Praslin, il fascino selvaggio delle Seychelles

Praslin – La luce filtra tra le foglie, i rami fitti e tronchi nella foresta che ha qualcosa di primordiale. Quasi ci si aspetta che sbuchino i dinosauri nella Vallée de Mai, nel cuore di Praslin. Non importa quante volte si è stati nella seconda isola per grandezza delle Seychelles, l’impressione è sempre la stessa. Quella di essere catapultati nel paradiso terrestre precedente alla civiltà, in un mondo giurassico, ancestrale, primitivo.

Tutta Praslin ha qualcosa di selvaggio, dove la natura si esprime al meglio, nel verde accecante della
vegetazione e nel turchese delle acque. Un mix di colori in gradazione che sorprendono, affascinano e ispirano devozione verso la natura, che qui in queste isole benedette immerse nell’Oceano Indiano è la vera protagonista.

La Vallée de Mai è un vero santuario, dove cresce spontaneamente il Coco de mer, il raro esemplare di palma di noce di cocco simbolo dell’arcipelago, ed è un ambiente delicato di biodiversità che arriva direttamente dalla
formazione del pianeta terra. Le Seychelles facevano ancora parte del super continente Gondwana, prima della suddivisione nei continenti di oggi, la diversità vegetale e animale unica della zona si era già formata, e grazie all’isolamento geografico, è rimasta fino ad oggi.

La valle è Patrimonio Mondiale dell’Unesco e riserva naturale protetta, e l’impegno quotidiano a Praslin
è quello della conservazione, estirpando piante invasive o introdotte dall’essere umano per preservare il carattere originale della foresta come habitat del cocco di mare.

Persino il sentiero, un labirinto ben segnalato tra rami, foglie e piccoli sassi, che permette ai visitatori di addentrarsi in questo eden, è spoglio e brullo, calato nella vegetazione. Le guide, come Vincenzo, sardo trapiantato nelle isole per amore che si occupa di escursioni turistiche (www.vinc-itatour.com), spiegano le varie piante e soprattutto le strane particolarità del coco de mer.

Un albero davvero curioso, unico, che ha molte analogie con gli esseri umani. La forma del suo grosso cocco ricorda il grembo femminile, chi fruttifera è la femmina, il maschio ha infiorescenze a forma fallica che sporgono per vari metri dalle corone di foglie, una pianta ci mette ben vent’anni per raggiungere la maturazione sessuale, arrivano a un’altezza di quaranta metri, il frutto può pesare fino a venti chili, quando cade a terra il seme germoglia con una radice che cresce dalla base e si allunga, ancorandosi al terreno fino a che non trova il luogo ideale, non lontano dall’acqua.

In antichità si pensava che la pianta giungesse dagli abissi marini, perché il seme arrivava sulle coste delle isole galleggiando sull’acqua, per quello venne chiamato cocco del mare. In passato, al frutto si davano proprietà afrodisiache non comuni e quindi veniva mangiato fino a provocare danni enormi al numero di piante, oggi è preservato ed è diventato il simbolo delle Seychelles. L’esemplare più antico della valle ha trecento anni ed alto 27 metri, con un tronco perfettamente dritto e grandi foglie a ventaglio.

C’è anche una leggenda sull’arcipelago: si dice che nei giorni ventosi i tronchi flessibili si avvicinino per unirsi, durante i temporali si accoppiano e non si può assistere, altrimenti si verrà trasformati in eterno nel pappagallo nero, una specie endemica che vive solo sulle isole e che nella Valle de Mai ha trovato il suo habitat prediletto.

Il timido uccellino, che si sente cinguettare mentre si visita il luogo, è uno dei tanti animali che abitano questa foresta, come le volpi volanti, ovvero i grossi pipistrelli che si nutrono di frutta, i gechi color bronzo, le rane, le lucertole, i ragni giganti, le lumache, i gheppi, i colibrì e i piccioni blu.

Nella foresta, un fitto groviglio di foglie enormi, i bambù, le felci, i takamaka e i banani cercano di emergere tra le numerose specie di palme, non solo coco de mer. Del resto il nome Praslin è una contrazione e modificazione di Isle de Palme, isola delle palme.

Si trovano ovunque, quelle più scenografiche crescono sulle spiagge e si allungano verso il mare, dando un’immagine ancora selvaggia e indomita di Praslin. Ogni spiaggia sembra avere il proprio palmeto. Come l’Anse Lazio, poco lontana dalla Valle de Mai, una delle più belle insenature dell’isola, molto fotografata per i grandi massi di granito appoggiati su un lato, frequentata anche dai seychellesi e amata dai bambini che possono nuotare e giocare tranquillamente: sabbia bianca, acque turchesi, rocce scure e tantissimi pesci multicolore da ammirare facendo snorkeling.

Anche altre spiagge di Praslin meritano una visita e un tuffo nell’Oceano Indiano. SeyVillas, tour operator specializzato nelle Seychelles, propone, tra i tanti pacchetti turistici per tutte le tasche, le sistemazioni alberghiere, dalle lussuose ville e resort alle guest house, le escursioni in tutto l’arcipelago e persino l’organizzazione di matrimoni, un giro apposito per visitare tutti i magnifici arenili.

Come Anse Volbert, detta anche Côte d’Or, lunghissima e turistica, essendo vicina al villaggio e al porto di Baie Sainte Anne, da dove partono i traghetti per le l’altre isole e dove si trovano negozi, banca, posta e ristoranti, come il Village di Pecheur, adatto a cene romantiche sulla sabbia a lume di candela.

Oppure le spiagge a nord ovest, intorno al villaggio di pescatori Grand Anse e dentro la tenuta del Constance Lémuria. Ristrutturato da pochi mesi, il grande resort offre ristoranti sul mare, un campo da golf e molta attenzione alla prevenzione e alla conservazione del territorio, con addirittura un manager che si occupa stabilmente del monitoraggio dei nidi delle tartarughe di mare, che approdano in una delle tre spiagge della proprietà, quella più battuta dalle correnti oceaniche e dalle onde.

Attraversando il campo da golf, si arriva a Anse Georgette, una delle più spettacolari delle Seychelles, soprattutto al tramonto quando la luce tinge di viola e di rosa i grandi massi di granito.
Poco frequentata, invece, quasi un segreto da tramandare a pochi privilegiati, è Anse la Blague: ci si arriva
con una strada in salita impervia e forse per questo che è rimasta ancora poco conosciuta.

Qui il boutique hotel e ristorante Ville Anse La Blague può essere un’ottima base di partenza per un’escursione con una piccola barca: le isolette, gli scogli e le spiagge della zona sono un must per gli amanti delle snorkeling,
un vero paradiso sottomarino da affrontare con maschera e pinne.

Un mondo incantato fatto di pesci di ogni colore, ricci e stelle marine, tartarughe e se si è fortunati anche di delfini. Un eden dalle mille sfumature di blu, dove il verde accecante della vegetazione si riflette e lascia
incantati ad apprezzare Praslin, il lato selvaggio delle Seychelles.

Dove dormire: Yasad Luxury Beach Residence, una guest house sulla strada costiera, affacciata sulla romantica Anse Bateau e vicina all’Anse St Saveur, con appartamenti per famiglie e gruppi di amici, comodi e spaziosi, alcuni bungalow riservati, alcune stanze sono con bagno privato, tutte con wi fi, aria condizionata, cucina, parcheggio,
giardino, si attraversa la strada e si è in spiaggia. Il ristorante Les Roches è raggiungibile a piedi. http://it.seyvillas.com/280/guesthouse-yasad-luxury-beach-residence

Come arrivare: Air Seychelles collega l’Europa, via Parigi, il Sudafrica, Abu Dhabi, l’India e Mauritius a Mahé, l’isola principale. Da qui partono anche i voli per le isole minori, come Praslin, con 350 collegamenti a settimana, Bird Island, Denis Island e D’Arros. Inoltre Air Seychelles è in codeshare con altre compagnie, come Alitalia, Air France e Ethiad, e permette la connessione con 88 città al mondo. www.airseychelles.com

Info: www.seyvillas.com
In collaborazione con www.seyvillas.com
Foto di Sonia Anselmo e www.seyvillas.com

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