Reunion, l’isola incantata della vaniglia e del caffè

Il fiore dell’orchidea è appena sbocciato, mentre si arrampica alla pianta ospitante. Dietro di sé lascerà i baccelli preziosi, quasi un “oro” profumato e ricco. Ancora più all’isola della Reunion, dove la vaniglia è una cosa seria, un’icona locale, un orgoglio da sfoggiare.

E’ la famosa vaniglia Bourbon, quella che gli chef di tutto il mondo cercano per dare un tocco in più ai loro piatti, che gli amanti di questa spezia sanno essere la migliore e forse la più cara. Anche perché il procedimento
per produrre pochi grammi è lungo, complesso e richiede moltissima cura.

A Reunion, isola dell’oceano Indiano e Dipartimento Francese d’Oltremare, è un simbolo identificativo, quasi quanto le innumerevoli estensioni di terreno coltivato a canna da zucchero. Non a caso, nell’isola c’è la possibilità di visitare sia distillerie che piccole aziende di produzione della vaniglia, come Maison de la vanille, e sono queste la vera curiosità per golosi e non.

La vaniglia è il frutto di un’orchidea, originaria delle foreste del Sudamerica e del Messico in particolare, veniva già apprezzata dagli Atzechi: i colonizzatori europei cercarono di farla crescere in altre zone del pianeta, spesso con scarsi risultati. Tranne i francesi, che la piantarono nelle loro colonie intorno al 1819, dove si trovò benissimo, come a Tahiti, a Reunion e nel vicino Madagascar, nella zona di Diego Suarez. Ma presto Reunion si distinse dalle altre località per la qualità del prodotto, chiamato Vanilla Bourbon, perché all’epoca l’isola si chiamava così. Da allora il nome è stato dato alla spezia proveniente da questa zona ed è sinonimo di delicatezza e squisitezza.

Tutto merito di un giovane schiavo, Edmond Albius, che scoprì nel 1841 il sistema più adatto per l’impollinazione, un processo che richiede manualità, attenzione e molta passione. Ancora oggi, nelle aziende dell’isola si continua
questa tradizione lunga un secolo e mezzo, raccogliendo la migliore vaniglia del mondo.

L’orchidea è un fiore bellissimo, bianco, che cresce come parassita all’ombra degli alberi, che diventano il suo
supporto naturale. Nelle aziende è facile vedere lunghi filari con le piante legate e i baccelli verdi rigogliosi.
La difficoltà sta nella tempistica dell’impollinazione manuale: il fiore vive un solo giorno, quindi bisogna
stare attenti e fare movimenti precisi, bisogna usare uno strumento appuntito, come un aculeo, tagliare con questo
il cappuccio che protegge gli organi sessuali maschili, con lo stesso strumento si separano gli organi femminili e si avvicinano con le dita lo stame, sul quale si trova il polline, verso lo stigma esercitando una leggera pressione per assicurare un buon contatto. Un procedimento laborioso e delicato che i coltivatori fanno da ottobre a dicembre.

Nove mesi dopo, proprio come un figlio, nasce il baccello: quando raggiunge una taglia grande rimanendo verde,
viene raccolto e inizia un altro processo lungo e minuzioso, quello dell’essiccazione, messo a punto dai cittadini
della Reunion negli anni Cinquanta dell’Ottocento. Viene scaldato per alcuni minuti, fatto fermentare e alla
fine lasciato essiccare per molti mesi: alla fine si è trasformato nella vaniglia Bourbon, acquistando aroma
e sapore.

Le aziende si trovano tutte immerse nella bellissima natura di Reunion, nel cuore delle foreste lussureggianti,
ai piedi dei vulcani. Molte aprono le porte ai visitatori per spiegare il piccolo miracolo della nascita della vaniglia.

Ad esempio a Sainte Suzanne, nel nord est dell’isola, a La Vanilleraie si possono scoprire la storia della spezia e
apprendere l’uso nella cucina, oltre che a poterla acquistare nei profumati bastoncini o in estratto o mischiata
alla frutta in marmellate e succhi. Una delle ricette classiche che offrono i ristoranti di Reunion è l’anatra
alla vaniglia, arricchita da altre spezie come curcuma, chiodi di garofano e noce moscata, tutte prodotte nell’isola.

Reunion, infatti, non è solo il paradiso della preziosa vaniglia e dell’utile canna da zucchero. Qui crescono
rigogliose numerosissime qualità di spezie, frutta tropicale, la pianta del tè sui picchi e quella del caffè,
che è un’altra caratteristica unica dell’isola. La varietà Bourbon Pointu cresce solo qui: è uno dei migliori caffè al mondo, con poca caffeina, e anche uno dei più cari e ricercati. Le sue foglie e i suoi grani si possono ammirare anche nei giardini creoli che abbelliscono i paesini sulle montagne. Il tutto nella splendida e incomparabile natura di Reunion.

Info: www.france.fr e http://en.reunion.fr/
In collaborazione con www.france.fr e http://en.reunion.fr/
Foto di Sonia Anselmo e http://en.reunion.fr/, Emanuel Virin

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