Tradizione e futuro si incontrano a Singapore

imgp1778okCominciamo dalla città. Singapore occupa quasi interamente l’isola omonima che ne costituisce l’intera nazione. Situata all’estremità meridionale della penisola di Malacca è separata dalla Malesia da uno stretto braccio di mare scavalcato da due ponti. Il clima è equatoriale (la linea del parallelo zero passa a poco più di cento chilometri) che si traduce in caldo estremo ed elevata umidità, ma la vicinanza del mare aiuta a mitigare la situazione con piacevoli brezze. Questo vuol dire anche che, ovunque gli edifici lascino uno spazio libero, a farla da padrone è una lussureggiante vegetazione, con parchi e giardini veramente imponenti. Fra le attrazioni principali merita una menzione la piccola isola di Sentosa, ultimo lembo verso sud. L’isola è un incrocio fra un parco di divertimenti e un holiday resort per famiglie, con spiagge e percorsi per passeggiate.

DSC_0587_200Notevole l’acquario, non molto grande, ma dotato di un lungo tunnel di plexiglass che consente al visitatore di essere completamente circondato dall’acqua delle vasche e ammirare gli ospiti pinnati a 360 gradi. Suggestivo anche l’arrivo a Sentosa, che avviene tramite la metropolitana sopraelevata di notevole valore panoramico. Il tragitto scavalca anche l’enorme porto di Singapore, fra i primi tre al mondo per traffico merci e numero uno per movimento di container nel 2006. A Sentosa sopravvivono inoltre cimeli della storia di Singapore del Novecento: l’isola ha fatto parte a lungo dell’Impero Britannico e nella Seconda Guerra Mondiale ha dovuto sopportare l’urto dell’espansione giapponese. Qui si trovano ancora i cannoni di difesa costiera posizionati dagli inglesi. Sfortunatamente per loro, i giapponesi attaccarono alle spalle con un’offensiva terrestre e Singapore capitolò facendo affermare all’allora Primo Ministro britannico Winston Churchill che nell’avamposto si era consumata la “peggiore sconfitta della Gran Bretagna”. Tornata sotto la Corona alla fine della guerra, Singapore si staccò dal dominio britannico nel 1963 unendosi alla Malesia, ma il matrimonio durò solo due anni e nel 1965 venne dichiarata la completa indipendenza.

DSC_0650_640_200Un giro in città deve comprendere anche il quartiere di Clarke Quay, sul fiume, da cui con gite in battello si può godere della migliore vista dei grattacieli del distretto finanziario e contemporaneamente anche della zona storica. Qui nel XIX Secolo arrivarono i primi coloni guidati da Sir Thomas Stamford Raffles e ancora oggi una statua ricorda il luogo dello sbarco. Più a nord invece da non perdere è il giardino zoologico che consente di osservare in un percorso notturno le abitudini di animali solitamente inattivi di giorno. Le radici coloniali di Singapore emergono anche dalla multietnicità dei suoi quartieri. Se oggi la maggioranza è cinese, sopravvive ancora una notevole presenza indiana a Little India, luogo ideale per passeggiare tra mercati e botteghe tradizionali. La modernità estrema invece riemerge nell’avveniristica metropolitana, veloce, efficiente e scioccante per la pulizia e l’asetticità degli ambienti. E per finire l’eccellenza numero uno dello Stato: l’aeroporto Changi, considerato il top al mondo, è sicuramente il miglior biglietto da visita all’arrivo e anche il miglior ultimo saluto di Singapore ai visitatori.

La nostra scelta:
Dormire

Little India, ottimamente collegata dall’incredibile metropolitana cittadina, offre il sapore della tradizione coloniale. Un ottimo albergo per rapporto qualità prezzo è il Perak Hotel, a volte indicato come Perak Lodge, in Perak Street numero 12. Ma se volete togliervi uno sfizio principesco, sappiate che al rinomatissimo Raffles Hotel si possono trovare camere a partire da 250 Euro. Il Raffles si trova al numero 1 di Beach Road.

Mangiare
A Little India o a Chinatown è inutile specificare quale tipo di cucina si possa trovare. Nel resto della città la scelta è completa: dai piatti europei a quelli cinesi e malesi. Il luogo più suggestivo per una cena è comunque ancora Clarke Quay, zona dotata di una bellissima passeggiata lungo il fiume dove i locali si contendono ogni spazio. E sono tutti molto eleganti e abbordabilissimi.

 
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