Dai boccali ai calici

Non solo sotterranei: a Pilsen esiste infatti un altro tesoro, questa volta alla luce del sole, o quasi. Stiamo parlando della birra e il quasi si riferisce al fatto che anche in questo campo cantine e grotte fanno la loro parte per l’invecchiamento della bionda bevanda. Pilsen del resto ha proprio dato il nome a un tipo di birra e qui ha sede la Pilsner Urquell, un peso massimo del settore che è come dire la Coca-Cola ad Atlanta. La fabbrica, oggi in mano a una multinazionale sudafricana che però ha capito l’importanza di mantenere la tradizione del marchio ceco, è ricca di sorprese che fanno passare il visitatore continuamente dalla modernità della preparazione odierna alla tradizione di quanto è stato, saggiamente, ancora conservato. E poiché la birra è davvero il marchio della città e della regione, la sua produzione non coinvolge solo i colossi industriali, ma anche manifatture più modeste, quasi artigianali, che sanno mettere in bottiglia veri e propri tesori. Un assaggio di tutto ciò si può avere al ristorante Purkmistr, che si trova a Černice, nella campagna appena a sud di Pilsen. Qui si può assaporare la produzione locale di sei tipi diversi di birra, sulla scia della classica Pilsen. Ma nei bicchieri da queste parti non si versa solo birra. Esiste anche una pregevolissima produzione di vino spumante, denominato Bohemia Sekt, la cui cantina principale ha sede proprio a Pilsen, anzi, appena più a sud, a Stary Plzenec. Come dire: Pilsen Vecchia. Qui fra metodo charmant e champenoise, si producono circa 10 milioni di bottiglie l’anno. E anche il già citato generale Patton aveva qui il suo marchio preferito: si era infatti innamorato di una qualità di vino ceco chiamato “Vedova nera”.

Foto: Czechtourism.com

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