Stella Maris, il santuario del monte Carmelo in Israele

La grotta sacra appare buia e misteriosa, immersa in un’aura tangibile di spiritualità. Il monastero di Stella Maris sul Monte Carmelo ad Haifa, del resto, è legato doppio filo con un sentimento, che quasi intimidisce, di devozione, misticismo e rispetto.

La spiritualità è davvero palpabile in questo angolo di Israele, che guarda il mare dall’alto,
senza imponenza, anzi. La cupola bianca del monastero di Stella Maris fa capolino dalla vegetazione, nascosta quasi dalle alte mura, mentre un faro della Marina Militare appare a bordo del sentiero. La funivia, comoda per salire sul monte, fa la spola tra Haifa e il Carmelo, già in templi biblici considerato come un paradiso.

Qui i secoli e la religione hanno lasciato un segno incredibile. Stella Maris è l’ultimo
sito della linea sacra leggendaria dedicata all’arcangelo San Michele. Dopo essere partito
dalle coste selvagge dell’Irlanda con Skelling Michael, aver attraversato la Cornovaglia, la Normandia, il Piemonte, la Puglia e l’arcipelago del Dodecaneso, il percorso che unisce sette santuari tra misteri, miti e venerazione termina.

La linea sacra di San Michele, in perfetto allineamento con il tramonto del sole nel giorno del solstizio d’estate e, secondo la tradizione, creata dalla spada dell’arcangelo mentre cacciava Lucifero dal Paradiso, si chiude sul monte Carmelo, mescolandosi ad altri culti e credenze, soprattutto con quello per la Madonna.

Il monastero di Stella Maris, infatti, si trova su un luogo di preghiera antichissimo. Sul monte Carmelo, sulle alture di Haifa, nell’alta Galilea, ci sarebbe una grotta citata in documenti egizi del XIV secolo a.C. come una delle conquiste del faraone Thutmose III e nella Bibbia come dimora del profeta Elia.

Proprio al profeta si deve il nome di Stella Maris. Elia ebbe qui la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. Da allora il Carmelo divenne sacro a Maria e la grotta preservata.

Durante l’epoca bizantina, nel Medioevo, arrivò il culto di San Michele, mescolato alla devozione per la Madonna: alcuni eremiti si trasferirono sull’altura ed edificarono una piccola cappella dedicata alla Vergine con monastero aggiunto. Nel corso del tempo, divennero i “Frati della Beata Vergine del Monte Carmelo”.

Un libro di pellegrini, scritto verso il 1220, testimonia così la loro presenza: “Sul monte Carmelo vi è un luogo delizioso, in cui vivono eremiti latini, che si chiamano frati del Carmelo. Vi è una piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine”.

Poco dopo, il priore chiese al patriarca latino di Gerusalemme di approvare per gli eremiti,
una regola di vita: nacque così l’ordine dei Carmelitani, mentre il monastero di Stella Maris venne ampliato e fortificato.

Una decina di anni dopo, il superiore dei carmelitani, San Simone Stock, disse di aver avuto una visione della Madonna, che dette origine alla devozione dello Scapolare del Carmelo, composto da due pezzi di stoffa marrone legati da cordicelle o nastri, che poggiano sulle spalle.

Nato come parte dell’abbigliamento dei contadini e poi dei religiosi, era in pratica un grembiule usato per non sporcare l’abito. Per i Carmelitani, diventò il simbolo della protezione materna di Maria.

Con l’avvento delle Crociate i frati si sparsero per tutta Europa, seguendo il ritorno di re e cavalieri alle loro terra, e sul Monte Carmelo rimase solo un piccolo gruppo fino al Settecento, quando venne demolito il vecchio monastero e costruita una nuova chiesa proprio sopra la grotta di Elia.

Fu, però, distrutta durante la campagna di Napoleone, quando i soldati si sistemarono nel monastero e in seguito i Turci li mandarono via insieme ai frati, mentre le rovine furono trasformate in un forte vicino al faro.

Soltanto nel 1846 tornarono i Carmelitani che riportarono alla gloria il monastero di Stella Maris. La chiesa venne riedificata a forma di croce, tutta in marmo e con la cupola dipinta
con scene dell’Antico e Nuovo Testamento, in particolare su Elia.

Sotto, raggiungibile con alcuni gradini, si trova la grotta del profeta, allestita con un altare scavato nella roccia e una statua in bronzo. Invece, nella chiesa sull’altare principale svetta una scultura della Madonna: è proprio la Beata Vergine del Carmelo, venerata da secoli al monastero di Stella Maris.

Info: www.goisrael.it

Foto dreamstime.com Pixabay

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