Osaka, Expo 25, sushi e ciliegi

I ciliegi in fiore incorniciano il castello di Osaka, una delle mete più iconiche del Giappone. Eppure non è originale del Cinquecento, ma ricostruito in stile Edo dopo i bombardamenti della
Seconda Guerra Mondiale. In primavera il parco intorno, il fossato e la stessa costruzione sono una delle attrazioni più amate dai visitatori e sicuramente lo saranno anche nel 2025 quando Osaka ospiterà l’Expo.

Dall’alto del castello, dove si trova un museo, si ammira il panorama cittadino. Anche se per vederlo meglio, bisogna andare alla Tsūtenkaku, la torre che tocca il cielo, una sorta di Tour Eiffel in versione giapponese, o meglio ancora all’Umeda Sky Building, un impressionante edificio, progettato da Hiroshi Hara, composto da due torri separate alte 173 metri e congiunte da un osservatorio panoramico il Kuchu-Teien, noto anche come Floating Garden Observatory, una
sorta di giardino pensile. Dal 39 esimo piano è possibile osservare in giù, la città in tutto il suo splendore.

Osaka è moderna, vivace, piena di gente, luci e vita ad ogni ora del giorno. Ma come tutti i luoghi giapponesi mantiene un rapporto stretto e forte con la tradizione e il passato. Qui basta perdersi nei vicoli tra i quartieri scintillanti di Namba e Dotombori e trovare il tempio Hozen Ji,
con le sue lanterne e una statua di Fudō Myō-ō, ricoperta di muschio, molto venerata dai fedeli, unico esempio sopravvissuto dai bombardamenti.

Un angolo di pace e serenità, con gli incensi che profumano l’aria, dove si viene a recuperare il fiato dopo il turbinio dei viali di Dotombori, il quartiere dello shopping, delle vetrine sorprendenti, delle luci al neon, delle insegne buffe dei tanti ristoranti o locali di street food.

Qui, tra un granchio che emerge su un palazzo e un polipo che lancia i suoi tentacoli alla folla, si capisce come Osaka sia la patria della gastronomia giapponese. Sushi, soprattutto, ovunque e comunque, pare sia il migliore del Paese, ma anche altre specialità come le takoyaki, le polpette di polipo fritte, tipiche della città, o la carne kobe.

Tutte golosità che non mancheranno di essere assaggiate dai turisti dal 13 aprile al 13 ottobre 2025, quando ci sarà l’Expo e Osaka si trasformerà in una vetrina mondiale.

L’Esposizione Universale si svolgerà a Yumeshima, isola artificiale sulla baia di Osaka, collegata con bus navetta e metro al centro cittadino. Nel luogo dell’evento, sarà realizzato un anello in legno, su progetto dell’architetto giapponese Fujimoto, della lunghezza di 2 chilometri di circonferenza e con un’estensione di 60.000 metri quadrati, che proteggerà i visitatori dal sole e
dalla pioggia. L’anello, che sarà il più grande del mondo, è il simbolo tangibile di Expo, abbracciandone appieno la filosofia «diversi ma tutt’uno». Questo spazio centrale custodirà i diversi padiglioni, mentre gli ingressi saranno due, un’entrata est dove arriva la stazione della metro e una ovest.

Il tema di Osaka Expo 25 sarà “Progettare la società futura per le nostre vite”, mentre i biglietti sono già disponibili in prevendita in diverse tipologie (giornaliero, feriale, a data aperta, serale etc.) e possono essere acquistati direttamente sul sito di Expo oppure tramite rivenditore autorizzato (questo è valido in particolare per i gruppi).

A Osaka, seconda città del Giappone e città d’affari, c’è l’aeroporto internazionale ed è collegata con Kyoto, con lo Shinkansen, il treno proiettile che ci impiega un quarto d’ora, e con Tokyo, sempre con il treno in circa due ore e mezza.

Osaka è anche la porta del Kansai, una vasta regione ricca di interessanti luoghi da scoprire ed esperienze da fare. L’Expo potrebbe essere un’occasione per conoscere meglio quest’angolo di Giappone per il quale sono pronti due itinerari specifici.

Il primo è incentrato sulla spiritualità e sul benessere e parte da Osaka dirigendosi verso ovest e raggiunge la prefettura di Okayama dove godersi, ad esempio, nel quartiere Kurashiki Bikan, una gita lungo il fiume Kurashiki o fare un giro su un risciò tradizionale.

Lasciata alle spalle Kurashiki, si può attraversare il ponte Setohashi ed approdare prima a Kagawa e poi Tokushima, nell’isola di Shikoku. Immancabile qui è percorrere i circa tre chilometri che collegano il Tempio Gokuraku-ji e il Tempio Kinsen-ji, entrambi parte del rinomato pellegrinaggio degli 88 templi.

Tappa finale dell’itinerario è l’isola di Awaji. Il nord dell’isola ospita lo Zenbo seinei, luogo di benessere immerso in una natura lussureggiante. Oltre a praticare yoga o meditazione, è possibile anche pernottarvi: dispone infatti di 18 camere in stile shukubo che ricordano le foresterie di un tempio buddhista.

Il secondo itinerario nel Kansai inizia dalla splendida Nara, con i famosi daini che passeggiano ovunque e i suoi templi come il Todaiji, costruito nell’VIII secolo, con il suo Buddha gigante di 14,7 metri, e il Tempio Horyuji, noto per la sua pagoda a cinque piani.

Fra le esperienze locali da vivere nei dintorni spicca la degustazione di sakè alla distilleria di Sake Toyosawa. A una ventina di chilometri da Nara, si trova invece Asuka, un piccolo villaggio, culla della civiltà giapponese. I viaggiatori amanti delle attività outdoor potranno esplorarlo su due ruote godendo di spettacolari scenari fra terrazze di riso e gigli rossi.

Si prosegue poi verso sud est fino alla prefettura di Mie. Da segnare sul proprio taccuino di viaggio un giro a Okage Yokocho, quartiere ​​tradizionale di Ise Jingu, e il deliziare i propri palati con le prelibatezze che questa prefettura regala come l’Ise udon (spaghetti doppi, stufati e serviti in una zuppa ricca ed agrodolce) e il Akafuku mochi, dolce a base di riso. Dopo Ise, è la volta dell’area dell’Ise Shima dove poter incontrare le Ama, donne pescatrici, che praticano ancora la pesca immergendosi in apnea.

Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta per scoprire il Kansai e godere il meglio di Osaka durante l’Expo 25.

Info
www.japan.travel/it/it/
www.expo2025.or.jp/en/tickets-index/

Foto JNTO, gentilmente concesse dall’ufficio stampa della destinazione, Sonia
Anselmo, Fiorella Corini

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