Langhe, andar per vigneti, noccioleti e resort

In Piemonte una destinazione tanto raccontata che sa di vino, nocciole, tartufi e ottimi formaggi, sono le Langhe. Il monitoraggio organizzato da ENIT Agenzia Nazionale del Turismo, registra per l’estate 2018 un aumento del turismo enogastronomico e tra le mete più gettonate eccoli i viaggi in Piemonte tra le colline delle Langhe, alte o basse che siano.

Andar per cantine e malghe non è più solo per pochi, ma tra i desideri dei molti, tanto da indurre i tour operator a inserire itinerari di bontà nei propri pacchetti turistici.

La Langa più famosa per i vigneti del Barolo è la Langa collinare che degrada verso il Tanaro. Questi colli “lang -lunghi” concatenati l’un l’altro, sono segnati da strade vivaci e ondulate che seguono i crinali per collegare i centri abitati per lo più collocati sulle creste dei dolci rilievi, una costruzione di paesaggi spettacolare in cui spuntano torri di castelli e fortezze, campanili e cappelle rifugio per pellegrini.

In questi su e giù nell’intrecciarsi dei declivi soleggiati, vigne ordinate allevate in controspalliera di Barolo, Nebbiolo d’Alba, Barbera d’Alba, Dolcetto si accompagnano a noccioleti di nuovo impianto della varietà “Tonda Gentile”, la prima e unica nocciola IGP d’Italia.

Uno dei più interessanti centri storici della Langa è Monforte d’Alba, ufficialmente entrato quest’anno a far parte di “I Borghi più belli d’Italia”, ma già noto nella seconda metà del 1800 per la sua gastronomia. Raggiungere Monforte con i mezzi pubblici non è semplice: in Langa un mezzo proprio è vitale per esplorare, conoscere e gustare.

In questo Comune, nella tenuta “San Sebastiano”, nel 2013 si è attuato un progetto di recupero del territorio che ha preso il nome di “Réva Vino&Resort”, una struttura di accoglienza turistica ben inserita tra colline e vigneti. Dopo aver scavallato colli dopo colli, arrivando da Bra o da Alba, da Asti o da Cuneo, un buen ritiro è quello che si desidera ed è quello che qui si trova finalmente: eleganza e raffinatezza, staff giovane e motivato a gestire la proprietà secondo i più attuali concept di marketing strategico ed esperienziale.

Tutto ciò che ci aspetta in Langa, al Réva c’è: la cantina con percorso degustazione da 3 a 4 vini, tra Barolo, Barolo Ravera, Barbera Langhe Superiore, Nebbiolo d’Alba, Langhe Bianco Grey, Dolcetto d’Alba, “Fre”, il ristorante con cucina del territorio rivisitata dal giovane chef Paolo Meneguz, ma fedele ai piccoli fornitori dei prodotti locali e alla lotta antispreco.

C’è pace e relax, perché tempi buoni e sereni qua sono possibili, a iniziare dal guardarsi intorno: il rigore delle colline coltivate a vigne, induce all’ordine dei pensieri da allineare in disegni armonici e precisi. Come quelli delle dodici camere arredate con cromie tranquille di legni e tessuti in cui gli intensi colpi di colore sono affidate alle opere di arte contemporanea che occupano le pareti.

I complementi d’arredo sono un richiamo al territorio, finestre stabilmente aperte sulle abilità artigianali delle Langhe, pur nella modernità concettuale del design dei singoli oggetti. Rigenerare il corpo dopo tanto vagare è d’obbligo, non solo possibile: all’aria aperta su due ettari di green con le nove buche dell’Executive Pich and Putt, o in piscina vista vigne o in quella interna nella SPA dove trasformarsi in perfetti cultori del benessere. Bagno turco, sauna finlandese, piscina con idromassaggio e getti d’acqua, possono essere momenti da dedicarsi con immancabile pausa tisana.

Testo e foto di Loredana Fumagalli

Info: www.revamonforte.it

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