Roma, a casa di Giorgio De Chirico per scoprire la sua arte

La bottiglia del suo liquore preferito è ancora lì, sul carrello, come se lo aspettasse. In tutta la casa museo a piazza di Spagna a Roma sembra che Giorgio De Chirico stia per entrare, magari dopo essere stato a bere l’aperitivo preferito al bar in piazza del Popolo, come ogni giorno.

La poltrona con il cuscino un po’ liso è ancora davanti al televisore, uno dei primi esemplari a colori, l’argenteria è esposta in sala da pranzo, e il letto, piccolo, quasi monacale, è fatto. Lo studio è proprio come lui l’ha lasciato: i colori sulla tavolozza, il camice appoggiato
su una sedia, i talismani appesi alla grande tela che aveva cominciato a lavorare, un minuscolo segno rosso è lì a ricordarlo. Il tutto con una vista mozzafiato sulla Barcaccia e su piazza di Spagna.

La casa museo della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico è uno dei tanti segreti di Roma, uno dei luoghi poco conosciuti. Eppure il grande artista del Novecento qui visse per trent’anni, al quarto piano del seicentesco Palazzetto dei Borgognoni, a piazza di Spagna numero 31, che oggi
ha una sobria entrata.

Appena varcato il portone, però, appare la scultura dedicata a Ettore e Andromaca e subito si viene proiettati in quella che fu l’arte e il talento di questo straordinario artista. Quando De Chirico venne a vivere in questo vasto appartamento con terrazzo lo trovò in condizioni pessime: racconta nelle sue memorie che dovette ripulirlo da scarafaggi e insetti di ogni tipo.

Oggi è un susseguirsi di saloni con i mobili scelti dal pittore, i grandi divani bianchi, la tavola da pranzo, i tappeti un po’ consunti, le lampade a stelo, i tavolini bassi e persino il carrello dei liquori sono tutti in stile anni Sessanta. Un po’ come se il tempo si fosse fermato.

Eppure l’artista qui visse e lavorò fino alla dipartita, avvenuta nel 1978 a novant’anni, e dopo di lui ci abitò fino al 1990, quando morì, la seconda moglie, Isabella. E stata proprio lei
a volere questa fondazione privata che cura la casa, dispone delle visite guidate e soprattutto promuove l’arte di De Chirico.

Infatti, dovunque alle pareti e sui mobili ci sono le opere del pittore: una carrellata impressionante sul suo lavoro, che ha lasciato il segno nell’arte moderna. Non solo la metafisica, ma anche dipinti di nature morte, che il Maestro chiamava “vite silenti”, ritratti dell’adorata Isa e sculture. Un vero museo che cambia allestimento durante l’anno, anche perché Giorgio De Chirico fu molto prolifero e sono rimasti parecchi quadri e altre opere.

La guida che porta in giro per le eleganti stanze ha un aneddoto da raccontare per qualsiasi dettaglio, rendendo ancora più interessante la visita a questa speciale casa. Ad esempio, ricorda come sbocciò l’amore per Isabella Pakszwer, una polacca di origine ebrea: nel 1930 a Parigi, De Chirico, al tempo già sposato con la russa Raissa, invitò la vicina, appunto Isa, ad una cena esclusivamente perché erano in tredici a tavola, fu un colpo di fulmine e alla fine lasciò la prima moglie, con cui i rapporti non erano più idilliaci da tempo, e sposò colei che divenne modella, compagna, promotrice della sua arte, per il resto della lunga vita.

Quella della scaramanzia è una costante della vita e della casa del pittore: era molto superstizioso, al punto di uscire solo se aveva con sé una catena di cornetti allacciati ai pantaloni, mentre dietro le tele da dipingere nel suo studio c’è ancora un vero armamentario anti sfortuna, dal ferro di cavallo ad altri talismani.

Anche Isabella condivideva con il marito questi riti portafortuna, ancora sul suo comodino c’è un cornetto ben visibile. Proprio le camere da letto sono un’altra sorpresa di questo appartamento:
si sale di un piano e subito appare la stanza di Isabella, con un’impronta femminile netta, con
la finestra panoramica, con i grandi armadi bianchi e il copriletto rosso con gli angioletti: una sua passione, gli angeli infatti si trovano dovunque in questa casa, accanto ai quadri del marito, ai lati del cammino, giù in salone, sospesi sopra le porte.

Proprio di fronte, c’è la stretta e lunga camera del pittore, un letto singolo spartano, una libreria,una scrivania, tutto in bianco, e la stessa veduta panoramica della moglie: si dice che i due dormissero separati perché lui era abituato a fumare il sigaro fino a tardi.

Oltre il corridoio e una piccola scala che porta al terrazzo, chiuso ai visitatori, ma con una vista meravigliosa su piazza di Spagna, c’è il cuore della casa: lo studio del pittore. Le finestre serrate, perché la luce doveva provenire solo dal lucernaio, una scrivania, i ricordi personali, come un ritratto della madre e una foto del fratello, qualche souvenir un po’ kitsch, in particolare di Venezia, città da lui molto amata, le cornici che sceglieva personalmente, la grande tela pronta ad essere trasformata in arte, così come i pennelli, i colori e i carboncini.

De Chirico era legato a questa casa. Arrivò qui, dopo essere vissuto in 21 luoghi diversi, anche in città e Paesi lontani. Era nato nel 1888 in Grecia, nell’isola di Volos, dove il padre ingegnere era impegnato nella costruzione della ferrovia Atene-Salonicco, posti mai dimenticati, i suoi ricordi di infanzia affiorano spesso nei quadri.

Alla morte del papà tornò in Italia con la madre, nobildonna di Genova, e il fratello, che prese da adulto lo pseudonimo di Alberto Savinio, artista, musicista e scrittore anche lui. De Chirico arrivò definitivamente a Roma nel 1944, dopo un lungo girovagare tra città europee e un soggiorno a New York, e risiedette nella casa di Piazza di Spagna dal 1948, all’età di sessant’anni.

“Dicono che Roma sia il centro del mondo e che piazza di Spagna sia il centro di Roma, io e mia moglie, quindi si abiterebbe nel centro del centro del mondo, quello che sarebbe il colmo in fatto di centrabilità ed il colmo in fatto di antieccentricità”, scrive nelle sue Memorie.

Una zona da sempre frequentata da artisti, via Margutta è a pochi passi, così come via del Babbuino con le gallerie e dove abitarono nel Seicento Artemisia Gentileschi e Caravaggio.

Grazie al lascito della vedova, casa de Chirico è accessibile al pubblico. Inaugurata il 20 novembre 1998, anniversario ventennale della scomparsa del Maestro, offre un’occasione unica per scoprire il mondo privato, la quotidianità dell’artista e della sua famiglia, compresa la governante Vincenzina, e la sua straordinaria arte.

Info e prenotazioni http://www.fondazionedechirico.org/

Foto di Sonia Anselmo e Manola Pulizzi

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