Nosy Komba, l’isola della natura selvaggia e dei lemuri

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Carolina e Antonio vivono in un posto speciale, il parco nazionale sulle montagne a Nosy Komba. Lei ha trentacinque anni, ama mangiare la frutta e giocare con i bambini, lui ha una passione per arrotolarsi sul collo di chi lo prende in braccio e ha la digestione lunga, gli basta un pollo ogni tre settimane per stare bene.

Vivono a poca distanza l’uno dall’altra, in due recinti di muretto ben distinti, con gli alberi altissimi sopra le loro teste, i cespugli ovunque, le piante medicinali e da frutto, i lemuri che saltano da un ramo all’altro, le lucertole verdi che si nutrono di linfa sui tronchi e si scambiano un chiacchiericcio acuto, i camaleonti che stanno immobili.

Carolina è una tartaruga gigante e Antonio un boa constrictor: insieme agli altri animali del Madagascar sono le mascotte del parco, coccolati dagli abitanti dei villaggi, dalle guide che portano in giro i turisti e dai visitatori che si fanno fotografare con loro.

Nosy Komba è un vero e proprio santuario della natura, un’isola affascinante a una ventina di minuti di barca dalla famosa Nosy Be, già aperta al turismo e ai resort, ed è spesso un’escursione da fare quando si soggiorna in questo angolo del Madagascar del nord.

Nel porto di Nosy Be ci sono molte possibilità di noleggiare una barca e il suo equipaggio: ci sono alcuni tour operator locali, specializzati in queste gite di un giorno, come Viaggio Madagascar (www.viaggio-madagascar.com/) e Christophe Jao, (http://46.37.31.112/NosyBe/), un ex
professore di fisica innamorato del suo Paese, che sa benissimo l’italiano e porta anche alla
piccola isola di Nosy Tanikely, parco marino.

Con la barca si arriva ad una spiaggia bianca e lunga di Nosy Komba, con i bambini festosi che vengono subito a fare conoscenza con i nuovi arrivati, le ragazze sono bellissime, con il sorriso genuino e il volto dipinto da un miscuglio vegetale a base di argilla per proteggere la pelle dal sole cocente. Ci si avvia sulle stradine di fango e poco altro, costellate da capanne di legno e paglia, una gatta allatta i cuccioli, le donne continuano i loro lavori domestici, alcune vendono la frutta, manghi, banane, litchi, ananas, cocco, del posto.

A fare da scenografia sono gli enormi teli ricamati e colorati stesi su impalcature per essere ammirati e comprati dai visitatori: sono prodotti artigianali del luogo, puro cotone con intarsi a ricamo o in sovrapposizione in tinte vivaci. Tovaglie, centrini, tende, copriletto, persino abiti e pantaloni. E poi il tocco di colore viene dagli oggetti in rafia, scatole, borse,
porta oggetti, e dai parei, una sfilza di ogni sfumatura, anche quelli esposti all’aria, uno dietro l’altro in un susseguirsi di fuxia, giallo, rosso e arancio.

Si continua a salire dentro il villaggio e verso la montagna, i negozietti improvvisati offrono le spezie della zona, pepe, cannella, caffè, cacao, curcuma, zafferano, vaniglia, in un mix di tinte accese e profumi invitanti, mentre un bimbo fa il bagno in una tinozza improvvisata e le signore pestano nel grande mortaio i semi del caffè. E’ questa semplicità, una sensazione di vita vera senza sovrastrutture, una felicità nonostante la povertà, che colpisce subito chi arriva qui. Insieme alla vegetazione.

Nosy Komba è un trionfo di foresta lussureggiante e si possono vedere da vicino gli animali endemici. Come Carolina e Antonio, ma anche i camaleonti che si fanno accarezzare da sopra un ramo o tendono a saltare verso le foglie più verdi. I veri re della foresta però sono i lemuri macaco,
questi simpatici parenti delle scimmie, con il musetto dolce, lo sguardo furbo e con un’aria tenerissima. E’ una gioia mettersi vicino ad un albero, con una banana in mano, e basta poco che un lemure arrivi sulla spalla, si appoggi lì comodamente e si metta a mangiare il frutto. Spesso sono le femmine, dal pelo fulvo, quelle più intraprendenti, i maschietti neri sembrano più resti a familiarizzare con gli umani, anche se la banana è una tentazione gigantesca e poco dopo si lasciano convincere ad appollaiarsi sulla spalla. Un’esperienza che non si dimentica.

I lemuri sono tantissimi, vivono in famiglie e si rincorrono sugli alberi, guardando dall’alto gli abitanti e i visitatori di Nosy Komba, che è anche detta per l’appunto l’isola dei lemuri.
Con il suo clima umido e soleggiato tutto l’anno, Nosy Komba è anche il regno delle piante e dei fiori, ne vivono 188 tipi tropicali.

Una volta lasciato il cuore verde e la foresta, si possono scoprire gli altri villaggi di pescatori e di costruttori delle tipiche piroghe si vedono nell’acqua del Madagascar e le
spiagge, dove ci sono anche bar, ristoranti e qualche hotel immerso nella natura. Ma ancora resiste un’anima selvaggia, indomita e primondiale, ricca di rocce di granito e basalto, a testimonianza del passato vulcanico della zona, che rende questa piccola isola unica.

Da Nosy Komba, sempre in barca in un quarto d’ora, è facilmente raggiungibile Nosy Tanikely: è una riserva marina protetta, il paradiso di chi ama lo snorkeling e non vorrebbe più uscire dal mare limpido e trasparente. Gli incontri sottomarini sono assicurati: una moltitudine di pesci di ogni colore e forma, tartarughe marine, coralli, spugne, conchiglie e se si è fortunati anche i delfini.

A Tanikely si può approdare solo pagando il biglietto per la riserva, sia all’arrivo che all’ufficio turistico di Nosy Be, tutti i giorni della settimana.
Se e quando si è costretti a lasciare lo snorkeling per stendersi sulla bianca spiaggia, ci sono altre opportunità per ammirare la natura: la foresta al limitare della sabbia è piena di lemuri e salendo si arriva fino ad un faro da cui si gode uno splendido panorama.

Inoltre, le persone che accompagnano nell’escursione preparano un ricco e genuino pranzo su una tovaglia sulla spiaggia: un’ottima occasione per rifocillarsi un po’ prima di recuperare la barca e tornare a Nosy Be. Se è il momento della bassa marea si può ammirare anche l’isola che non c’è, ovvero una piccola striscia di terra che appare solo con i giochi del mare. E se invece è stagione, da luglio a novembre, si possono avvistare anche le balene che vengono a partorire nell’acqua tiepida della baia e svezzare i piccoli, al riparo di eventuali predatori. Un altro spettacolo incantevole che la natura regala in queste isole uniche del nord del Madagascar.

Info:
Tiana Ralaimanantsoa Andomalala
www.viaggio-madagascar.com/

http://46.37.31.112/NosyBe/
https://www.facebook.com/christophejao951/posts/374312146244557
jaochristophe@yahoo.fr
tel. 00261.32.8773830

In collaborazione con http://www.viaggio-madagascar.com/
http://46.37.31.112/NosyBe/

Foto di Sonia Anselmo

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