Roma, a Trastevere torna a splendere l’Ospitale Santa Francesca Romana

Un angolo nascosto di Trastevere che si rivela dopo tanto tempo. La chiesa medievale di Santa Maria in Cappella
e l’Ospedale Santa Francesca Romana risorgono sorgono all’antico splendore e tornano alle origini di ricovero per pellegrini, oggi anche moderni, con un hostel. Tutto grazie alla Fondazione Santa Francesca Romana e alla famiglia
Doria Pamphilj Floridi, discendente dei proprietari originari della villa.

Qui, infatti, sorgeva la residenza con cappella privata, la chiesetta appunto, di uno dei personaggi più ambigui e famosi di Roma: Donna Olimpia. All’epoca questa zona sul lungotevere era aperta campagna e i giardini digradavano verso il fiume, in un maestoso possedimento. Ora il cortile fa da tramite per le varie destinazioni delle ali della costruzione, mentre la piazzetta davanti è diventata un luogo ideale per le esposizioni di arte contemporanea.

Per volere della Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj e suo marito Don Massimiliano Floridi, storico dell’arte, l’antico Ospitale di Santa Francesca Romana è diventato un luogo di aggregazione e socialità, con il ricovero di persone anziane bisognose, l’apertura a maggio di Eitch Borgo Ripa, un nuovo ostello per giovani, con un bando per artisti contemporanea, MEMORIE#CONFRONTI.

Al momento è visitabile la mostra MEMORIE#ESTASI, dedicata alle sante che hanno avuto visioni celestiali e consacrato alla loro vita alla carità, mentre nella piazza c’è una scultura di Paola Romoli Venturi, ispirata al cuore, altro tema conduttore dell’esposizione.

Già nel Trecento in questo luogo di Trastevere, affacciato sul fiume, esisteva una chiesa di Santa Maria in Cappella: vicina al porto di Ripa Grande, divenne sede di un Ospedale voluto dalla famiglia Ponziani. Fino alla nascita del nuovo ospedale ottocentesco, infatti, la navata nord della Chiesa è stata destinata al ricovero dei pellegrini, poveri e ammalati che si riversavano in città.

All’epoca non era insolito che le chiese fossero anche luoghi di cura e accoglienza e proprio in questo scenario
operò una donna molto legata a questo luogo, Santa Francesca Romana, che volle proseguire la tradizione del suocero Ponziani, dedicandosi agli infermi negli ospedali.

Nei secoli, la dimora ha subito molti cambiamenti, fino a diventare proprietà di Donna Olimpia nel Seicento e villa di lusso in seguito. A metà del XIX secolo nacque il nuovo ospedale, realizzato grazie a un cospicuo lascito del cavalier Carlo Doria Pamphilj Landi. Nel 1857 il nipote ed erede, principe Filippo Andrea V, destinò alla realizzazione dell’ospedale la proprietà a Ripa, allora costituita da casino nobile, due giardini, due orti, magazzini, granai, fontane e una abitazione presso la Chiesa di Santa Maria in Cappella. Il suo intento era quello di dare continuità alla vocazione caritatevole del luogo dove nel XIV secolo si trovava già l’ospedale voluto da Santa Francesca Romana.

Nel maggio del 1859, su volontà dei Principi Doria Pamphili, le Figlie della Carità giunsero a Santa Maria in Cappella per gestire l’ospedale dedicato agli anziani inabili al lavoro proficuo. Con atto di fondazione del 1 dicembre 1971, l’erede proprietaria dell’immobile Donna Orietta Doria Pamphilj unitamente al marito Frank Pogson Doria Pamphilj, hanno poi costituito la Fondazione Ospizio, con dotazione alla Fondazione stessa dell’immobile costituente la Casa, nonché della Chiesa di Santa Maria in Cappella. È nata così la Casa di Riposo S. Francesca Romana, con sede in Roma, Vicolo Santa Maria in Cappella, 6: un’istituzione privata di assistenza e beneficenza che ha il nobile scopo di provvedere al ricovero, mantenimento e assistenza di persone anziane. Tuttora ne sono ospitate 45. Da qui è nata l’idea di far socializzare le persone di varia età e creare spunti culturali che possano stimolare la curiosità di tutti.

Per la prima possibilità, è stato concesso lo spazio che affianca l’Ospitale per la costruzione di un nuovo tipo di ostello, adatto ai giovani. Marco Scaffardi, imprenditore del gruppo Eitch, ha valorizzato questo luogo con
la realizzazione di Eitch Borgo Ripa: aprirà le porte a maggio e sarà adatto ai giovani che cercano una struttura
chic ma a basso costo. Come è tradizione degli ostelli, disporrà di un dormitorio con letti a castello in comune, per un totale di duecento posti letto divisi in due palazzine, e molti servizi apprezzati dai moderni viaggiatori:
reception aperta 24 ore su 24, wi fi, colazione compresa nel prezzo, prese usb, cassette di sicurezza, vanity kit,
biciclette, navette per l’aeroporto e desk per la prenotazione di biglietti e tour della città.

Il nuovo hostel si affaccia sullo splendido giardino con alberi secolari e erbe aromatiche e con le terrazze che si affacciano su Trastevere e Aventino: questo spazio sarà usato anche per eventi di teatro e musica ed è usufruibile anche dai residenti anziani dell’Ospitale, creando così le base per la socializzazione tra generazioni.

Al centro del giardino sarà ricollocata la fontana della Lumaca di Bernini, attualmente alla Galleria Pamphilj. La fontana fu voluta da Donna Olimpia, che fece costruire la villa e il giardino delle Delizie nel 1650. Inesorabilmente la Pimpaccia, con il suo spirito anticonformista e da imprenditrice, gravita sopra la zona. Olimpia Maidalchini, nata in un paese del Cimino, era molto ambiziosa ed è passata alla Storia come una manipolatrice traffichina. Sposò Pamphilio Pamphilj, fratello del papa Innocenzo X, che si dice fosse succube alla cognata. Di certo, lei accumulò denari e proprietà, dal palazzo di famiglia a Piazza Navona alla villa sul lungotevere. Inoltre, Olimpia è uno dei fantasmi di Roma, almeno così si dice, e vaga su una carrozza lanciata a tutta velocità su Ponte Sisto, cercando di mettere in salvo i suoi immensi denari subito dopo la morte di Innocenzo X.

Nel restauro, dopo anni di abbandono, danni e furti, della chiesa di Santa Maria in Cappella sono state scoperte moltissime sorprese, come racconta Don Massimiliano Floridi. Come una lapide all’ingresso datata 1090 e che spiega la volontà del papa dell’epoca, Urbano II, di fare in questo luogo il primo concistoro, essendo vicini all’isola Tiberina: il pontefice fece portare qui sacre reliquie dei primi Santi della Chiesa, San Pietro, San Ippolito, San Felice e San Callisto, che oggi sono state ritrovate all’interno dell’altare medievale. Un ritrovamento di grande valore storico, religioso e artistico.

Inoltre, al lato della porta d’entrata si trova una croce in mosaico: fu commissionata da Urbano VIII Barberini a Francesco Borromini, allora giovanissimo artista, per la Porta Santa del giubileo per festeggiare l’altare del Bernini in San Pietro, nel 1625 ( e infatti riporta le famose api dello stemma della casata). Il Papa
successivo, proprio Innocenzo X, demolì la Porta Santa e regalò la croce a Donna Olimpia, che la mise nella sua
cappella privata.

Oggi all’interno della chiesa si svolge la mostra MEMORIE#ESTASI, fino al 3 aprile 2017, dove viene celebrata
l’accoglienza che da sempre contraddistingue l’Ospidale. Il tema prescelto è l’amore ascetico e caritatevole, con
al centro il cuore, sintesi di tutte le forme di amore. Attorno alla rappresentazione di Santa Francesca Romana
sono raccolte figure di Sante che hanno condiviso l’estasi dell’amore divino e testimoniato con le loro opere l’amore caritatevole nei confronti di poveri e malati. All’esterno, sulla piazzetta, invece si trova l’installazione in acciaio e pietra “Memorie: Manin Memory, by heart, par coeur” dell’artista romana Paola Romoli Venturi. Questa opera fa da congiunzione tra l’arte antica e quella contemporanea che sarà spesso esposta in questi spazi.

A questo proposito, il Trust Floridi Doria Pamphilj ha indetto il primo premio MEMORIE# finalizzato alla commissione di un progetto per la valorizzazione dell’arte contemporanea: ogni anno si promuoverà un’opera su un tema che coinvolga la collezione e i luoghi della famiglia Floridi Doria Pamphilj. Il tema della prima edizione è MEMORIE#CONFRONTI, il bando è destinato ad artisti di ogni età e nazionalità e alla fine l’opera prescelta sarà esposta nella residenza familiare Campocatino, a Guarcino (FR): per informazioni e iscrizioni www.premiomemorie.it. In questo modo l’arte diventerà un filo conduttore di memorie con il ritrovato Ospitale e la chiesa Santa Maria in Cappella a Trastevere.

Info: www.florididoriapamphilj.it www.eitch.com/ripa
Foto: www.florididoriapamphilj.it, Marcello Leotta

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