Riga, dove la musica è ad ogni angolo

Riga è uno dei posti più belli al mondo, per me, soprattutto perché ci guadagno: scriveva così Richard
Wagner alla moglie Minna. Togliendo la battuta sui soldi, il compositore tedesco aveva ragione.

La capitale della Lettonia, o meglio Latvia, è un gioiello spettacolare di meraviglia, perfettamente custodito. E’ anche una città di musica.

Ogni angolo, dal centro storico al grande parco Bastelkalna, che la divide in due, tra il vecchio cuore
e i quartieri Art Noveau, fossati e canali, risuona di note, spesso improvvisate, ma sempre di qualità elevata.

Wagner ne deve essere stato felice: visse qui per due anni, dal 1837 al 1839, in una casa sulla Kaleju iela, la via principale, lavorò come direttore del teatro dell’Opera Nazionale Lettone, dovette, però, fuggire inseguito dai creditori. Insieme alla moglie e al cane di grossa taglia dovette aspettare un veliero sul mar Baltico che accettasse il suo amico a quattro zampe, prima di riuscire ad andarsene, al punto che la nave gli ispirò “l’Olandese volante”.

Riga, però, non ha dimenticato il grande artista, al punto che si organizzano visite guidate sulle sue
orme e dove non si può non passare per il Teatro dell’Opera, un’istituzione amatissima e famosa ovunque.

La città, in un Paese con un panorama di ben un milione di canzoni folk, ha una solida e antica tradizione legata alla musica, sotto ogni forma, e un’ampia popolarità internazionale per quanto riguarda i cori e la lirica. Durante la stagione dei concerti, il Teatro è preso da assalto da appassionati da tutto il mondo, tanto che è difficile trovare una serata che non sia sold out.

Immerso nel verde e tra i fiori del parco, è un edificio neoclassico tra i primi ad essere ristrutturato
dopo la fine del regime sovietico, tratto identificativo di quanto gli abitanti di Riga ci tengano alla loro istituzione. E’ anche sede del Balletto della Lettonia e da settembre a giugno qui si celebra la musica sotto ogni forma: un cartellone invidiabile tra lirica, capolavori antichi e moderni, spettacoli per bambini, classici internazionali, composizioni originali, danza e spettacoli per bambini e ovviamente non mancano gli omaggi a Wagner.

Lo spazio esterno e il parco, poi, vengono usati per festival di ogni genere, soprattutto durante l’estate, e ci
si può imbattere in gare di cori di ragazzi provenienti da scuole di tutto il mondo, una delle tradizioni lettoni più seguite. Ma non solo. Girando per Riga, ci si imbatte spesso e volentieri nelle sette note.

Un trio di adolescenti suona rock sul ponte del canale, vicino all’altissimo e simbolico monumento alla Libertà, ottenendo applausi entusiasti dalla folla per il concerto improvvisato. Un bambino prova il suo sassofono
all’angolo di Kalku iela, poco più in là una ragazza inforca il suo violino e lancia note melodiose, mentre una signora pizzica le corde di un kokle, antico strumento lettone che assomiglia a una piccola arpa e che fu
persino immortalato in una moneta locale e in un francobollo dell’ex Urss.

La sua musica è perfettamente calata nel luogo storico: si trova sotto la Porta Svedese, l’unica porta rimasta intatta dalle vecchie mura fortificate di Riga, vicina alla Torre delle Polveri, anch’essa unica sopravvissuta delle 18 torri, un tempo usata come deposito per la polvere da sparo e ora sede del Museo della guerra, e le ex caserme delle guarnigioni dei soldati.

Oggi la zona è un incanto acciottolato, pieno di negozi d’ambra baltica, caffè e ristoranti, mentre la musica del kokle risuona adeguata sotto l’arco e riporta in mente un’antica leggenda: qui passavano coloro che erano destinati alla pena di morte e il boia, che viveva nel palazzo d’angolo, ogni volta che doveva eseguire una condanna esponeva una rosa rossa sul suo balcone, mentre la strada attigua era nota per il rumore, perché ci lavoravano le prostitute.

Questo è il cuore antico di Riga che porta alle sue spettacolari piazze, alle chiese e ai palazzi curiosi, come quelli legate alle corporazioni. Come la Grande Gilda, anche queste non immune alla musica. Le sue sale trecentesche vengono usate per i concerti dell’Orchestra Filarmonica Statale della Lettonia e il parco adiacente è dedicato proprio alla Filarmonica.

Davanti, però, all’edificio, c’è una delle curiosità di Riga: la Casa del Gatto. Sulla cupola del tetto ci sono due gatti: la storia racconta che il proprietario della casa di fronte alla Gilda volesse entrare a far parte della corporazione che però era di tedeschi e non accettava i lettoni, per vendicarsi del rifiuto e come un gesto di sfregio, mise sul tetto le statue di due gatti neri che mostravano il didietro ai membri della gilda,
poi però il mercante ottenne giustizia, fu ammesso e decise di girare i gatti, facendo dare il muso al palazzo
di fronte.

Ancora oggi sono lassù, e sono diventati un simbolo di Riga, si trovano ovunque nei souvenir, insieme ad
un’altra emblema cittadino: il balsamo nero. E’ un liquore fortissimo composto di 24 erbe, fiori, succhi, radici e bacche, nato nel 1752 e associato a Caterina la Grande che guarì grazie a questo elisir durante una visita a Riga.
Ora viene usato come digestivo e amaro, da mettere nel caffè o sopra un gelato, proposto in tante varianti gustose, come quella con i ribes neri.

Se il balsamo è il sapore da gustare di Riga, la musica continua ad essere la gioia delle orecchie dei visitatori.
C’è persino un po’ di Italia, in questa colonna sonora improvvisata della città. Dagli amplificatori di un bar di fronte al duomo si susseguono le canzoni recenti di Adriano Celentano, poco più in là risuona Paolo Conte e il classico “Vieni via con me”, un duo di fiati vicino alla chiesa cattolica di San Giacomo, con uno dei campanili più alti di Riga dominato da un galletto dorato, e ai Tre Fratelli, tre dimore quattrocentesche appartenute
a tre mercanti di stile olandese, omaggia i turisti italiani con l’inno di Mameli.

E poi c’è Albano che sorride da una gigantografia con una bottiglia di vino in mano: l’artista pugliese, uno dei più amati nei Paesi ex blocco sovietico, questa volta non canta, quello è il suo ristorante, Felicità, dove si mangia e si beve con i prodotti della sua tenuta, proprio nel cortile antistante alla chiesa di San Giovanni.

Davanti all’entrata del ristorante si trova uno dei monumenti più celebri di Riga, la statua dei Musicanti (..ancora…) di Brema, copia del gruppo scultoreo ispirato alla fiaba dei fratelli Grimm e regalata dalla città tedesca alla capitale lettone, per ricordare il comune passato mercantile. C’è anche una delle tante leggende di Riga: se si riesce a toccare il muso del gatto su in alto, si avrà fortuna.

Gatti e musica sembrano una costante della città. Ma non sono da dimenticare le attività commerciali che hanno portato prosperità. Riga è stata una città anseatica e questo tratto si percepisce subito nei palazzi delle corporazioni, nelle piazze con le bancarelle che vendono lino e ambra, i prodotti principi dei Paesi Baltici, nel municipio super decorato, nelle tante e belle chiese, nel ponte sul fiume Duagava. Un piccolo gioiello di verde e architettura che seduce i visitatori anche attraverso la musica, colonna sonora magica di Riga.

Info: www.latvia.travel
Foto di Sonia Anselmo e Fiorella Corini

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