Galatina, ritmo della taranta, tradizioni e bellezze naturali

“Il ritmo ed il battito della pizzica taranta” è un contatto epidermico con la cultura e realtà del Tarantismo, di quel mondo di cui era espressione e che ancora oggi risuona dentro. La rievocazione storica della Taranta si è svolta a Galatina (Lecce) nei giorni delle festività dei Santi Patroni Pietro e Paolo, tra il 27 e il 30 giugno 2017.

Assolutamente sbagliato pensare che si tratti di un’interpretazione di quello che è stato il tarantismo. Innanzitutto per i galatinesi sono i giorni della festa patronale, con la processione, la Chiesa Madre dedicata a San Pietro aperta e preparata per la celebrazione, le luminarie e la fiera. Affianco alle celebrazioni ufficiali, il sentimento popolare, tradizionalmente, manifestava un altro rito, legato al tarantismo che aveva e ha nella piccola cappella, dedicata a San Paolo,la sua meta devozionale.

La tradizione si è trasformata, ha subito un fenomeno di “carsismo” per riemergere nei gesti e nelle parole delle persone comuni, in questo clima si innesca la Rievocazione storica. Il centro storico di Galatina è calamitato dall’esuberante chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Per quanto si possa essere assorti dai vividi affreschi di Santa Caterina, si rimane sorpresi per la signorilità dei palazzi galatinesi dalle facciate ornate in pietra leccese.

Gioielli e straordinarie singolarità si ammirano nella Chiesa Madre, come una rarissima icona posta nel retro dell’altare maggiore e il soffitto affrescato. Il recente restauro ha rivelato l’originalità dell’opera, che ha posto una sfida per il suo stesso recupero. Le pitture sono su carta e non affreschi, per la prima volta i tecnici si sono trovati a intervenire su una superficie così vasta su questo tipo di supporto. Infine l’operazione di restauro ha raggiunto il suo scopo. Nella navata di sinistra, si ammira la notevole la statua della Madonna realizzata Sanmartino.

Galatina vale il viaggio in ogni periodo dell’anno, nei giorni delle feste patronali con l’occasione della Rievocazione storica, merita fermarsi almeno per qualche giorno. Il programma della manifestazione voluta e messa in atto dell’Associazione Club UNESCO per Galatina, sceglie le performance artistiche per far comprendere il tarantismo.

Nel cortile di Palazzo Tanza, Simona Indraccolo e l’Orchestrina terapeutica hanno fatto rivivere la terapia domiciliare. Nel volto del pubblico, il passaggio dallo scetticismo, alla curiosità al coinvolgimento profondo è stato fulmineo, grazie all’intensità e bravura degli artisti. È arduo definire il momento imperdibile de”Il Ritmo ed il Battito della Pizzica Tarantata”, ogni rappresentazione aggiunge un aspetto, arricchisce l’immaginazione, imprime un’emozione. Tra il Duomo e il castello Castriota Scanderbeg arrivano i carretti con i tarantolati, ossia ,i ragazzi e ragazze de Lu laboratorio Santu Paulu, per rendere grazia a San Paolo,in un attimo la piazza trabocca di pathos. La minuscola sagrestia della cappella San Paolo è arsa dalla performance sulla base di musiche ossessive tra il tribale e l’elettronica. La partecipazione spontanea delle Ronde, gruppi di tamburellistiche disposti in cerchio, creano lo spazio e la musica per i ballerini e fanno vibrare l’aria. Si dice che i salentini il ritmo del tamburello lo abbiano nel sangue, non lascia dubbi la concentrazione e l’abilità di bambini che muovono le mani in volo ritmico.

Il Convegno scenico è la giusta commistione tra performance e informazione, dance talk show dal vivo, diretto dal Maestro Toni Candeloro che sul tema della Taranta ha intessuto uno spettacolo di danza e musica e parole, dove i musicisti, danzatori si sono integrati con le riflessioni studiosi del fenomeno.

Quasi in un angolo della piazza principale la Cappella San Paolo. Poche panche, in uno spazio ristretto, dove si fermano turisti in cerca di riposo, devoti in preghiera, persone del luogo, che con velata reticenza iniziale,raccontano memorie familiari di tempi lontani. La Cappella fu fatta costruire dai proprietari del Palazzo Tondi, ancora oggi è privata, qui si intrecciano i riti sacri e profani del tarantismo, il pozzo dall’acqua sanificatrice all’altare.

Orchestra Popolare di Puglia, diretta da Claudio Prima, ha ospitato sul palco Maria Mazzotta e Raiz, inondando il pubblico di musica mediterranea. La Mediterraneità, la tradizione condivisa, la stessa nella quale affondano le radici, il tarantismo e il Salento.

Galatina è la base per partire alla scoperta del Salento, tra l’uno e l’altro mare. A meno di un’ora di auto, si può arricchire l’esperienza salentina con belle spiagge e camminate. Vicino all’arcinota Gallipoli, la Riserva Naturale di Porto Selvaggio, con belle passeggiate nella macchia mediterranea e per i più comodi, il servizio navetta che accompagna fino alla riva.

Altro luogo balneare che offre una visione diversa dal Salento marino è Torre Suda, frazione di Racale (Lecce). Piccolo borgo formato in larga parte dalle seconde case di salentini limitrofi, dove si respira un turismo familiare,quasi rituale.

Sull’altro mare, da Punta Palascia o Capo d’Otranto, il punto più est della nostra Penisola, una camminata tra paesaggi rurali, con masserie, greggi al pascolo e tuffo a mare a Porto Badisco. La difficoltà è minima, pertanto godibile per molti senza sforzo anche per chi sia fuori allenamento.

Una curiosità sul confine dei due mari, tra l’Adriatico e lo Ionio. Tradizionalmente si dice che a Santa Maria di Leuca si incontrino i due mari, e così appare. La demarcazione geografica è posta al Faro d’Otranto, mentre presso il 40° parallelo nord presso Castro segna il confine marittimo tra Mare Adriatico e Ionico.

Info:

“Il Ritmo ed il Battito della Pizzica Tarantata” :http://www.clubunescogalatina.it/

Trekking http://www.giuncoweb.org/

Nota

In estrema sintesi, per avere una linea guida della manifestazione, è necessario introdurre il “Tarantismo classico”. Quando una persona, in genere, donna di bassa condizione sociale, manifestava stati d’inquietudine e momenti d’indolenza, si riconosceva in questo le conseguenze del morso della taranta. La terapia prevedeva due fasi, una domiciliare e una presso la cappella di San Paolo nel giorno della festività. L’attuazione della cura consisteva nell’intervento a domicilio di musicisti capaci di creare la terapeutica alchimia sonora. La Tarantata ballava, si muoveva, talvolta in maniera convulsa e violenta, fino a cadere sfinita. Nel giorno di San Paolo, chi per rendere grazia per la completa guarigione e chi nella speranza di ottenerla, i tarantati si recavano nella cappella di San Paolo, che si trova vicino alla chiesa madre nel Palazzo Tondi e là veniva ripetuta la terapia musicale.

Foto di Maria Luisa Bruschetini

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