mini itinerario alla scoperta dei dintorni di Bevagna
La cittadina conserva ancora le sue mura medioevali, che si sovrappongono in gran parte a quelle romane ed hanno un circuito completo di circa 1.700 m: effettuare un giro della cinta muraria con le sue torri e le sue porte è di notevole interesse storico ed anche una passeggiata piacevole. Si consiglia di iniziare da Porta Foligno, già S. Vincenzo, da cui esce la via Flaminia. La porta, recentemente ampliata, nelle strutture sopra l’arco è ancora medioevale e settecentesca nel coronamento con cartella; sulla destra, nei giardini, è un fontanile per abbeverare i cavalli, il quale è addossato ad alcuni resti romani ad opus reticulatum, recenti scavi hanno portato alla luce tracce di costruzioni romane. Le mura che seguono sono ben conservate e terminano in mensole triangolari in travertino: la torre a pianta rettangolare con finestrelle strombate e beccatelli, è coronata da una elegante altana settecentesca.

Porta Cannara, già S. Giovanni, ha la struttura di un torrione ed è la meglio conservata: nella parete esterna sono visibili feritoie, stemmi ed una nicchia centrale che doveva contenere un affresco; la fronte interna conserva una meridiana dipinta del ‘700. Da Porta Cannara le mura, ben conservate fin quasi alla sommità, raggiungono l’antica Porta Guelfa, riaperta di recente, entrando dalla quale si può percorrere un tratto interno delle mura fino a quella moderna che non è altro che una breccia da cui esce la strada per Torre del Colle. Lungo le mura che da Porta Guelfa giungono a Porta S. Agostino si possono ancora vedere cordai al lavoro e in un tratto, resti della cinta romana a blocchetti. Della originaria porta romana, per la quale la via Flaminia entrava in Mevania, non restano tracce. Dopo due torri poligonali, di cui la seconda con bocche da fuoco, si può notare un bellissimo tratto della cinta romana costruita a blocchetti (opus vittatum) ed ancora il torrione quattrocentesco di Porta Molini. La porta è di moderate proporzioni, ma il suo fascino è costituito dal ballatoio merlato con caditoie; lo stemma di Innocenzo VIII consente di datare la struttura intorno al 1484.

Nelle vicinanze l’invaso del Clitunno permette, da antica data, il funzionamento del Molino e del lavatoio pubblico, luogo pittoresco ancora molto usato dalle donne del nostro paese. Anche qui troviamo i cordai. L’ultimo tratto di mura è meglio visibile imboccando, a sinistra, il viale della Circonvallazione. Una porta, da cui usciva la strada per Montefalco, doveva aprirsi accanto alla piccola abside dell’antica chiesa di S. Maria de ponte lapidum, la quale prendeva il nome dall’antico ponte in pietra costruito sul Clitunno.  La torre semicilindrica, elegante e maestosa, segna l’inizio di un tratto di mura romane in opus reticulatum, non più visibile. Poco più avanti le mura medioevali piegano bruscamente verso i giardini pubblici, difese ancora da una torre semicilindrica, ritornando a porta Foligno: le mura romane proseguivano verso nord-est secondo un percorso più ampio, come testimoniano reperti ed indagini effettuate. Fonte: www.comune.bevagna.pg.it

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