Boa Vista, un’isola da vedere prima che cambi

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Nel porto commerciale di Sal Rei, la capitale, è inoltre prevista la creazione di un pontile di 30 metri per l’attracco delle navi da crociera. È già stata approvata poi la realizzazione di una strada asfaltata a doppia corsia che correrà da nord a sud e viceversa. Proprio a sud, vicino alla spiaggia Courralinho (detta anche Santa Monica per la sua somiglianza con l’omonima baia californiana: 18 chilometri di sabbia bianca), sta crescendo “l’Ecomostro 2”, come lo chiamano boavistiani e nuovi abitanti dell’isola, fra cui molti italiani. Si tratta dell’Hotel Riu Touareg, un cinque stelle tutto incluso con cinque ristoranti e 758 camere che dovrebbe essere pronto per l’estate. Come il “fratello” ClubHotel Riu Karamboa, di fronte all’aeroporto, che si riconosce per gli insoliti minareti. A fianco, sulla lunghissima spiaggia di Chaves – una delle più belle, con tanto di Bandiera Blu, che regala bassa e alta marea e giorni di onde – c’è il Royal Decameron, ex Ventaclub e ora in mano a un gruppo argentino. Dal 2009 la struttura era abbandonata a se stessa. Nessuno, però, è stato licenziato. Oggi è un quattro stelle con clientela internazionale e in continua manutenzione. Mare, umidità e sale, infatti, non perdonano. Ma anche se in quest’epoca di crisi del Nord Africa, alcuni operatori italiani propongono Capo Verde come alternativa ai viaggi in Egitto, Tunisia e Libia, Boa Vista semplicemente non è un’alternativa. Perché è unica. A partire dai suoi abitanti che per gli italiani hanno una speciale simpatia. Gente flemmatica, cordiale, tranquilla, pacifica. Un profilo che può sembrare un minestrone di luoghi comuni, ma che è la verità. E con la musica nel sangue, tanto per non cambiare tema: per capirlo, basta partecipare a un festival locale, come quello di Praia de Santa Cruz, che si tiene in agosto.
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Quella di Boa Vista, come in tutto l’arcipelago, è una società matriarcale, dove la donna emigra e lavora. Dove si fanno presto figli, nati anche da relazioni diverse, perché un figlio è una dimostrazione d’amore verso il proprio partner. Benché gli abitanti siano per lo più cattolici, fra loro sono pochissimi i matrimoni. Ed è anche normale che i bimbi siano cresciuti da altri membri della famiglia. Compromessi forse, dovuti anche alla lotta della gente di qui con l’ambiente. Con il sole e il sale, soprattutto. Per vivere i boavistiani hanno una razione giornaliera di acqua di 15 litri e non essendoci sorgenti e falde acquifere, l’acqua è solo quella del dissalatore che viene distribuita dalle fontane pubbliche. Ma Boa Vista non è una terra povera e nemmeno avara. Tonno, pesce spada e aragoste sono la sua ricchezza. Da assaporare a Spingueira, buen retiro dei viaggiatori “stressati di lusso”, ex villaggio di pescatori trasformato da Larissa Lazzari in ecoresort con ristorante. Per assaporare un’esperienza a contatto con la vita boavistiana, basta rivolgersi a Franca e Ralf, europei stabilitisi sull’isola. Oltre a essere due extreme runner, organizzano soggiorni individuali. Il portale è solo in tedesco ma Franca è nata a Roma e saprà dare a tutti un aiuto in italiano. Come consigliare il modo migliore per raggiungere João Barrosa, spiaggia sulla costa orientale, meta delle tartarughe marine per deporre le uova che si schiudono a fine estate. E Veradihna, a sud, con grotte e anfratti cesellati dall’Atlantico e dal tempo: la sua sabbia dorata è mossa dal vento, amato da chi pratica windsurf e kitesurf, tanto più se esperto.
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Come arrivare 
Boa Vista è la seconda maggiore isola dell’arcipelago di Capo Verde ed è raggiungibile direttamente dall’Italia con voli, stagionali e annuali, operati da vettori italiani ed europei. Come l’italiana Neos che collega l’aeroporto internazionale di Rabil a Milano, Verona, Bologna e Roma. E la compagnia nazionale Tacv che propone voli da Milano per la vicina Isola di Sal. Da qui è attivo un servizio di voli interni e di traghetti attraverso il braccio di mare di circa 50 chilometri. Per informazioni sui traghetti meglio chiedere sul posto direttamente al porto. 

Quando andare
Classica destinazione da “tutto l’anno”, l’isola, come le sue consorelle dell’arcipelago è piuttosto arida, ma le temperature sono mitigate dalle brezze oceaniche. La cosiddetta stagione delle piogge cade fra metà agosto e metà ottobre, tuttavia anche in questo periodo è possibile che non si veda una goccia d’acqua per settimane. Le temperature difficilmente scendono sotto i 18 gradi in ogni momento dell’anno.

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