La tavola della tradizione nella valle dell’Isonzo

prodotti sloveni

Una grappa per ogni occasione. Come panacea per tutti i mali, come rimedio della nonna alle più comuni disturbi come il raffreddore o l’influenza, persino la nausea, per digerire o solamente per brindare in compagnia. Ce ne sono di qualsiasi genere: al miele, alle erbe, ai mirtilli, alle ciliege, al ginepro. Quella classica però è la Slivovitz, distillato dalle prugne.

Non si può andare in Slovenia senza assaggiare almeno una volta uno di questi liquori che si vendono e si bevono ovunque. Servono ad accompagnare la cucina non certo leggera, come quella della valle dell’Isonzo. Piatti della tradizione contadina e montanara, genuini e ricchi per affrontare al meglio le altezze delle cime, il lungo inverno e perchè no, i tanti sport che si praticano in questi lussureggianti panorami: dal trekking alla canoa, fino ovviamente allo sci.

Un metodo rapido per smaltire le calorie e tornare in tavola pronti ad assaggiare i piatti locali. La cucina slovena è apparentemente semplice, influenzata anche dai Paesi limitrofi e
dalla Storia. Uno dei prodotti principe è l’olio di semi di zucca, chiamato bucno olje, usato a crudo e parente di quello coltivato nella Stiria austriaca. La zucca viene usata anche per le minestre e le zuppe, che vanno bene anche per i vegetariani che non hanno difficoltà a trovare cibo per loro. Nonostante i piatti sloveni siano pieni di proteine della carne, in particolare ovina.

Ad esempio l’agnello è l’ingrediente principale del sugo, detto bakalca, con cui vengono conditi gli Žlikrofi, il vero piatto tipico della regione. Per gustarlo al meglio, Idrjia è la città rinomata, tanto da avere il marchio europeo di origine protetta, per questa preparazione: una sorta di tortelli grandi e a forma allungata di pasta fine e ripieni di patate, cipolla, grasso e spezie. Sono nati all’inizio del XX secolo, grazie ai minatori delle locali miniere di mercurio.
Gustosissimi, sono il primo piatto per eccellenza nelle tavole delle feste degli sloveni.

Nella stessa zona vengono anche la zeljsevka, un pane arrotolato all’erba cipollina, l’ocvirkovca, pane ai ciccioli di maiale, lo smukavc, un minestrone di cavolo, e un salame di stomaco di maiale di Å ebrelje. Il tutto da innaffiare con l’inevitabile grappa, questa volta il gerus, amata dai minatori di Idrija, dal sapore molto forte.

Un altro prodotto molto facile da gustare in tutta la valle dell’Isonzo è la trota marmorata. Gli sloveni la fanno in ogni modo, al forno, alla griglia, da sola o con le tante verdure del luogo: la ricetta più tradizionale è quella dove il pesce del fiume Soca è passato in farina di grano saraceno o di mais e fritta nell’olio. Buonissimo e freschissimo, è un elemento che non manca mai sulle tavole delle gostilne, ovvero le trattorie tipiche, a conduzione familiare.

Nelle loro sale si può affrontare un viaggio nel gusto potente della cucina slovena. Ma c’è anche qualche eccezione, come i formaggi. La ricotta è eccezionale: va spalmata sulle patate lesse e non
sbucciate, un piatto tipico della regione risalente al XIX secolo, a cui si dedicano anche
sagre e feste come quella di Bovec, chiamata “Comparska noc”, notte delle patate. E poi il formaggio di Bovec, più stagionato, di pecora o di capra, che risale al 1328, quando fu prodotto
sull’alpe Trebišcina.

Il formaggio di Tolmin è tipico della valle, prezioso e gustoso, risalente al Settecento. Un
trionfo di sapori anche per i vegetariani che possono gustare la “frika”, un vecchio piatto dei pastori, preparato con patate, formaggio e uova. Per accompagnare i piatti, la purea di patate con formaggio grattugiato, foglie di rapa e di cavolo, radicchio, dente di leone, fagiolini o altre verdure. Il nome (poÅ¡toklja) è legato alla preparazione: gli ingredienti vengono schiacciati (“štokani”) con un mestolo.

Non mancano i dolci. Anche quelli belli carichi di calorie. Tutto miele, zucchero, frutta secca: lo strudel, detto zaviteck, che rende omaggio alle origini austroungariche e la potica, con ricotta e noci, sono tipici di tutta la Slovenia. Ma nella regione dell’Isonzo si possono assaggiare gnocchi di mais con zucchero, cannella e burro, che possono assumere anche la forma di ravioli ripieni prevalentemente di prugne, i ravioli di Bovec, fagottini ripieni di pere secche con mousse di mele, uvetta e spezie, e gli sturklji di Kobarid, Caporetto, una sorta di piccoli
tortelli bolliti e ripieni di noci, uvetta e spezie.

Per mandarli giù l’inevitabile liquore, ma anche per gli astemi il succo di mela, che qui si beve a litri, e l’acqua pura e fresca, ottima ovunque. Non mancano anche le birre artigianali o i vini delle diverse regioni. Non resta che sedersi a tavola e brindare dicendo “Na zdravje!” (Alla salute!).

Foto di Sonia Anselmo e www.slovenia.info
Info: www.slovenia.info
In collaborazione con www.slovenia.info

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