Torino tra brividi, mistero, arte, normalità, Caravaggio e Titanic

Non possiamo immaginare un anno migliore per Torino. Questo è senza dubbio un anno d’arte ricco, tra musei, musica e moda per il capoluogo piemontese. Gli abitanti di questa città hanno capito tutto dalla vita e la prima sensazione che ammanta l’immaginario collettivo è questo contrasto tra la sua ricca e nobile cornice e la normale quotidianità della gente.

Passeggiando tra le vie del centro, nato verso il III secolo a.C., ogni singolo luogo rimanda ad uno specifico evento, in questo comune riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Piazza San Carlo con il simbolo di questa antica residenza sabauda permette di ammirare i classici portici d’epoca pensati per le passeggiate dei nobili nei lunghi e rigidi inverni. Il Parco del Valentino, che cela al suo interno il borgo e la rocca medievale, una vera e propria macchina del tempo che ci trasporta nei vicoli, botteghe e personaggi del luogo, e sino al 25 giugno l’esposizione Titanic: the artifact exhibition; prima assoluta italiana dedicata al maestoso transatlantico che durante il suo viaggio inaugurale nel 1912 attraverso l’oceano Atlantico, affondò a causa della collisione con un iceberg. In mostra pezzi autentici del Titanic, oggetti originali dei passeggeri nonché una vera parete di ghiaccio, il tutto a ricreare quella suggestione percepita in numerosi film, mai provata realmente.

La Mole Antonelliana, ulteriore simbolo della città cosiddetta “dei quattro fiumi” custodisce il museo del cinema, unico del genere nella penisola, ed in meno di un minuto grazie all’ascensore panoramico si può raggiungere il tempietto della mole, 85 metri di altezza, per ammirare la vista sino alle Alpi.

Invece al Museo Egizio da marzo a settembre 2017, possiamo trovare una mostra incentrata sulla figura di Ernesto Schiaparelli, e la sua importante attività di egittologo, dal ritrovamento della tomba di Kha, perfettamente intatta ed ora esposta nel museo, e la sua carriera (sino alla direzione della galleria stessa).

Il soverchio mistero di Piazza dello Statuto, che si contrappone a Piazza Castello, è la chiave di lettura di tutta la gente che popola questa città settentrionale; la città nera con quella bianca, e nello specifico la fontana del Frejus con il genio alato che abbatte alcuni titani, ove molti vedono nelle statue raffiguranti questi ultimi la sofferenza degli uomini che lavorarono alla costruzione del traforo, quindi un memoriale in onore ai caduti ed ogni singolo masso proveniente proprio dagli scavi del traforo ha la sua dignità; mentre il piccolo obelisco, con l’astrolabio alla sua sommità, che si dice sia il vertice del triangolo della magia nera (tra Londra e San Francisco) situato all’occidente, ovvero dove tramonta il sole e cominciano le tenebre, è in eterno conflitto col luminoso Palazzo Reale in Piazza Castello, epicentro dell’energia positiva del noto triangolo della magia bianca tra Praga e Lione. La luce contro le tenebre, e da questa eterna lotta è l’umanità che vira verso un mondo rassicurante, la fede.

Il Duomo di Torino ne è l’emblema per eccellenza, custode della sacra sindone sin dal 1578 per volontà dei Savoia e dunque storia, ma anche scienza e religiosità.
Ed ancora, l’emozione del colore nell’arte, da Kandinsky a Paul Klee e Giacomo Balla, da marzo a luglio 2017, tra la Galleria d’Arte Moderna ed il Castello di Rivoli, mentre a Venaria Reale sino ad ottobre Caravaggio Experience, uno spettacolo suggestivo per un approccio particolare e contemporaneo con l’artista Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio, attraverso un sofisticato sistema di multi proiezione, musiche e fragranze, per immergerci totalmente in questa nuova esperienza sensoriale nell’arte del maestro del Seicento.

Sempre presso la Reggia di Venaria Reale “jungle” l’immaginario animale nella moda, non solo accessori o abiti animalier (ovvero i diversi modi in cui la moda rielabora manto e forme animali) e poi festival della musica da Fiorella Mannoia a Robbie Williams, da Ariana Grande a Francesco Gabbani, passando per i Gogol Bordello, Tiziano Ferro e Alvaro Soler, i mercatini nel Borgo tra saldi e vintage ed il famoso Gran Balon, senza dimenticare l’immancabile merenda reale (un tuffo in questo rito della città sabauda nato nel XVIII secolo a corte, ogni weekend) nata per calmare l’appetito dei nobili tra pranzo e cena, dunque una dolce tradizione gastronomica, oltre al jazz ed al teatro, sino alla navetta gratuita per il Castello di Rivoli sempre da marzo a ottobre.

Ed è una bella lezione, quella che abbiamo imparato dal rivoluzionario Caravaggio, ovvero non conta quello che si dipinge, osservando e copiando la natura, ma conta lo sdegnare le convenzioni, accettare la realtà. Conta lo sguardo degli uomini, che osservano e “sentono”.

Il salone dell’automobile, la mostra del libro, arte pratica e pragmatismo, fanno da contrasto ai palazzi reali, alle maestose piazze ed ai luoghi sacri, custodi di reliquie. Tutto questo splendore è solo una cornice, ma è il quotidiano che merita il nostro rispetto e la nostra ammirazione.

Testo e foto di Maurizio Barbato

Info: www.guidatorino.com

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