Nazareth, tra fede, modernità e fascino mediorientale

Basta il nome ad evocare la religione cristiana. Nazareth è uno dei siti più importanti al mondo per i fedeli, ma è anche un luogo ricco di storia, archeologia, cultura e fascino mediorientale.

Nella Galilea inferiore, Nazareth si trova su un’altura, domina la valle del Giordano e la piana di Izreel appollaiata come fosse una sentinella. A guardarla da lontano si notano le antiche origini, anche se per tutti è il borgo dove abitava Maria quando l’arcangelo Gabriele Le annunciò la nascita di Gesù, che qui ci passò l’infanzia.

All’epoca, secondo gli scavi archeologici, Nazareth era un piccolo villaggio, una frazione di Sefforis, antica città ellenistica: nella sua Storia ha visto confluire culture, identità e mentalità diverse.

Fu occupato dai romani durante la rivolta giudaica del 60 d.C, per poi prosperare sotto i bizantini e diventare un importante centro cristiano con la conquista dei crociati della Terra Santa nel 1099.

Nei secoli XII e XIII fu di nuovo sotto i musulmani, ma i francescani riuscirono a mantenere ottime relazioni e ad acquistare la Basilica dell’Annunciazione, centro vitale del borgo, e da allora c’è sempre stata una presenza cristiana a Nazareth.

Oggi la città è una delle principali mete di pellegrinaggio, che ruota ancora intorno alla chiesa dell’Annunciazione.

Una basilica estremamente moderna, la più grande del Medio Oriente, che può lasciare esterrefatti i visitatori che si aspettano qualcosa di più antico nel luogo dove l’arcangelo Gabriele avrebbe comunicato a Maria la sua maternità sacra.

Progettata dall’architetto Giovanni Muzio nel 1955 e consacrata nel 1969, è stata costruita sul sito della prima basilica, risalente al V secolo e fatta erigere dai discendenti della famiglia di Maria che trasformarono questa antica abitazione in luogo di culto. Seguendo gli eventi storici di Nazareth, la chiesa venne distrutta e ricostruita più volte, tenendo salva soltanto la grotta santa.

L’edificio di oggi è eretto su due livelli. Una grande cupola che domina tutta Nazareth, un pozzo, le targhe in ricordo di Paolo VI che venne in visita (e per il quale fu creata una strada di collegamento tra i siti, intitolata al Papa), un ricco portale di bronzo e soprattutto un chiostro gigante, costellato da mosaici contemporanei inneggianti alla Vergine Maria e provenienti da tutto il mondo, Italia compresa.

I più curiosi sono quelli donati da Paesi come la Thailandia o la Cina, che hanno riprodotto la Madonna secondo la loro tradizione artistica e culturale, con tanto di occhi a mandorla, vesti e fattezze orientali.

Proprio come la Maria giapponese che è uno dei più bei mosaici dell’interno, dove le maniche della Vergine sono di puro oro e perle.

Sono queste opere d’arte ad arricchire il vasto luogo di culto, dominato da un altare di fattura italiana. Da qui si scende al piano inferiore, decisamente più antico.

Oltre alle vestigia delle chiese bizantine e crociate che furono erette qui, contiene il clou, quello per cui i pellegrini fanno la fila all’ingresso: la grotta dell’Annunciazione, dove Maria ebbe la visita dell’arcangelo Gabriele.

Di sicuro effetto se si considera che al di là del cancello che separa il luogo dai pellegrini, appaiono alcune signorine addette alla manutenzione di bianco vestite, al punto che sembrano entità di un altro mondo, quasi angeliche.

Accanto alla basilica, il museo francescano che contiene i ritrovamenti degli scavi archeologici e gli stessi scavi, dove si può avere una chiara visione di come si viveva a Nazareth al tempo di Gesù, e di come fosse questo villaggio arroccato sulle alture. Insomma, la versione originale, prima di entrare nella Storia.

Collegato alla Basilica dell’Annunciazione tramite un grazioso giardino, c’è l’altro luogo di culto importante di Nazareth: la chiesa di San Giuseppe. Anche questa è abbastanza moderna: risale al 1914, ed è stata costruita su quella che si ritiene essere la casa e la bottega di falegname di Giuseppe, dove Gesù avrebbe trascorso l’infanzia e avrebbe pure imparato il mestiere. Anche qui, al secondo livello, si possono ammirare le grotte del tempo che fu.

A Nazareth esistono una trentina di chiese cattoliche, conventi e monasteri. Ma per respirare l’aria originale del luogo è meglio una visita al suk, al mercato che si inerpica nei vicoli della città vecchia, tra bancarelle di frutta succulenta, abiti retrò, cianfrusaglie varie e souvenir religiosi.

Nazareth, cuore ed essenza della figura di Maria, da secoli accoglie i pellegrini, grazie ai suoi ostelli cristiani e hotel eleganti per il comfort dei turisti che normalmente affollano questo importante sito soprattutto nel periodo natalizio. Dozzine di ristoranti servono cibi deliziosi con meravigliosi aromi.

Nazareth è splendida durante il Natale, quando la città è addobbata per le festività ei suoi colori si uniscono all’atmosfera sacra e ai suoni della preghiera che emanano dalle chiese della città. E l’atmosfera del Natale inizia proprio nella giornata dell’8 dicembre con la festività a Maria dedicata.

Per gli scettici e per chi volesse scoprire tutte le opzioni sulla vita di Cristo, c’è la Chiesa ortodossa dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele: un’elaborata chiesa del XVII secolo, sicuramente più suggestiva della basilica principale, ricca di affreschi e illuminata da candelieri dorati.

La chiesa è stata eretta sopra il sito tradizionale del Pozzo di Maria, dove la Vergine avrebbe attinto acqua. Per questo la Chiesa greca ortodossa ritiene che sia questo il sito originale dell’Annunciazione. Come tutte le chiese della Terra Santa sorte su “qualcosa” legato a Gesù, l’importante è crederci con la Fede, la base storica è un optional.

Nei dintorni di Nazareth, però, c’è un luogo che traspira spiritualità anche ai meno credenti, almeno per la calma che l’ovatta: il Monte Tabor.

Qui, secondo i Vangeli, avvenne la trasfigurazione di Gesù. In epoca crociata, in cima al monte, alto circa 400 metri, fu costruito un monastero benedettino fortificato e ancora sventola la bandiera dei crociati sul portale d’ingresso in pietra, ancora esistente e chiamato Porta del Vento.

Si supera questa entrata, ci si inoltra in un giardino ricco di rose e fiori, alternati a spazi per gli scavi archeologici, e si raggiunge la chiesa che domina il luogo. Ovviamente anche questa moderna, risalente ai primi del Novecento, fredda e poco comunicativa come molte altre in Terra Santa.

Meglio concentrarsi sui panorami che offre il luogo e sulla visione ipotetica di quello che avrebbero potuto essere questo villaggio e questo monte nell’epoca di Gesù. Tralasciando i templi contemporanei e fantasticando con gli occhi della mente ci si può fare un’idea originale di Nazareth e degli altri luoghi sacri.

Info: www.goisrael.it

Foto di Israel Ministry of Tourism, Sonia Anselmo, Pixabay

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