Attraverso l’antica via della Seta

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Il primo sentiero navigava lungo il Fiume Giallo, per poi dividersi in tre rami: uno ai piedi del Tibet, l’altro più a nord della Cina e l’ultimo attraverso l’odierno Kazakistan. Le carovane avevano parecchie alternative: puntare sull’Uzbekistan fino all’Iran, scendere verso il Mar Caspio e la penisola di Crimea, raggiungendo Bisanzio e poi imbarcarsi nel mar Mediterraneo fino a Venezia, che poi fu la rotta seguita da Marco Polo e i suoi. La rotta meridionale invece partiva sempre dalla Cina, ma si evitava l’ostacolo più grosso,le montagne dell’Himalaya e con le navi si raggiungeva l’India e l’oceano indiano: da qui si imbarcava verso l’occidente attraversando il Mar Rosso, il Golfo Persico e poi via terra sull’antica Perrsia, arrivando a Baghdad e riunendosi alla rotta settentrionale. Oggi di questi remoti percorsi restano parecchie tracce: in quasi tutto il Medio Oriente sono vedibili antichi centri cittadini, custoditi come siti archeologici, e come i caravanserragli, gli autogrill di un’altra epoca che ospitavano i mercanti, i viandanti e gli animali delle carovane bisognosi di riposo, ristoro e rifornimento. Volendo viaggiare ora sulle orme di Marco Polo e degli antichi carovane si possono scegliere tre tappe importanti e fascinose: X’ian, Samarcanda e Trebisonda. Da X’ian, cuore della Cina, partivano le carovane dirette verso l’Europa. La città è stata capitale di ben tredici dinastie e fiorente centro commerciale  in antichità, adesso è famosa soprattutto per l’Esercito di Terracotta, silente guardiano di tombe di imperatori ancora tutto da scoprire. Tra i seimila e gli ottomila guerrieri, ognuno con le fattezze reali di chi ha posato come modello, stanno in fila a contemplare: ci sono uomini armati, cavalli, carri, statue di servitori, mandarini, concubine e oggetti vari di uso quotidiano. Un mondo vero e proprio, cristallizzato nella terracotta a sentinella perpetua della gloria dell’imperatore Qin Shi Huang, che è ancora misterioso: gli scavi infatti, iniziati nel 1974, continuano tuttora. Ma a Xian ci sono altre meraviglie da visitare, come la Pagoda della Piccola Oca, la Pagoda della Grande Oca, le terme risalenti intorno al 644 e, tra le curiosità, la sala da tè più alta del  mondo, posta in vetta al monte Hua Shan, raggiungibile in funivia, passarelle pericolanti, strapiombi. Giusto in tema di avventura come lo era la Via della Seta ai tempi dei mercanti. Lasciata la Cina, vale la pena puntare sull’Uzbekistan e  Samarcanda, che già nel nome porta qualcosa di esotico e suggestivo. È una delle città più antiche del mondo, un tempo facente parte dell’impero di Alessandro Magno e poi dominata da arabi, turchi e mongoli. Oggi è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco e tutta la sua popolarità la deve all’antica via della Seta. Crocivia di popoli, culture e commerci, la meta uzbeca risplende dell’architettura araba, come nella Sher Dor Madrasa, la scuola coranica, uno dei monumenti più caratteristici e fotografati. Sospesa tra passato remoto e passato prossimo, Samarcanda sembra venire direttamente da un’altra epoca con i suoi mercati, con gli abitanti di etnia tagika in abiti tradizionali, con i mosaici che luccicano sulle pareti dei palazzi. Oltre che per i commerci, la città è stata un centro astronomico importantissimo, grazie al sovrano Ulug Bek, appassionato di questa scienza, e che la dotò già nel Quattrocento di sofisticati strumenti per studiare le stelle. Dopo Samarcanda, un’altra città dal nome esotico deve tutto al viaggio della seta tra la Cina e Roma: è Trebisonda, in Turchia, o meglio Trabzon, in lingua locale. Affacciata sul Mar Nero, in posizione strategica tra l’Europa e l’Oriente, conserva nel suo appellativo proprio il mito e l’avventura delle carovane: si dice infatti “perdere la trebisonda” perchè spesso e volentieri i mercanti che non riuscivano ad orientarsi nei sentieri e nelle rotte si perdevano prima di arrivare alle città, mentre coloro che arrivano via mare usavano il suo porto come fosse una bussola visiva per orientarsi. Anche ora Trebisonda è il porto più importante della Turchia. Fondata dai Greci nell’VIII secolo a.C, dominata dai romani e più tardi dai turchi ottomani, mantiene vivo tuttora il suo ascendente mercantile. Da visitare è Santa Sofia, capolavoro dell’arte bizantina con gli affreschi, mentre i quartieri centrali sembra usciti dritti dritti dal Medioevo, quando le crociate hanno sfiorato la zona. Una volta arrivate qui le merci cinesi, via mare o via terra, facevano tappa nel lusso di Bisanzio-Costantinopoli per poi approdare a Venezia o a Roma. Un viaggio lungo, periglioso, scomodo ma ancora affascinante.
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Foto di www.turismocinese.it e www.turchia.it

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