Santuario di Bom Jesus do Monte e Braga tra simbolismo e religione

La scenografica scalinata sembra creare un merletto sul monte. Il Santuario di Bom Jesus do Monte, a pochi chilometri da Braga, nel nord del Portogallo è una tappa obbligata non solo per i pellegrini, ma anche per i visitatori che amano la storia, l’architettura e la natura.

Immerso nel verde, con i primi degli ottocento scalini che costeggiano alberi e piante, si trova in una regione famosa per la religione: oltre che ad essere sul sentiero per Santiago di Compostela, (la Spagna è a poco meno di un’ora d’auto) Braga è celebre per le sue 51 chiese, compresa la grande cattedrale, oltre che per i due santuari sui monti vicini.

Quello più noto è sicuramente il Bom Jesus, distante cinque chilometri da Braga, facile da raggiungere in auto
o con i mezzi pubblici. Una volta arrivati alla sua base, si può affrontare la lunga scalinata oppure scegliere
una delle più antiche funicolari del Portogallo, in attività dal 1882 e ancora funzionante con un ingegnoso
sistema ad acqua.

Qualsiasi soluzione si scelga per arrivare in cima, si viene sempre colpiti dalla maestosità e bellezza del luogo, dove regna il simbolismo in ogni angolo. Il progetto fu ideato da Carlos Amarante nel 1748, privilegiando lo stile neoclassico d’ispirazione italiana e la volontà di inserire la struttura perfettamente nell’armonia del paesaggio, un vasto parco molto amato dagli abitanti di Braga che vengono qui per i pic nic o per praticare sport.

La scalinata a doppia rampa, formata da 17 pianerottoli decorati da fontane e statue allegoriche, è usata dai pellegrini come segno di sacrificio prima di arrivare alla chiesa vera e propria. Ogni spiazzo, angolo, scultura, è volutamente teatrale per lasciare un senso di sorpresa.

La Via Sacra inizia con due colonne con attorcigliati altrettanti serpenti, che ricordano il peccato da espiare. A seconda di come si osservi il santuario dalla base si ha l’impressione di essere davanti ad un calice formato gigante, con i pianerottoli sul fondo bianco, le fontane decorate in granito e la chiesa al centro. Un altro simbolismo, stavolta con la religione al centro di tutto e con la purificazione da ottenere piano piano, ad ogni gradino.

Le allegorie, salendo o scendendo più facilmente le scale, sono davvero tante. Le prime fontane ricordano i cinque sensi, la seconda parte della scalinata è dedicata alle virtù, Fede, Speranza, Carità e Misericordia. Lungo
il sentiero fatto di ampi gradini, che vengono percorsi anche da chi fa jogging, ideali per un allenamento nella natura, si trovano ad ogni piano alcune cappelle con all’interno statue realistiche sulla via Crucis di Gesù.

Una volta sul sagrato, compiuto il sacrificio, ci si affaccia su un panorama mozzafiato su Braga e dintorni, oltre
che sulla scalinata, i giardini e la funicolare. Qui si sta sotto l’occhio vigile di otto statue di figure bibliche che parteciparono alle ultime ore di Gesù, come Giuseppe d’Arimatea.

L’interno della chiesa è sobrio e ampio, salvo l’altare davvero originale: creato come fosse un palcoscenico, con tanto di quinte, mette in scena tutto quello che successe sul Golgota, Gesù crocifisso con accanto i due ladroni, sotto e intorno i soldati romani con gli elmi e le lance. Una costruzione di forte effetto.

Se si è fortunati, si può assistere ad un matrimonio: Bom Jesus è molto richiesto dalle coppie, che amano farsi fotografare anche nell’attigua grotta artificiale dell’Ottocento, sommersa della vegetazione.

Su questo monte sin dal XV secolo c’è stata una chiesa, i cui resti sono stati trasformati in una cappella all’inizio della scala, fino a quando l’arcivescovo di Braga volle nel 1748 creare un grande santuario barocco. Accanto al tempio, oggi, si trovano il Museu da Confraria con opere di arte sacra, e la Biblioteca.

Bom Jesus non è l’unico centro religioso della zona. Poco più a sud, a tre chilometri, sempre su un monte
e con una grande scalinata che offre una visuale su Braga, si trova il santuario Samerio, o meglio di Nostra Signora del monte Samerio.

E’ dedicato all’Immacolata Concezione, molto venerata in Portogallo, ed era caro a Giovanni Paolo II, che venne qui nel 1982 in pellegrinaggio privato per ringraziare la Madonna per essere stato salvato nell’attento a piazza San Pietro. Papa Wojtyla è presente ovunque a Samerio: con la statua nei giardini, vicino a quella di Sant’Antonio, con il palazzo a lui dedicato, con le reliquie da lui donate, una goccia di sangue conservata in una bacheca all’interno della chiesa.

Il santuario, risalente al XX secolo, è moderno, bianco e con una grande cupola in stile neoclassico. All’esterno un enorme viale lastricato porta all’ingresso della chiesa, circondato da roseti, giardini e imponenti angeli. In un angolo una cappella con la statua della Madonna, lucida dalle carezze dei fedeli, i portoghesi amano toccare le sculture religiose e questa qui è stata messa a disposizione di chiunque voglia pregare, magari lasciando la bici fuori, visto che questo monte è frequentato dai ciclisti.

Quando la nebbia mattutina avvolge il santuario le dona un’aurea mistica, più che adatta alla scopo di essere legato ai misteri religiosi ed essere il secondo centro dedicato alla Madonna più venerato del Portogallo, dopo Fatima.

Pochi chilometri più a valle, ecco Braga, anche essa unita a doppio filo alla religione. In Portogallo si dice che Porto sia la città dove si lavora, Lisbona quella in cui ci si diverte e Braga quella in cui si prega. Ed ad ammirare i tanti campanili e facciate il detto non può essere falso.

Tutto dovuto al fatto che fu la prima città del Portogallo nel XI secolo ad avere un arcivescovado, a cui nei secoli si deve molto dello sviluppo cittadino. Anche se in epoca preistorica c’erano insediamenti umani e fu un’importante colonia romana in epoca augustea, era Bracara Augusta.

Ancora oggi, a distanza di secoli, tutto ruota intorno alla maestosa Sé, la cattedrale in stile romanico, più volte ampliata e arricchita. L’interno è un’apoteosi di Storia e religione: la venerata statua della Nostra Signora
del Latte, una fonte battesimale decorata, le sepolture di tutti gli arcivescovi, una Madonna del Trecento posta
sull’altare, una cappella con il sarcofago in bronzo dorato dell’infante dom Alfonso, figlio del re Joao I, il bellissimo chiostro con i paramenti che usano le confraternite di Braga per la sentita processione della Settimana Santa, un museo dell’arte sacra e la sala del Tesoro.

Sempre dal chiostro si possono vedere la cappella Reale, con il mausoleo di Enrico I di Borgogna e della moglie Dona Teresa, la cappella dedicata a San Geraldo, primo arcivescovo di Braga, la cappella di Gloria ornata di
azulejos e affreschi.

Su tutto, lo strepitoso organo barocco all’interno della chiesa, vanto di una città votata alla religione e con uno spirito giovane. Braga, infatti, da poco tempo è diventata terza città del Paese anche per l’Università
che ha portato studenti di tutta la regione a vivere qui e a fermarsi dopo gli studi. Non solo preghiera, per questo angolo di Portogallo.

Info: www.visitportugal.com

Foto di Sonia Anselmo e Fiorella Corini

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