Lago Manyara, dove gli ecosistemi si trasformano in Tanzania

I fenicotteri sono andati via. Il lago Manyara sembra spettrale nella luce della mattinata, con gli alberi secchi e alcune radici immerse nell’acqua. Non sembra nemmeno di essere in Africa, in uno dei parchi più amati dai visitatori del nord della Tanzania.

Eppure c’è vita: una famiglia di babbuini si rilassa con i cuccioli attaccati alla schiena delle madri, altri due hanno un acceso diverbio rincorrendosi nel sottobosco gridando, alcuni salgono indifferenti sui rami degli alberi, un elefante solitario si aggira nell’erba alta, due giraffe
maschio sembrano contendersi il favore della femmina.

Scene ordinarie di vita quotidiana nei parchi della Tanzania dedicati ai safari fotografici, che suscitano emozioni e stupore nei visitatori. Il Lake Manyara National Park è il più piccolo, 330 km2, ma offre un panorama naturale unico, a se stante persino nel variegato paesaggio della zona: qui la biodiversità è ad alto livello, con cinque ecosistemi diversi e legati tra loro.

Dominato dal lago Manyara, che dà anche il nome al parco, ospita una foresta pluviale con alberi di mogano, tamarindo, ficus e molti altri, alimentata da una serie di sorgenti sotterranee e emergono dal suolo di origine vulcanica.

Tra ruscelli e zone fangose, è la patria dei babbuini, la colonia più numerosa della Tanzania, che si muovono lentamente, indisturbati dal procedere delle jeep lungo la strada sterrata, facendosi fotografare e continuando le loro attività.

Proseguendo lungo il percorso circolare del parco, la foresta si dirada e si apre la savana con le acacie e le giraffe, oltre a facoceri, gnu, zebre, bufali, impala e dik dik. Avvicinandosi alle sponde del lago Manyara si trovano lagune, acquitrini e canneti, infine la larga distesa piatta con le acque argentate, alimentate dalle sorgenti solforose. Un tempo era ricco di uccelli migratori, mentre sulle rive si possono incontrare ippopotami, coccodrilli ed elefanti.

Pochi anni fa, il lago Manyara ha subito una trasformazione: le piogge imperterrite e potenti hanno alzato il livello dell’acqua e allargato lo spazio a dove prima c’era la savana, inghiottendo molti alberi e cespugli che si sono ritrovati sommersi o sospesi in un limbo dove oggi appaiono secchi, propaggini di legno in balia degli eventi.

La riva si è estesa, l’acqua alcalina appare argentata, per i depositi di sale, e illuminata da solchi di luce rosa, in un’atmosfera pallida ma comunque suggestiva. I fenicotteri e gli altri uccelli, che erano l’oggetto principale della visita al parco da parte degli appassionati di birdwatching, si sono trasferiti altrove, come al cratere Ngongoro, a poca distanza, e nei suoi specchi d’acqua, più ricchi di cibo e più facili per la sopravvivenza.

Il lago Manyara resta una delle mete favorite per i safari nel nord della Tanzania. Il parco si trova lungo la strada per il Ngorongoro e il Serengeti, a due ore circa di auto da Arusha. Il primo cancello d’entrata si trova che vicino al villaggio Masai di Mto Wa Mbu, in swahili: fiume delle zanzare: un nome che la dice lunga sugli acquitrini della zona. Il secondo cancello apre la porta
alla strada sterrata e al parco vero e proprio, un perfetto assaggio di quanto propone la natura in Tanzania.

Inoltre, solo al parco del lago Manyara abitano i leoni arboricoli: dominano il loro reame sdraiati sui rami più alti degli alberi di acacia ad ombrello, una caratteristica insolita per questo tipo di felini. Vivono così perché non amano il terreno bagnato dalle numerosi sorgenti sotterranee.
Non è facile vedere i leoni, ma ci sono nascosti tra i rami.

Più semplice avvistare le giraffe, celate dalla vegetazione si intravedono antilopi e gazzelle. I veri re del parco del lago Manyara sono i babbuini, insieme ad altri tipi di primati come il cercopiteco dal diadema e il cercopiteco dai genitali azzurri. Anche gli elefanti sono una popolazione numerosa e facile da vedere: i cuccioli tagliano la strada alla jeep in un percorso tutto loro, un adulto staziona vicino ad un ruscello, un altro si aggira tra i rami e i tronchi secchi.

Normalmente gli animali del parco si spostano tra qui e il vicino Tarangire, utilizzando una sorta di corridoio naturale tra i due. Molti, invece, come gli elefanti preferiscono vivere qui dove trovano abbondanza d’acqua e riparo nella foresta sempreverde e tra le acacie.

Per visitare il lago Manyara è meglio affidarsi ad esperti organizzatori di safari, come Magilani Safari, che normalmente fanno questa escursione in mezza giornata, data la grandezza del parco, abbinandola con altre visite nella zona. Con molta calma, con la guida sapiente degli esperti e
prendendosi il tempo necessario si riesce a vedere molti animali nascosti nella vegetazione, in questo luogo che venne usato come set per i primi film su Tarzan.

Per Hemingway questo era il parco più bello dell’Africa, il panorama e gli eventi sono cambiati da allora, ma il lago Manyara rimane capace ancora di suggestionare ed emozionare chi lo visita per un safari fotografico.

Info:
https://www.lakemanyara.net/
www.tanzaniaparks.go.tz/
https://magilani-safaris.com/

Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.ilcoloredeiviaggi.it

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