Pilsen in festa per la Liberazione tra emozioni, parate e gioia

Le ragazze sfoggiano acconciature, scarpe e abiti anni Quaranta, sono sottobraccio ai giovani vestiti in tuta mimetica, con tanto di fucile pronto a puntare, mentre i bambini si mettono in posa davanti ad una mitragliatrice.
Farebbero un po’ impressione se non fosse che a Pilsen si respira aria di festa.

La sfilata per commemorare la Liberazione del 6 maggio 1945 ad opera degli americani è un evento atteso un anno intero in questa deliziosa cittadina della Boemia dell’Ovest, ad un’ora di strada da Praga, in Repubblica Ceca.

Pilsen accoglie con gioia soldati di un tempo e ragazzi che si immedesimano nel passato, tra rock n’roll d’annata a tutto spiano, bancarelle di dolciumi e l’incessante sventolio delle bandiere ceca e statunitense. I drappi sono ovunque, enormi teli bianchi, rossi e blu, casualmente i colori di entrambi, che arredano gli splendidi palazzi del centro, triangoli colorati che scendono dall’alto come decori urbani nelle vie dello shopping o piccoli stendardi si agitano nelle mani di bambini.

E’ una festa di emozioni, ricordi e calore. Un grandissimo affetto accoglie chiunque partecipi alla parata dei carri armati e dei mezzi da guerra che sfila lungo i vasti viali che delimitano il centro città, mentre due aerei militari solcano il cielo. A bordo delle auto e dei camion c’è un po’ di tutto: coppie in abito vintage, soldati di ogni grado, bambini, cagnolini e persino neonati.

Ma sono i veterani i veri eroi del giorno: questi anziani signori in giacca e cravatta, che portano negli occhi quello che hanno provato in un’epoca ormai lontana, vengono super applauditi. Arzilli ex soldati che oggi, come allora, si sentono amati dalla folla, protagonisti di un momento indimenticabile. Chissà cosa passa nella loro mente, chissà quali ricordi affiorano risalendo su un carro armato e mettendosi in posa tra fiori e bandiere per la gente che tornò alla vita grazie a loro.

Deve essere qualcosa di eccezionale, al punto da spingerli a tornare ogni anno, a volte compiendo un lungo viaggio dagli Stati Uniti. La pattuglia americana di oggi sta diminuendo, a causa dell’età e della lontananza, i veterani
belgi, che parteciparono alla liberazione insieme alla Terza Armata statunitense, invece sono sempre presenti e attivi. Qualcuno ci ha lasciato anche il cuore a Pilsen, si è innamorato e poi sposato con una ragazza ceca.

Sono tutti eroi, anche il nipote del generale George Patton, che fa le veci del parente ormai nella Storia e che si sbraccia a salutare dalla macchina militare.

Ogni anno, ai primi di maggio, Plzen ospita questa festa che è anche una rievocazione storica, con migliaia di visitatori da tutto il mondo, e ripercorre gli eventi allegri seguiti alla liberazione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, questa zona era Protettorato di Boemia, appartenente al Terzo Reich: la Germania usava questa regione, a pochi chilometri dal confine, per le sue industrie, che servivano per fabbricare armi, carri armati e artiglierie, come nella fabbrica Škoda, nell’immediata periferia di Pilsen. Gli americani, insieme ai volontari alleati belgi, riuscirono a liberare la città.

Proprio quei giorni vengono ricordati ogni anno con la parata dove sfilano veterani e amanti della storia militare, immedesimati nei soldati dell’epoca. I tantissimi carri, camion, motociclette e auto sono il frutto della passione di questi cultori: alcuni mezzi sono originali, lasciati qui dagli americani e poi riusati dai sovietici, altri sono stati assemblati dai patiti collezionisti, a caccia di ogni pezzo in giro per l’Europa.

Gli automezzi si possono ammirare da vicino anche nei giardini municipali e nel parco Križíkovy dove sono ricostruiti nel dettaglio i campi militari nella quotidianità: tende, l’ospedale, i vari alloggiamenti, oltre che materiale di ogni genere, oltre alle armi.

Alla fine il parco diventa un museo a cielo aperto su quegli anni tragici e si ammirano molti dettagli, che magari
nella sfilata possono essere sfuggiti: come le pin up disegnate sulle fiancate dei camion, un orsacchiotto in versione combat sul radiatore, biciclette, scritte, adesivi. Tutto riporta agli anni Quaranta, in particolare gli abiti e le acconciature delle ragazze che passeggiano nei giardini o ballano al suono dell’allegro rock n’roll. C’è persino una mamma con il neonato in una carrozzina in vimini d’epoca. Il trionfo del vintage, che rende questa festa ancora più gioiosa e fa mettere da parte la sensazione di inquietudine che inevitabilmente si prova a pensare alla guerra.

Per scoprire meglio quello che successe qui nel 1945, c’è l’istruttivo Patton Memorial, vicino ai giardini e a
due passi dal centro di Pilsen. Inaugurato nel 2005 per celebrare il sessantesimo anniversario, il museo (www.patton-memorial.cz) è un interessantissimo spazio dove vengono spiegati nel dettaglio tutti i retroscena della guerra, l’avvicinamento degli americani con il raid aereo e il bombardamento dalla fabbrica Skoda e la liberazione.

Attraverso i cimeli si scoprono piccole e grandi storie umane, ma anche la vita del tempo con oggetti come i dischi, i pacchetti di sigarette e di chewing gum, le scatolette di cibo, le uniformi originali. Tra le tantissime memorabilia preziose, moltissime donate dai veterani, il berretto autografato del Generale Patton e alcune foto di Marlene Dietrich in visita ai soldati alleati accampati in Boemia.

In un angolo del museo un simbolico spazio con le sbarre e chiuso a chiave ricorda un altro duro periodo di Pilsen, sotto il regime comunista. Documenti, giornali e riviste del periodo totalitario dal 1948 al 1989 che raccontano come si tentò di nascondere il ruolo dell’esercito degli Stati Uniti. Ancora oggi, le persone cresciute sotto l’influenza sovietica ricordano che a scuola veniva insegnato che furono i soldati russi, travestiti con le
uniformi americane, a rendere libera la città dai nazisti.

Una favola di propaganda a cui oggi non crede più nessuno e che è stata smentita dal grande amore e partecipazione per la festa della Liberazione, che si è tornati a celebrare proprio dopo la fine dell’Europa dell’Est. Oggi, guardando i carri armati e la gente sorridente sfilare, si ha la sensazione che a Pilsen si festeggi la libertà due volte, una dai nazisti e l’altra dai sovietici.

Info: www.visitpilsen.eu e www.czechtourism.com
In collaborazione con www.czechtourism.com
Foto di Sonia Anselmo

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