Koh Samui, elefanti e farfalle sull’isola

Per vederlo al meglio basta affittare un motorino e seguire la lunga strada asfaltata che costeggia tutta la sua estensione. Una spiaggia dopo l’altra: da quelle più amate dai turisti, con palme, ristorantini sull’arenile e ombrelloni di paglia per riposarsi, a quelle più tranquille, riservate magari ai vari resort dell’isola, spettacolari nel loro silenzio, con i cani che passeggiano sulla riva e i massaggiatori pronti ad offrire un relax al meglio della tradizione thai. Comunque sia, da fare attenzione alle maree che quando si ritirano fanno emergere granchi e rocce. Sicuramamente la spiaggia più frequentata è a Chaweng, piccolo borgo che la notte si trasforma in un chiassoso ritrovo, tra ristoranti, negozi e schiamazzi di mille motorini e auto. Un po’ troppo per chi cerca il contatto con la natura.  Meglio a Lamai, seconda cittadina dell’isola, anche questa una trafila di negozi e bar illuminati, ma meno caotica di Chaweng e dall’aria più hippy, senza contare che la spiaggia è migliore di quella della “rivale”.

All’estremità meridionale di Lamai c’è una delle tante attrazioni naturali: due rocce erose dal mare e dal tempo, chiamate Hin Yai e Hin Ta, ovvero grande padre e grande madre, che hanno la forma dei genitali maschili e femminili. Abbandonata la costa ricca di bungalow in legno, villaggi e mercatini di spettacolari frutti tropicali, l’interno di Koh Samui merita alcune escursioni. Al nord, c’è il tempio del Buddha gigante, Wat Phra Yai, con una statua di quindici metri, posto su un isolotto a cui ci può arrivare tramite un ponte sospeso. Senza contare i numerosi  templi, buddisti ma anche induisti, sparsi per l’isola, come il  il Wat Khunaram, che conserva la mummia di un  monaco morto oltre venti anni fa durante la meditazione. Più gioioso è invece Laem Sor Pagoda, una pagoda d’oro che sprizza bagliori lucenti nel cielo. Ma è a contatto con la natura che a Samui si fanno le esperienze più interessanti. Come con le monumentali cascate Namtok Na Mueang.

Fanno un doppio salto e ci si può arrivare a piedi, tramite una gita nella giungla, tra fiori di mille colori, le immancabili palme da cocco e altissime piante lussureggianti, o meglio ancora a dorso di elefante, un passaggio estremamente comodo e divertente, soprattutto quando il “guidatore” invita pochi e selezionati “ospiti” a mettersi direttamente sul collo, dietro le orecchie, dell’elefante. Altre cascate, meno spettacolari e più pratiche da raggiungere, visto che si può farlo anche in auto, sono le Namtok Hin Lat. Qui, nel laghetto sottostante al salto dell’acqua, ci si rinfresca con un piacevole bagno tra i rumori della natura incontaminata. Samui è il regno degli animali: non solo elefanti, ma anche scimmie e serpenti, con cui temerari locali fanno uno spettacolo per i turisti. E poi l’acquario con i pesci locali, il mini zoo, triste peraltro, con le tigri, ma soprattutto il “giardino delle farfalle”. Un’enorme serra dove vivono centinaia di farfalle di ogni forma, tinta e dimensione, che si avvicinano ai visitatori e si lasciano fotografare nella loro maestosità o svolazzano sopra le loro teste. Sono proprio le farfalle e gli elefanti, insieme all’ospitalità della gente e alla tranquillità isolana, a lasciare un ricordo speciale di Samui.  

Come arrivare
Dall’Italia è possibile arrivare a Bangkok con un volo diretto Thai Airways da Roma e Milano. Da Bangkok si può effettuare un volo interno fino a Koh Samui o in alternativa arrivarci via terra. In questo caso bisogna scendere fino a Don Sak, dove partono i traghetti per l’isola. La cittadina si trova a una sessantina di chilometri a est di Muang Surat Thani, circa 700 km a sud della capitale.

Foto 1 e 2 di Tourism Authority of Thailand

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