Roraima, nel mondo perduto

Sulla vetta il paesaggio si fa sempre più aspro e a tratti appare quasi lunare forse perché è disseminato di statue naturali scolpite dal vento in una roccia scura. Qui si può ammirare anche la valle dei cristalli, un’area completamente ricoperta da minerali di quarzo e El Labirinto una zona ampia centinaia di metri quadrati dove la roccia è stata scavata in profondità dal vento in enormi cubi, in prossimità del Punto Triple, dove si trova il confine tra Brasile, Venezuela e Guyana. Ma la cosa che più affascina è il paesaggio che il monte offre, soprattutto in presenza di nuvole che avvolgono la cima come in un lontano mondo preistorico. Sarà per questo che questi luoghi furono di ispirazione ad Arthur Conan Doyle per scrivere le pagine de “Il mondo perduto”. Libro che a sua volta è stato fonte di ispirazione per i maestri del cinema di Hollywood per trarne film di grande successo, a cominciare da “Jurassic Park”.

Il fascino di questo monte è racchiuso nelle nuvole che lo avvolgono e dalle acque che si insinuano in ogni pietra, in ogni fessura, sgorgando in un unico flusso continuo. “Sono le lacrime di Dio” dicono gli indios che abitano queste terre. Leggenda vuole infatti che in tempi antichi il monte Roraima non fosse così alto. Era invece un’enorme pianura fatta di grandi distese di acqua e coperta da una rigogliosa foresta ricca di flora e di fauna. Una sorta di paradiso terrestre. Un giorno qui nacque un albero di banane, ricco di frutti. Tuttavia, nonostante i frutti fossero di una rara bellezza, un avviso divino si levò dal cielo, Paaba (Dio in persona) proibì agli abitanti di mangiare i frutti dell’albero di banane e di toccare l’albero sacro. Inevitabile vedere punti di convergenza con le sacre scritture cristiane e con l’albero della conoscenza legato ad Adamo ed Eva.

Ma un giorno, gli abitanti della regione, con grande sorpresa, videro che l’albero era stato spezzato e che un casco di banane era stato rubato. In pochi istanti la natura sembrò ribellarsi e mentre la popolazione fuggiva spaventata anche gli uccelli, volando, emettevano un triste canto. Una pioggia incessante si abbatté quindi sulla regione, mentre nel centro della regione si innalzò improvvisamente lo spettacolare monte Monte Roraima, avvolto da una cintura di nuvole. Gli abitanti del luogo raccontano che ancora oggi la natura continua a raccontare questa storia attraverso le lacrime che tristemente scendono dalle pendici del monte, sotto forma dei continui rivoli d’acqua che sgorgano dalla roccia. E il tutto accade incessantemente mediando nella leggenda il normale ciclo dell’acqua: quando sembra che tutto finisca, nuove nuvole tornano ad avvolgere il monte, ad addensarsi, la pioggia continua a cadere dando vita a nuovi rivoli, a nuove lacrime, ad un nuovo pianto.

           

Come arrivare
La porta d’ingresso dello Stato di Roraima è la capitale Boa Vista. Questa è raggiungibile con un volo interno da Brasilia e San Paolo, a loro volta collegate all’Italia rispettivamente da Tap (via Lisbona da Milano, Roma, Bologna e Venezia) e Tam, che opera un volo diretto da Milano. Voli interni sono disponibili con la stessa Tam e con la Gol.

Le foto di Jorge Macêdo sono per il Portal do Governo do Estado de Roraima 

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