Rural Festival, trionfo della biodiversità e del palato

asinelli

Nel terzo weekend di settembre a Gaiole in Chianti ( Si) la storica piazza ha ritrovato la sua autenticità grazie al Rural Festival, alla sua terza edizione, ma prima in Toscana.

Il Rural Festival nasce a Rivalta di Lesignano de’ Bagni (Parma), da un gruppo di agricoltori e allevatori numi tutelari della biodiversità, dal loro obiettivo di salvaguardare e far conoscere quelle micro-produzioni, tipicità territoriali che si tramutato in un sapore, in un’esperienza sensoriale unica.
Gli agricoltori toscani erano stati ospiti nel Rural Festival -Emilia, tenutosi a Rivalta tra il 3 e 4 settembre, così a Gaiole in Piazza Ricasoli l’ospitalità è stata contraccambiata.

Sarà stato per il giallo sole scelto come colore base degli allestimenti, i profumi e le golose mercanzie, qualunque sia stato l’ingrediente dell’alchimia, si respirava un’atmosfera amichevole, allegra, poi ho parlato con i singoli partecipanti e la conferma è di quelle che fanno piacere. Sono persone che si sporcano le mani, che hanno la forza di un sogno visionario, la volontà di un seme che resiste e sa aspettare, l’obiettivo di custodire per trasmettere. Il gusto più intenso è stato ascoltare le storie dei partecipanti; alcuni, nello spirito della manifestazione, si sono sperimentati nel creare qualcosa che fosse ancora più attinente ad esaltare la specificità o biodiversità, quindi erano attentissimi a fornire spiegazioni e a osservare le reazioni dei visitatori.

Non un giro di assaggi deliziosi, ma la conoscenza di un valore, ogni prodotto ha la sua storia, ha il suo creatore. Erano presenti anche gli allevatori con razze rare di pecore, galline, asini, cavalli, capre, mucche. Molti i bambini curiosi, spesso intimoriti dalla vicinanza con gli animali, anche negli adulti era facile cogliere il senso di estraneità verso i pazienti animali.

I visitatori sono stati tanti, un pubblico composito che ha incuriosito gli ospiti emiliani. Gaiole è terra di Chianti e di olio, molti quindi gli intervenuti con esperienza agricola, Gaiole è turismo, quindi tanti i turisti stranieri, poi semplici curiosi, cacciatori di rarità enogastronomiche; tutte le domande hanno avuto ascolto e ricevuto risposta. La filosofia di base è quella degli “Agricoltori custodi” che decidono di farsi carico di preservare una specie, che può essere una pianta presente in un piccolo terreno in pochi esemplari oppure animali autoctoni a rischio estinzione, occupandosi della crescita e riproduzione, con la convinzione che un futuro sano, un ambiente vivibile è possibile, partendo da ciò che il territorio offre, frutto del lavoro di generazioni precedenti.

Rural Festival 2016 è stato un gemellaggio ricco di tesori, la Toscana ha apportato legumi, pecorino di pecora massese, pasta di grani antichi locali, pane con farina di castagne, polenta, erbe aromatiche, testarlo di farro, patate rosse di montagna, salumi e porchetta di cinta, olio, vino e vino santo.
Dall’Emilia sono arrivati prosciutto di maiale nero, formaggi, orzo, latte di asina, il pomodoro Riccio Tortél Dóls, la prugna Zucchella, l’uva Fortana e il lambrusco, miele.

La piazza, il mercato, è incontro di idee, dove le diversità complementari, i produttori stessi erano gli scopritori dei prodotti dell’altro, confronti di passioni, lavoro e capacità.
A farla da padrone per le strade di Gaiole in Chianti i trattori Landini e Lamborghini degli anni 30 e 50 con il loro brontolio, non sono mancati laboratori per i più piccoli, musica e ballo: una festa vera.

Le logiche economiche e di marketing dei grandi numeri sono lontane da questo modo di fare agricoltura, ma la commercializzazione dei prodotti è necessaria e può essere penalizzata proprio a causa dei piccoli numeri, per tanto la prossima apertura a Parma del primo negozio Rural è un evento atteso.

Per informazioni:
Sede Rural Festival, Parco Barboj di Rivalta Lesignano de’ Bagni – Parma
Web: www.rural.it

Foto di Maria Luisa Bruschetini

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