La Terra Santa da Gerusalemme a Petra

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A Gerusalemme basta salire su uno dei tanti colli di cui è composta, in questo saliscendi pieno di sorprese, che si capisce come lo splendido panorama che si apre innanzi e che domina tutta la città ne rappresenti l’emblema, il testimone delle sue ricchezze e delle sue contraddizioni. Yerushalayim per gli ebrei, Al-Quds per gli arabi, conserva tutti i tesori che tremila anni di storia, arte e cultura le hanno consegnato. Edifici di mattoni o di pietra bianca, campi d’ulivo e cupole d’oro, chiese, moschee e sinagoghe vedono le tre religioni monoteistiche convivere, non sempre in perfetta armonia, ma qui sta il fascino del luogo, gomito a gomito, ognuna mantenendo le proprie tradizioni e i propri riti. La Basilica della Resurrezione, il Santo Sepolcro, la Via Dolorosa, il Monte degli Ulivi, il Cenacolo, la Tomba di Davide, sono alcuni dei luoghi che potrete passare in rassegna restando ammirati dalla spiritualità e dalla storia che promanano. Il viaggio “ideale” prosegue a Betlemme, per i cristiani lo scenario delle narrazioni delle sacre scritture. Amata soprattutto per essere la città natale di Gesù, non si può prescindere da visitare, per prima, la Basilica della Natività, che conserva all’interno la mangiatoia. Così come non si può fare a meno di rendere omaggio al Campo dei Pastori, dove la tradizione vuole che l’Angelo annunciasse la nascita di Cristo a Maria.
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E, proprio parlando di annunciazioni, nella tappa successiva, Nazareth, ad attendere il viaggiatore, oltre alla Fontana della Vergine, si trova la Basilica dell’Annunciazione, dove l’Arcangelo Gabriele comunicò a Maria la prossima nascita di Gesù. Ma una visita a questi luoghi, biblici, evangelici, storici e anche attuali, non comprende solo le città. Il Monte Sinai, che si erge nel deserto egiziano sull’omonima penisola, consente una scalata notturna fino alla vetta di 2.244 metri per godere alle prime luci dell’alba lo spettacolo del sorgere del sole.Mistico, a tratti sconvolgente, è un’esperienza permeante. Ai piedi del monte è d’obbligo uno sguardo alla Cappella della Santissima Trinità, costruita sulle rovine di una chiesa del IV Secolo, sul luogo dove Mosè passò quaranta giorni e ricevette le Tavole della Legge, nei pressi del Monastero di Santa Caterina, fondato dall’imperatore bizantino Giustiniano nel 527, in sostituzione di una cappella, costruita nel 337 da Sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, a sua volta edificata sul luogo dove Mosè stette in raccoglimento, stupito, davanti al roveto ardente.Infine, varcata un’altra frontiera, si giunge in Giordania. Qui si entra nelle strette gole desertiche un tempo abitate dai nabatei, popolo di astuti e abili mercanti, e si arriva alla loro antica capitale: Petra. Questa è l’unica città al mondo ad essere stata completamente scavata nella roccia rossa e i beduini del deserto sostengono che, durante la fuga dalla terra d’Egitto, Mosè vi si fermò con il suo popolo. Proprio Valle di Mosè (Wadi Musa), si chiama il maestoso canyon con pareti alte fino a cento metri che funge da porta per accedere alla “città rosa”, che ancora oggi si erge fra monumenti e musei scolpiti nella roccia, sotto un cielo limpido in contrasto con il color rossastro e con i cavalli e i cammelli che si mescolano ai turisti.
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Eteria_logo_2Specialista della regione e dei viaggi di pellegrinaggio, oltre che degli itinerari culturali, Eteria Viaggi riprende da agosto 2011 la catena charter per Tel Aviv, con partenza tutti i lunedì dall’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio. “Israele resta per noi la fetta di mercato più ampia – dichiarano i responsabili dell’attenta programmazione – e la Terra Santa, da sola oppure in combinato con Petra, Jerash o il deserto del Sinai, è tra le mete preferite”. Ogni programma Eteria è studiato per ripercorrere un itinerario che abbia un senso logico. “Le guide sono altamente specializzate nella storia e nella religione per soddisfare ogni curiosità e aiutano i nostri pellegrini e si destreggiano tra Gerusalemme, Nazareth, Betlemme e le altre tappe”. Ma è importante che più che un pellegrinaggio, il viaggio sia concepito come un’immersione nella storia della religione e nel desiderio di comprendere ciò che, se non si visitano questi luoghi, difficilmente si riesce a capire.

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