Zanzibar: mare, sole e spezie

hpzanz2Dei mercati delle isole che compongono Zanzibar si succedono senza fine banchi di frutta invitante e ogni tipo di spezia possibile: questi luoghi, in fondo, univano Europa e Asia nella Via delle Spezie e qui si veniva a fare rifornimento di zenzero, chiodi di garofano, cannella, pepe, noce moscata, tuttora una delle attività più fiorenti di Zanzibar. L’altra è il turismo: qui si viene per rilassarsi, per godere il mare in ogni sua opportunità, per fare snorkelling come nella Bawe Island, che offre spiagge poco frequentate. Chi ama la natura troverà tante opportunità nelle tre isole principali e nelle altre più piccole, come Prison Island. Una barchetta vi porterà in questo avamposto: per anni è stata una prigione per gli schiavi disubbidienti (Zanzibar era infatti uno dei “porti” dove si fermavano i negrieri e vendevano all’asta gli Africani presi nel continente) e ora è diventata un centro per la salvaguardia delle tartarughe giganti. Ce ne sono di ogni età, da quelle appena nate e accudite nella “nursery” a quelle ormai adulte: sono le eredi di quelle portate qui dalle isole Seychelles. 

hpzan3Ma non sono gli unici incontri particolari che si possono fare: a Chumbe Island c’è un parco nazionale marino e forestale dove se si è fortunati si può vedere il granchio gigante del cocco, capace di arrampicarsi sulle palme e mangiare i cocchi acerbi; a Mnemba Island c’è una barriera corallina molto amata dai sub; nelle varie aree naturali incontaminate è possibile avvistare il rarissimo leopardo di Zanzibar e la scimmia Piliocolobus kirkii, che vive nella foresta di Jozani. Per visitare tutto l’arcipelago, si può fare base alla capitale, Zanzibar, che si trova sull’isola di Unguja. l suo centro caratteristico è il quartiere di Stone Town, dichiarato patrimonio dell’umanità Unesco. Le viuzze stette, le case di pietra dalle porte di legno intarsiato, il mercato dove c’era l’asta degli chiavi, il Forte Portoghese, la Chiesa Anglicana, il Palazzo delle Meraviglie, un tempo sede dei Sultani: i respira un’aria cosmopolita, attraverso le varie etnie che qui hanno abitato, dai Portoghesi agli Inglesi, ai Persiani agli Indiani. E sul lungomare una lastra nera e un ristorante ricordano il nativo più famoso dell’isola: Freddy Mercury.

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