Olanda, l’ospedale delle foche malate e abbandonate

Lo sguardo vispo è di quelli che si sentono rinati, vivi per miracolo. La piccola foca fiuta l’aria con il musetto adorabile prima di gettarsi nell’acqua della vasca e nuotare vivacemente. Lei e tantissimi altri esemplari sono ospiti di un ospedale alquanto particolare, quello di salvaguardia e salvezza di questi animali in Olanda, a Pieterburen.

Zeehonden Creche è un centro di riabilitazione che aiuta le foche malate, debilitate o abbandonate. Spesso per colpa dell’inquinamento o dei pericoli del mare, a cominciare dalle reti da pesca, altre volte hanno perso la mamma oppure sono state trovate sulle spiagge del mar di Wadden.

Gli esemplari neonati, ritrovati sull’arenile da soli, senza la madre, vengono allattati dal personale specializzato con appositi biberon finché non saranno in grado di alimentarsi
da soli. Vivono in tre grandi vasche all’interno del centro, la prima per gli animali più in difficoltà, la seconda per quelli in via di guarigione e la terza per quelli che sono pronti per la libertà, più una piscina all’esterno.

Tutti i giorni vengono visitate dai veterinari specializzati e coccolate anche dai volontari da ogni parte del mondo che vengono qui spinti dal grande amore per gli animali.

Oltre ai cuccioli, vengono ricoverati anche gli esemplari trovati malati, più che altro per colpa di un parassita che vive nei loro polmoni e li porta alla morte: in questo caso le foche vengono messe in quarantena in una sezione apposita dell’ospedale e rimesse in salute con amorevoli cura.

Così come quelle che vengono salvate dalle ferite profonde provocate dalle reti da pesca o con problemi di salute legati ad infezioni, all’inquinamento o ad altri fattori.

Una volta valutata la situazione dell’animale caso per caso, con le analisi necessarie, si decide quale vasca dovrà occupare e la terapia da seguire, oltre al cibo secondo le esigenze: in media una foca mangia 5 chili di pesce al giorno.

Piano piano che la situazione migliora l’esemplare viene spostato nelle vasche via via
più grandi fino al giorno in cui sarà di nuovo portata in spiaggia per il ritorno al mare.
Le foche rimangono al centro almeno tre mesi, a seconda dei casi, fino alla riabilitazione.

Appena sono in grado di cavarsela da sole vengono rilasciate in mare e lo spettacolo è uno di quelli che rimangono nel cuore, commovente e gioioso allo stesso tempo, a cui si può assistere.

Zeehonden Creche è visitabile, una gita istruttiva per adulti e bambini, e il centro, che è un’istituzione privata, si mantiene esclusivamente con le donazioni dei visitatori e i biglietti d’ingresso, tra l’altro del costo di pochi euro. Ad esempio, si può adottare una foca, per sostenerne le spese, dai 3000 ai 5000 euro, e spesso viene fatto da intere classi delle scuole olandesi, che portano qui gli allievi ad ammirare le foche e il lavoro del personale del centro. Inoltre, all’ospedale sono previste molte attività per i bambini e si organizzano programmi speciali durante l’estate.

Ogni anno vengono a vedere le foche curate circa 50 mila persone. Pieterburen è una graziosa cittadina sulla costa, vicina a Groningen, nel nord dell’Olanda e può essere raggiunta anche con i mezzi pubblici. La gita all’ospedale è anche un’escursione in una regione piena di verde e di antiche chiese gotiche, con lo sguardo che si perde fino al mare e alle isole Frisone, molto amate dalle foche.

I mammiferi marini devono tutto a Lenie’t Hart, una signora che nel 1971 creò un semplice “asilo nido” per i cuccioli rimasti soli, negli anni si trasformò in un vero ospedale per foche con un centro scientifico di ricerca, con varie strutture, come ambienti di quarantena, un laboratorio, una farmacia e tutte le attrezzature scientifiche immaginabili.

Info: www.holland.com
https://zeehondencentrum.nl/ (solo in olandese, ma si possono fare donazioni e adottare una foca)

Foto www.holland.com

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