Sulla via dei Khmer

La capitale è un misto di lusso e povertà, modernità e antiche tradizioni. I sorrisi delle persone, il loro entusiasmo nell’accoglienza turistica non sono solo semplici dettagli e garantiscono il soggiorno più piacevole. E nonostante la grande distanza dall’Europa, ci si sente in qualche modo sempre vicini a casa. La città offre angoli di grande suggestione, come il Wat Pho, il più antico e grande tempio dove visitare l’immenso buddha disteso. La vista su altri templi si gode anche navigando lungo il fiume Chao Phraya, che percorre tutta Bangkok nella sua lunghezza. Da non perdere, oltre al solito tour culturale, è una notte in uno degli hotel di lusso che si affacciano sul fiume, nel quartiere dell’elegante Silom Road, come anche un salto in Khao San Road, punto di incontro dei viaggiatori “zaino in spalla” e vero epicentro del viaggio. Le agenzie di Khao San organizzano infatti tour ovunque: ad Ayuthaya, l’antica capitale con le sue rovine, ma anche al tempio delle tigri, vicino a Kanchanaburi, dove si trova il celebre “ponte sul fiume Kwai”, costruito per conto dei giapponesi da migliaia di prigionieri di guerra, impiegati nella realizzazione della ferrovia che avrebbe collegato il paese alla Birmania. Per capire la spiritualità dei thailandesi bisogna invece recarsi a nord, a visitare i templi di Chiang Mai e Chiang Rai, raggiungibili in treno, comodo ed economico, oppure in autobus. Il viaggio è lungo ma c’è il vantaggio di poter ammirare il paesaggio o di viaggiare di notte e risparmiare così tempo e denaro.

Da Bangkok, in poche ore d’autobus si può raggiungere anche la Cambogia. L’itinerario da Poipet, la dogana, fino a Siem Reap, dove si trovano le rovine di Angkor, la capitale dell’impero Khmer che prosperò dal IX Secolo d.C. al XIV, è tuttavia avventuroso. La strada, nonostante il grande passaggio di turisti, è veramente dissestata e i minipullman sui quali si viene trasferiti lasciando la Thailandia sono scomodi, anche se si rivelano molto più agili nello schivare le buche…
Un’avventura che vale la pena di vivere, se si vuole conoscere davvero l’anima di questo paese, devastato da anni di guerre, occupazioni e dagli orrori del regime di Pol Pot e dei Khmer Rossi. La fatica della tappa sparisce però come per incanto alla vista delle rovine. Ad Angkor ci si trova catapultati in un universo magico, incredibile, dove la suggestione governa lo sguardo al punto che sembra impossibile osservare i templi e non immaginare la vita di quando quelle meraviglie, nascoste nella foresta, furono edificate.

Da Siem Reap chi ama l’avventura può raggiungere la capitale Phnom Penh coi battelli espressi, attraversando il lago Tonle Sap e discendendo poi il fiume Mekong. Un viaggio di sei ore, indimenticabile. Da Phnom Penh, dove si visitano mercati e musei della guerra, i cui devastanti segni sono ancora visibili sui volti dei cambogiani, tatuati nei loro caratteri duri, aspri, in aperto contrasto con quello degli abitanti del Sudest asiatico, si può facilmente fare ritorno in Thailandia, per sostare su un’isola che si affaccia sul golfo. La più grande isola thailandese vicina al confine con la Cambogia è Ko Chang, un’esplosione di natura e colori, da visitare in sella a uno scooter, che si può noleggiare a ogni angolo dell’isola, praticamente percorsa da appena due strade.

  Articoli correlati
 Info utili sulla Thailandia
 Info utili sulla Cambogia

  Clicca qui per vedere la mappa su Google

0 Condivisioni

Lascia un messaggio